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MessaggioInviato: venerdì 11 agosto 2006, 20:18 
Ma quali vecchie ruggini, io questo non so chi sia, e forse mi diverto un po' meno di te, Doyle.


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MessaggioInviato: venerdì 11 agosto 2006, 20:28 
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Peso Gallo
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Ritorsioni commerciali all'Europa
Per difendere Teheran da eventuali sanzioni dell'Onu, nel caso fossero ignorate le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, la propaganda del regime iraniano sventola l'arma delle ritorsioni commerciali. E' quanto emerge da un documento riservato che circola da qualche giorno negli ambienti governativi di Teheran e di cui AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL è entrata in possesso nel quale si analizzano le attuali relazioni economiche, commerciali e finanziarie della Repubblica Islamica con i suoi maggiori partner occidentali. Il documento in 11 pagine, prende spunto dagli ultimi dati in possesso della Bank Markazi, l'equivalente iraniana della Banca d'Italia, per chiedersi «chi ha il coraggio di boicottare la Repubblica Islamica ?».

Nell'analisi, una miniera di dati e cifre, si fa notare che le eventuali sanzioni economiche contro la Repubblica Islamica , significherebbero per la sola Europa la rinuncia ogni anno a un interscambio pari a 23 miliardi di euro, in cui i prodotti petroliferi fanno soprattutto gas e petrolio. «Chi è tanto pazzo, tra i governanti di Italia o Germania - si legge ancora nel documento - di rinunciare a questo affare?». Parole implicitamente confermate dalla osservazione di qualche giorno fa del ministro degli Esteri D'Alema secondo cui una rottura tra Roma e Teheran costerebbe all'Italia l'equivalente di due finanziarie.

Le relazioni tra la Repubblica Islamica e l'Occidente non si limitano, secondo quanto si legge nel documento, a questo interscambio commerciale. L'Iran è esposto nei confronti delle maggiori banche europee per 27 miliardi di dollari, ai quali vanno aggiunti altri 25 miliardi depositati dal governo di Teheran negli istituti finanziari occidentali, che potrebbero essere ritirati in qualsiasi momento, provocando danni non trascurabili al sistema bancario del Vecchio Continente. Dieci delle maggiori compagnie petrolifere occidentali, tra cui anche l'italiana Eni, hanno investito 15 miliardi di dollari nelle varie fasi di South Pars, la più grande giacimento mondiale di gas naturale. La sola Cina, ha firmato con l'Iran accordi per investimenti nel settore energetico per 25 miliardi di dollari.

C'è poi l' “arma del petrolio”.
Attualmente 40 compagnie petrolifere, tra cui tre società italiane, importano ogni giorno 2,5 milioni di barili di greggio. Il Giappone con 541.000 barili importati giornalmente, nel caso l'Iran decidesse di bloccare le esportazioni, sarebbe il paese più colpito.
Anche la Corea del Sud, che negli ultimi 3 anni ha esportato verso l'Iran beni industriali e di consumo per 26 miliardi di dollari, uscirebbe con le ossa rotte da uno scontro commerciale. Un'eventuale decisione iraniana di chiudere i rubinetti di petrolio e di gas, sostengono gli esperti che hanno redatto il documento, farebbe salire il prezzo del barile di petrolio ad un minimo di 100 dollari, ma non si esclude quota 125 dollari.

Gli esperti consigliano al governo di Mahmoud Ahmadinejad di andare avanti con il piano nucleare e non cedere alle pressioni internazionali «in quanto l'Occidente nel suo insieme non può fare a meno di mantenere rapporti commerciali ed economici con la Repubblica Islamica ».
«Le eventuali pressioni anglo-americane - si legge ancora - porterebbero a una spaccatura molto profonda tra i paesi occidentali». Hossein Shariatmadari, direttore di Kayhan, l'influente quotidiano conservatore della Repubblica Islamica, condivide le conclusioni di questo documento. «Già qualche capo di governo europeo - ha affermato in un'intervista - ha chiamato Teheran, nei giorni immediatamente successivi all'approvazione della risoluzione 1696 del Consiglio di Sicurezza, per dire che non avrebbero mai accettato una nuova risoluzione con sanzioni economiche».

«Noi - aggiunge Shariatmadari - abbiamo il mondo in pugno e non abbiamo nessuna fretta per dialogare o negoziare con nessuno». «La nostra politica è quella di proseguire con i nostri piani nucleari, di continuare ad arricchire l'uranio e produrre acqua pesante, e attendiamo che l'Occidente accetti questa situazione di fatto», avverte il direttore di Kayhan, personaggio molto vicino all'ayatollah Seyyed Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica. «La risoluzione 1696 approvata dal Consiglio di Sicurezza - fa notare Shariatmadari - è un bluff, in quanto non ci sarà un secondo documento per mettere in atto le minacce contenute in questa risoluzione». «Paesi come Italia e Cina - conclude - avrebbero delle serie difficoltà a sopravvivere economicamente ad una rottura delle relazioni economiche con la Repubblica Islamica ».

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DFTT
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Anche i "moderatori ad honorem" non sarebbero sgraditi.

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MessaggioInviato: venerdì 11 agosto 2006, 20:44 
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Peso Gallo
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Non credo si tratti della famosa arte di dissimulazione sciita.
Non minacciano oppure ostentano sicumera perché, in realtà, preoccupati.
Han proprio il coltello dalla parte del manico.

Chi, mesi fa, ironizzava sul Petroeuro adesso mette le mani in tasca.

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DFTT
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MessaggioInviato: sabato 12 agosto 2006, 1:54 
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Stereophonicus Maximus
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qualche volta sei peggio della sibilla cumana


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MessaggioInviato: sabato 12 agosto 2006, 10:23 
Doyle ha scritto:
qualche volta sei peggio della sibilla cumana


Forse credo addirittura di essere il dodicesimo iman, quello scomparso che riapparirà alla fine dei tempi.
Ho forse ho solo detto che ho il diritto di usare questo nick e di dare risposte brevi a topic lunghi senza che qualcuno per questo qualcuno ce l'abbia furiosamente e sistematicamente con me, e senza che questa sia definita "una lite".

Se adesso mi metto a dirti che probabilmente sei una faccia di ...., anzi sicuro, guarda che lo so, perchè quel nick Doyle non è l'unico che hai usato in vita tua, e io in quel topic sui mondiali ho scritto 50 righe concentratissime e tu hai risposto con una battuta, guarda che mela marcia che sei, che succede, che "stiamo discutendo"?

Chiuso.

Quest'anno la ricorrenza del volo notturno cade il 22 di Agosto.
Per quel giorno mi risulterebbe previsto un discorso di Ahmadinejad sulla questione nucleare, fonte NYTimes.


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MessaggioInviato: sabato 12 agosto 2006, 10:29 
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Peso Gallo
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Iscritto il: sabato 4 febbraio 2006, 16:06
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Doyle ha scritto:
qualche volta sei peggio della sibilla cumana


Vista l'accoglienza e l'esito di alcune previsioni,
credo che in questo caso l'accostamento sarebbe più corretto con
Cassandra.


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MessaggioInviato: mercoledì 16 agosto 2006, 14:47 
Zdenek ha scritto:
Doyle ha scritto:
qualche volta sei peggio della sibilla cumana


Vista l'accoglienza e l'esito di alcune previsioni,
credo che in questo caso l'accostamento sarebbe più corretto con
Cassandra.


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Tutto tranquillo invece, ho partecipato ad una seduta spiritica sul tema, presente l'on. Prof. Romano Prodi cui il tavolino anche stavolta ha detto:
"Gradoli".


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MessaggioInviato: mercoledì 16 agosto 2006, 19:56 
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Stereophonicus Maximus
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ti prego apri un topic su "Gradoli",voglio farmela addosso dal ridere;io non lo faccio senno' poi dico troppo male di Prodi :mrgreen:


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MessaggioInviato: mercoledì 16 agosto 2006, 20:03 
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Peso Gallo
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Toc Toc !!
C'è nessuno?

Apro l'ennesimo post sull'Iran o posso proseguire qui?

GRAZIE



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La coerenza non dovrebbe essere un optional geografico.


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MessaggioInviato: mercoledì 16 agosto 2006, 23:51 
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Prosegui quì. Per altro aprire altri topic grazie.


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MessaggioInviato: giovedì 17 agosto 2006, 14:53 
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Peso Gallo
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Persepolis

Quando nasce e chi lo crea?
"Persepolis" è il primo fumetto iraniano mai realizzato, e nasce dalle matite di Marjane Satrapi nel 2000. L'opera viene pubblicata per la prima volta in Francia proprio nel 2000, divisa in 4 volumi, e grazie a "Persepolis", Marjane Satrapi vince il celebre premio Alph'Art du coup-de-cour al Festival di Angouleme del 2001, premio che trasforma l'opera (e la sua autrice) in un vero e proprio caso letterario a livello internazionale. "Persepolis" arriva in italia nel 2002, riscuotendo immediatamente un enorme successo, e attualmente viene spesso paragonato a opere del calibro di Maus.

Di cosa parla Persepolis?
"Persepolis" si presenta sottoforma di autobiografia a tratti romanzata, nella quale i singoli capitoli affrontano nello specifico alcune tematiche care all’autrice: vicende legate alla sua infanzia, scottante attualità, ricordi di guerra, il suo matrimonio sono solo alcuni dei soggetti che vengono raccontati nel corso dell’opera. Tuttavia, per ammissione della stessa Satrapi, il tutto è stato pensato e raccontato in funzione dei lettori:

"Persepolis" è nato come fumetto per gli occidentali: ci sono moltissime spiegazioni sulla vita quotidiana che sono superflue per un lettore iraniano.”

Ne risulta un'opera intensa, che approfondisce temi politici e sociali, mescolandoli alla quotidianità, ma che soprattutto restituisce all'Occidente una visione dell'Iran troppo spesso ignorata: quello di una nazione densa e ricca di problemi, ma in fondo non troppo differente da un qualsiasi altro stato europeo.


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MessaggioInviato: venerdì 18 agosto 2006, 10:46 
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Peso Minimosca

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2006, 22:40
Messaggi: 179
Località: salerno
In IRAN hanno apparentemente il coltello dalla parte del manico. ma in passato , anni 70, per arrivare a Iraq e Afganistan. per riequilibrare la situazione , Una superpotenza ha fatto cambiare governi, realizzare "rivoluzioni", o invadere direttamente con motivi anche montati ad hoc , per rovesciare la leadership sgradita.

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signore....mai peggio!


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MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 16:33 
A proposito di vecchie ruggini.

Questa l'ho sentita al Tg1. L'ha letta quella bionda carina prossima ad una certa età, come si chiama, insomma, c'era dietro tanto di foto di Ahmadinejad.
Lei non sembrava nemmeno tanto coinvolta, per vero.

Insomma, ha riferito che a detta di Angela Merkl Ahmadinejad avrebbe spedito una lettera alla Cancelleria della Repubblica Federale Tedesca, sostenendo quanto segue:

- l'Olocausto fu un'invenzione per mantenere soggiogata la Germania
- l'invenzione si perpetua per tenere soggiogato l'Iran

e quindi per chiedere:

- la costituzione di un asse Teheran-Berlino

Ma chi è il ghostwriter di questo nuovo grande protagonista della scena internazionale?
Per lo stile e per l'assenza di teoresi raffinata non direi Pietrangelo Buttafuoco. Pino Rauti nemmeno.
O Franco Freda, o Chavez.


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MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2006, 23:07 
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Blessed Soul
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:45
Messaggi: 1467
Località: romagna. un altro mondo possibile
No, solo delirio.
E' un estremista, uno Sciita. La storia ha forgiato gli sciiti fra mille persecuzioni. Dei "fratelli" sunniti principalmente o degli altri "fratelli" Karigiti. Poi è giunto l'impero coloniale zarista alle frontiere e inglese tutto attorno... Sono li perchè hanno sviluppato una vera scuola di teologia. Arcaica, intransigente, isolazionista. In grado di chiudere gli occhi ed autoflagellarsi. Non a caso i riti religiosi Sciiti sono fra i più masochisti fra le religioni "evolute". Si frustano, si colpiscono in migliaia.... delirano sul sangue versato nella moschea di Kufa del Califfo Ali (genero di Maometto), sepolto poi a Najaf, vera città santa degli Sciiti, come città del Vaticano per noi o Medina per i sunniti. Certe reazioni popolari in Iraq hanno origine dal disprezzo o dalla semplice sottovalutazione della loro storia, dei loro posti intoccabili, dal 660 e sbrisga dopo Cristo. Per uno Sciita, ENTRARE da infedeli a Najaf è una offesa che supera la morte stessa. Gli sciiti, in questi secoli di lotte e persecuzioni (erano loro la minoranza scismatica) hanno sviluppato questa risolutezza suicida per sopravvivere. Oggi sono una mina vagante. Ma basterebbe rispettare i loro luoghi sacri, la loro strana e contorta mentalità e molti problemi non ci sarebbero. Fra l'altro fra le sottoculture islamiche, lo sciismo è la più rigida, ma la meno territorialmente aggressiva. Rispetto ai sunniti, storicamente se ne stavano gelosamente nei loro territori. Neanche ai tempi del massimo potere Sciita, lo Sha Ismail, tentarno di conquistare territori "sunniti". Si scontrarono col sunnita Uzbeko Muhammad Shaibani, respingendolo nel suo tentativo di conquistare l'Asia centrale, ma restarono in Iran. fra i fratelli sunniti non potevano vivere. Oggi non è ieri e Armadinejad è un populista agitatore. Servirebbe una azione politica di isolamento dell'Iran e costruire le condizioni per le quali perda le elezioni. Sul primo punto siamo a buon punto, direi in modo inelegante, sul secondo, temo che stioamo stimolando l'orgoglio sciita. che non si è mai piegato nella storia. Minacciarli, significa rafforzarli. E' sempre stato così. Quanto comanda l'Armadino? Non lo so, sinceramente.
Ma non credo comandi più di tanto. Per fare un esempio mi pare più un Goebbels che un Hitler. Mi chiedo chi comandi sul serio a Teheran....

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mi sono rimasti solo tre neuroni. E non sono neanche d'accordo fra di loro....


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MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 12:37 
Io ti faccio i complimenti, Mantequilla, intanto posso soltanto replicare in questo modo: ho il sospetto fondato (la pensa così anche Nolte) che tutti i casini siano nati in seguito al soggiorno di Khomeini in Francia.
Transmutazione genetica, ibridazione di arcaismo in assolutismo moderno..o semplicemente zoroastrismo, manicheismo, sufismo, gnosi, a ritrovare, in Francia, la loro traduzione intramondana, la Rivoluzione?
(Qualcuno considera impropria questa lettura, non a torto, qualcuno invece insiste sul punto, io non lo so, figuriamoci).


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