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 Oggetto del messaggio: I dietrofront dei «soldatini»
MessaggioInviato: sabato 26 agosto 2006, 15:12 
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Peso Gallo
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I dietrofront dei «soldatini»

Il «soldatino Romano », scrive Vittorio Feltri mettendo Prodi e i suoi in elmetto e tuta mimetica, «frigge dal desiderio di trastullarsi coi soldatini». Una scelta pazza dovuta a una «mistura di megalomania e furbizia politica», ammonisce Beppe Pisanu, che rischia di «portarci i kamikaze in casa».
«Mettete le bombe nei vostri cannoni», ironizza "la Padania" sull’aria d’una canzone, accusando i nonviolenti d’aver fatto «una capriola » e gli alleati di aver «detto "sissignore» troppo in fretta". «Il nostro Paese è stato troppo precipitoso », sentenzia Marcello Pera. Ed è tutto un coro: la sinistra corre troppo, ci vuole prudenza, non si gioca con la guerra. Andare in Libano, scrive il direttore di Libero, non è «come litigare con Giovanardi o con Berlusconi davanti alle telecamere ».
Parole d’oro: cautela, cautela, cautela. Che gli appelli, le diffide e le intemerate contro la faciloneria della sinistra si levino da destra, però, strappa il sorriso. Ma ve li ricordate, i severi e prudenti censori di oggi, nelle settimane in cui il governo della Cdl decise di schierarsi «senza se e senza ma» per la guerra preventiva americana decisa da George W. Bush? «Il tempo di fumarsi un sigaro e sarà già finita », assicurò gagliardo Umberto Bossi. E appena le truppe americane entrarono nella capitale irachena, venne giù un diluvio di ironie, frecciate, risatine.
Caduta Bagdad, scrisse il senatore azzurro Paolo Guzzanti, «resiste nel suo fortilizio di ipocrisia il ridotto delle squadre pacifiste. Quel che impressiona in questa vicenda è proprio la corazza da 8 centimetri di ipocrisia rafforzata con la menzogna. Infatti, se Giraudoux poteva annunciare con una sua famosa e surreale opera teatrale che "La guerra di Troia non si farà", il quartier generale della malafede e del ridicolo può oggi annunciare con fervida faccia di bronzo che la manifestazione per la pace si farà. Quale pace, se la pace è già scoppiata come un’arma di costruzione di massa nelle piazze di Bagdad, con curdi e sciiti e sunniti che gridavano "Viva Bush", sventolando la bandiera a stelle e strisce? »
Non meno dura fu la rampogna alla sinistra di Elio Vito: «Quando trionfano, come stanno trionfando, la libertà e la democrazia, tutte le parti politiche debbono rallegrarsene ». Proprio un trionfo? Altroché. Parola del ministro della difesa Antonio Martino: «Quella anglo- americana è stata un’azione militare di grandissimo successo, rapida e con un numero di vittime assai contenuto». Rischi? Zero, rassicurava il ministro degli interni. Titolo dell’Ansa: «Pisanu, guerra in Iraq non ha aggravato minacce». «La sinistra, sia pure divisa fra posizioni più moderate, e posizioni dominate da un anti-americanismo arrabbiato può solo celebrare, nella prossima manifestazione (pacifista) la sua sconfitta», scriveva Il Giornale berlusconiano.
Di più, rincarava Sandro Bondi: «Deve fare un impietoso esame autocritico e una seria riflessione sui propri errori, pena la sua sparizione come forza credibile di fronte alla nazione». «Ma sta zitto, filosofo da osteria!», sbottava Claudio Martelli liquidando in un dibattito tivù un Massimo Cacciari perplesso sul fatto che la guerra fosse davvero finita. E lo stesso Pera, nelle vesti di presidente del Senato, non mancò di manifestare il suo disappunto per l’attardarsi dell’opposizione italiana nell’analisi di ciò che stava succedendo: «Sono sorpreso e talvolta anche sconcertato dalla qualità poverissima del dibattito italiano sulla guerra, mentre la politica e la diplomazia internazionale già si occupano del "dopo Saddam"». «Coloro che speravano che la guerra fosse lunga per poter dare corso al loro livore antiamericano sono serviti», gongolava Ignazio La Russa proponendo «la rottamazione delle bandiere arcobaleno». «Un’altra opposizione avrebbe avuto il coraggio di riconoscere i meriti del nostro governo», sospirava Renato Schifani, «purtroppo non è stato così.
I fatti ci dicono che l’Ulivo è spiazzato dalle giuste strategie italiane in politica estera, e per il piano di aiuti umanitari varato dall’esecutivo in soccorso delle popolazioni liberate, che il governo saprà gestire con efficienza e incisività ». Certa che la "pax americana" fosse bella e acquisita, Isabella Bertolini gorgheggiava: «Le immagini televisive che ci mostrano la popolazione irachena in festa hanno annichilito le sinistre italiane sfatando tutte le loro previsioni disfattiste in una guerra lunga e sanguinosa». «Le reazioni di giubilo iracheno confermano la correttezza delle posizioni del Governo mentre Francia e Germania sono con le pive nel sacco», confermava Roberto Calderoli. «Quelle scene di gioia che stanno scorrendo davanti ai nostri occhi rendono evidente che l’intervento armato pone le premesse di un nuovo ordine mondiale», ribadiva Francesco D’Onofrio, spiegando che «lo schianto del regime di Saddam» faceva «giustizia dei non pochi catastrofismi che abbiamo ascoltato e letto nel corso delle operazioni militari ».
«Le profezie nefaste di quanti preconizzavano una guerra lunghissima con centinaia di migliaia di profughi sono state smentite », esultava la capogruppo europeo di An Cristiana Muscardini. «Bagdad è libera e la sinistra in lutto», diceva un comunicato leghista. «Berlusconi, senza entrare in guerra, l’ha vinta», sintetizzava Gianfranco Rotondi. Quanto a lui, il Cavalier che nel 1996 aveva fatto gli auguri a Prodi sperando che non avesse «a che fare con cose più grandi di lui» («Ve l’immaginate davanti a una dichiarazione di guerra?») si presentò a un comizio come Adriano in trionfo a Gerasa.
Per cominciare, rassicurò gli italiani dubbiosi sul futuro: «Mi rallegro che la guerra sia finita e anche che sia stata rapida e abbia causato meno vittime di quanto si potesse temere». Poi frustò «gli uomini della sinistra che speravano che le forze alleate sarebbero rimaste impantanate come in Vietnam» senza capire l’obiettivo di «realizzare un sistema democratico per garantire la libertà che è un bene che si diffonde positivamente su tutti». Quindi rivendicò: «Il nostro filo- americanismo è stata una posizione vincente, che ha condannato i gargarismi antimilitaristi». L’anno dopo, mentre arrivavano notizie quotidiane sempre più sconvolgenti, insisteva: «Qualcuno da noi parla di un ovattato clima antiamericano, ma io non ci credo. Le elezioni regolari saranno la conseguenza di uno Stato ben funzionante. Ormai in Iraq c’è una vita regolare, ci sono le scuole eccetera. Poi, certo, ci sono le cose che non funzionano: ad esempio, i semafori a Bagdad non funzionano...» Cosa sia successo poi è sotto gli occhi di tutti.

Gian Antonio Stella (Corriere della Sera)

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MessaggioInviato: sabato 26 agosto 2006, 15:13 
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Peso Gallo
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Quando si dice "togliersi dei sassolini dalle scarpe"...


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 11:37 
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Peso Minimosca

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Mi sembra una missione doverosa.
Non meno doverosa e chiara di quella in Afghanistan.
Credo che il governo abbia fatto bene a non disimpegnarsi.

Credo che sia inutile rivangare.

Certo che per chi proclama il pacifismo come un assoluto, la partenza di un solo uomo con un fucile è una sconfitta.


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 13:03 
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Stereophonicus Maximus
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beh,Paolo Cacciari ha preso la porta e se n'è andato,per esempio;altri,con stipendi più alti e meno onestà intellettuale,sono ancora lì


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 13:34 
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Peso Gallo
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Doyle ha scritto:
altri,con stipendi più alti e meno onestà intellettuale,sono ancora lì


Ad esempio, chi?

Qualcuno che sia anche in altre faccende affaccendato, prego.


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 13:46 
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Stereophonicus Maximus
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più o meno tutti gli altri:hai visto bandiere pacifiste in giro? di quelle a strisce che andavano tanto di moda qualche anno fa? o Pelù e Jovanotti che cantano qualche canzonetta? zero,a dimostrazione che il popolo di sinistra ingoia qualsiasi sbobba,se glie la passa il partito;Prodi era solo l'antipasto


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 13:56 
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Peso Gallo
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Doyle, l'hai letto tutto il contenuto del primo post?

Riguardo alle bandiere che tu non hai visto...
Se ne è vista qualcuna ad Assisi l'altro giorno.
Feltri o Farina ci han fatto pure un articolo, nel loro intento, ironico.

Iraq e Libano sono per te la stessa sbobba?
La Costituzione è un fumetto da leggere nelle ore di siesta?

Perché il Ministro della Difesa ha preso il posto di quello della Guerra?

Le dichiarazioni di Israele e Libano riguardo la Risoluzione ONU trovano riscontri in quelle irachene?

Rispondi con comodo...


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 14:39 
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Peso Minimosca

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Zdenek ha scritto:
Riguardo alle bandiere che tu non hai visto...
Se ne è vista qualcuna ad Assisi l'altro giorno..


Assisi, in 2mila marciano per la pace"Diciamo sì alla missione in Libano"
ASSISI (PERUGIA) - Diverse centinaia di persone (duemila secondo gli organizzatori, un migliaio per la questura) hanno partecipato sabato ad Assisi alla manifestazione per la pace nel Medioriente . Una manifestazione - sottolineano gli organizzatori - che non «è contro qualcosa o qualcuno» ma per «provare a fare qualcosa tutti insieme per la pace».


Poche persone, idee confuse, un movimento quello pacifista che si potrebbe dire spiazzato se esistesse.
Ma non esiste, se non forse nei numeri riportati, ed è ingoiato da un vastissimo movimento politicizzato che risponde a ben altre idee e principi.

Zdenek ha scritto:
Iraq e Libano sono per te la stessa sbobba?
La Costituzione è un fumetto da leggere nelle ore di siesta?


Nell'ottica di chi nega la possibilità di missioni armate di pace, questa missione è illegittima quanto tutte le altre.


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 15:39 
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lukas ha scritto:
Poche persone, idee confuse, un movimento quello pacifista che si potrebbe dire spiaziato se esistesse.
Ma non esiste, se non nei numeri riportati ed è ingoiato da un vastissimo movimento politicizzato che risponde a ben altre idee e principi.

Nell'ottica di chi nega la possibilità di missioni armate di pace, questa missione è illegittima quanto tutte le altre.


Gli articoli di Feltri/Farina (doppio zero) - Betulla
eran risultati più pungenti e dettagliati.

Un migliaio di pacifisti ad Assisi che non contestino l'operato
del proprio Governo mi sembra sufficientemente simbolico.

Di pacifisti "senza se e senza ma" io ne conosco davvero pochi.
Due litiganti hanno accettato ed incoraggiato l'azione mediatrice
dell'ONU ed, in particolare, hanno avuto parole di consenso per
l'azione diplomatica italiana.

In Iraq non avvenne la stessa cosa.
L'articolo di Stella ed i dietrofront di Mr Berlusconi in un paio di
suoi interventi lo dimostrano.

Non si scende mica in piazza per applaudire un comportamento
sul quale si è d'accordo.

Le "notti mondiali" meglio lasciarle ad altri.

-----------
-----------
La Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 11.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;
promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 17:12 
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Zdenek ha scritto:
Doyle, l'hai letto tutto il contenuto del primo post?

Riguardo alle bandiere che tu non hai visto...
Se ne è vista qualcuna ad Assisi l'altro giorno.
Feltri o Farina ci han fatto pure un articolo, nel loro intento, ironico.

Iraq e Libano sono per te la stessa sbobba?
La Costituzione è un fumetto da leggere nelle ore di siesta?

Perché il Ministro della Difesa ha preso il posto di quello della Guerra?

Le dichiarazioni di Israele e Libano riguardo la Risoluzione ONU trovano riscontri in quelle irachene?

Rispondi con comodo...



ma,abbi pazienza,invece di scrivere un'intera pagina in cui alludi sempre a qualcosa,senza dirlo espressamente,perchè invece non mi di ci cosa faresti tu? io sono un po' tonto,da solo non ci arrivo:spiegami meglio,dimmi come dovrebbe essere il mondo secondo Zdenek
semmai ti interessasse,a me personalmente non importerebbe nulla nè dell'Iraq nè del Libano,nè di Israele:hanno la guerra nel sangue,si ammazzassero pure tra di loro;però,visto che è stato inventato questo consesso mondiale chiamato ONU,e noi ne facciamo parte,allora ci dobbiamo prendere determinate responsabilità,remare tutti dalla stessa parte,e andare dove c'è bisogno;dopotutto in Irak prima c'era un tizio che ammazzava gli oppositori politici e toglieva la corrente alle quattro di pomeriggio,e adesso c'è quasi un governo normale:qualche passo è stato fatto insomma
non mi illudo certo che il bene stia tutto da una parte,ma bisogna pur scegliere no? oppure continuiamo sempre a dire che è tutto sbagliato e tutto da rifare,ma non andiamo mai da nessuna parte,come per altro si usa fare in Italia da secoli


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 17:17 
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Doyle ha scritto:
ma,abbi pazienza,invece di scrivere un'intera pagina in cui alludi sempre a qualcosa,senza dirlo espressamente,perchè invece non mi di ci cosa faresti tu? io sono un po' tonto,da solo non ci arrivo:spiegami meglio,dimmi come dovrebbe essere il mondo secondo Zdenek


Quale intera pagina?
Quali allusioni?

Sei tu che hai alluso a Cacciari e non hai fatto altri nomi, mi pare.

Sei tu che non hai risposto ad altre domande che chiedevano chiarezza.

Sei tu che, infine, fai delle allusioni.

Doyle ha scritto:
semmai ti interessasse,a me personalmente non importerebbe nulla nè dell'Iraq nè del Libano,nè di Israele


Credi che avessi dei dubbi in proposito?

Ti farò uno squillo quando produrranno qualche opera rock significativa.


Ultima modifica di Zdenek il lunedì 28 agosto 2006, 17:32, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 17:26 
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Stereophonicus Maximus
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adesso oltre che gli IP conosci anche i numeri di telefono della gente?


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 17:31 
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Doyle,
credo tu sappia benissimo cosa io pensi di te.

Non lo consiglia il medico di intervenire negli argomenti da me postati.

Bye Bye

(evito il "ciao" per ovvi motivi etimologici)


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 17:41 
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Stereophonicus Maximus
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-off topic

non so che dirti:secondo me potresti essere un tipo intelligente,però ti piace troppo polemizzare e trattar male la gente,finchè non ti si forma il vuoto intorno;allora mi chiedo,perchè cavolo scrivi sui forum? fattene uno tu,se non ti piace essere contraddetto
mi guarderò bene dall'interloquire con te da adesso in poi,visto che ti disturba tanto


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MessaggioInviato: lunedì 28 agosto 2006, 18:03 
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Peso Gallo
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La mia intelligenza son capace di misurarla da me. Grazie.

Non sono abituato a riempire il vuoto con "ciao ciao .. bau bau.. micio micio".
Potrei non notare l'ingresso di qualcosa di significativo.

Interloquire?

Mi si accenna a qualcuno che non avrebbe onestà intellettuale.

Chiedo di chiarire meglio l'accusa.

Mi si risponde:

Cita:
più o meno tutti gli altri:hai visto bandiere pacifiste in giro? di quelle a strisce che andavano tanto di moda qualche anno fa? o Pelù e Jovanotti che cantano qualche canzonetta? zero,a dimostrazione che il popolo di sinistra ingoia qualsiasi sbobba,se glie la passa il partito;Prodi era solo l'antipasto



Non contenti
Cita:
io sono un po' tonto,da solo non ci arrivo:spiegami meglio,dimmi come dovrebbe essere il mondo secondo Zdenek


Infine, si ha anche il coraggio di scrivere
Cita:
ti piace troppo polemizzare e trattar male la gente

Cita:
perchè cavolo scrivi sui forum? fattene uno tu



In effetti è vero.
Atteggiamenti simili mi disturbano alquanto.
Scrivo sui forum o altrove quando e perché mi va e non è detto che
non abbia degli spazi privati dove farlo già da tempo.

Per quanto riguarda la "polemica" ognuno la fa a proprio modo.
A seconda dei casi, essa assume connotati diversi, negativi o meno
a seconda degli intenti.

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