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 Oggetto del messaggio: Una verità scomoda
MessaggioInviato: domenica 5 novembre 2006, 1:26 
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Peso Mediomassimo
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E' uscito, negli Stati Uniti, un film-documentario condotto da Al Gore, l'ex vicepresidente, su un argomento di cui si parla spesso: la situazione del mondo dal punto di vista ambientale, in particolare riguardo all'effetto serra ed ai cambiamenti che a tempo breve sconvolgeranno il pianeta, a meno che non ci si affretti a modificarne la nostra gestione.

E' un documentario che forse è costruito per affabulare una mente di tipologia americana, ma è molto efficace, e vale la pena di vederlo. O ordinando il Dvd, o scaricandolo (in inglese) da emule, visto che è improbabile che arrivi in Italia, o chissà quando succederà.

Già prima ero convinto che alcune problematiche di ampio respiro, e riguardanti avvenimenti che vanno piu' in là del nostro naso dell'immediato futuro (i paesi poveri, la fine degli idrocarburi, l'immigrazione, le guerre, e così via) fossero ben più importanti, per dire, della situazione dei tassisti nel centroitalia o alle idiote preoccupazioni che riguardano il terrorismo.

Adesso, più che mai, penso che il tema del riscaldamento del pianeta è di gran lunga il più importante , 'politicamente' e 'storicamente' parlando. Un problema forse anche per noi stessi, ma di sicuro per i nostri figli. Sinceramente, arrivo a non capire come oggi un padre o una madre facciano dei sacrifici per i loro figli, e pensano pure al loro futuro, e non pensino a quello che sta per succedere o puo' succedere. (almeno a New Orleans forse adesso ci penseranno, ma non basta).

Penso che manchi una consapevolezza della situazione attuale, e , laddove c'è, subentra un'alternanza di disperazione e menefreghismo: insomma, nulla di buono per un cambiamento.

Apro questo topic per parlare di quest'argomento e per invitarvi a parlarne alle persone che conoscete.
Penso a quello che è successo per il fumo. La gente continua a fumare, ma sa a cosa puo' andare incontro.
E qui non si tratta di un (relativamente) leggero aumento di rischio di prendersi un tumore nel caso si fumi molto (o, pesante aumento, ma almeno non c'è la sicurezza di ammalarsi! ). Si tratta di una cosa che riguarderà tutti, e sicuramente. (o quasi, la scienza non è mai d'accordo, un 15% di scenziati contesta queste teorie catastrofiste).
La pubblicità serve, e quindi è bene diffondere certe idee.

Anche per te, al di là di un cambiamento del tenore di vita personale, quello che serve è la politica.
Auspico un momento in cui , in parlamento , per strada o ai tg si parli quasi solo di questo: e non di quante tasse paghiamo, quante ore lavoriamo, che tempo fa il weekend, e nemmeno se c'è un incidente in metropolitana e come funzionano scuola e sanità. Certo, che si facciano anche queste cose. Ma, per intendersi, è stato inutile preoccuparsi troppo dell'andamento delle scuole a New Orleans, nel 2005.

E invece, dopo uno speciale di 10 minuti sui prossimi sconvolgimenti del mondo, alla rai una decina di giorni fa, è seguito un dibattito di due ore sul TFR.
L'unico partito ambientalista , i Verdi, mi pare si preoccupi solo di questioni locali, se debba venire fatto un traforo o rovinata una vallata.

Comunque, su quello che si dice nel film ed è la situazione, ritornerò a scrivere.

Intanto tengo aperto questo topic.

c.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una verità scomoda
MessaggioInviato: domenica 5 novembre 2006, 16:44 
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cristiano ha scritto:
un film-documentario condotto da Al Gore, l'ex vicepresidente



Era ora...
ma lo fa adesso ! Ah..adesso si batte per un altro mondo..
nella campagna elettorale contro Bush nel programma perchè non parlava di queste cose ? Perchè non sono state presentate nel programma elettorale?

e se avesse parlato di energia pulita, effetto serra etc..etc.. ?

Quel criminale di Bush invece se ne strafrega del protocollo di Kyoto e compagnia bella...
Gore non poteva attaccarlo in campagna elettorale?

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MessaggioInviato: domenica 5 novembre 2006, 19:09 
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Delmo, mi son permesso di cancellare le tue offese meno consone al forum.

In ogni caso, non c'entra nulla la stima o il disprezzo per Gore, né è un topic di politica elettorale americana, è un topic su quello che dice Gore nel documentario. E non sono fatti inventati da lui.

Quindi ti prego di chiudere con questo tipo di discorsi, e tanto piu' con questi toni davvero inqualificabili.

Il forum politica su nonsoloboxe penso abbia senso solo se costruttivo, se no meglio stare zitti e scrivere altrove.

c.


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MessaggioInviato: domenica 5 novembre 2006, 19:29 
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Mentre credo molto al problema dell' inquinamento (da un punto di vista della respirabilità dell'aria e della "vivibilità" delle acque), e ritengo centrale il problema della sostenibilità dello sviluppo (non solo aziendale ma anche demografico), in un sistema limitato come la terra, ho sempre avuto l'impressione che il "riscaldamento globale" fosse un pò una fola o meglio che lo fossero il nesso di causalità fra esso e le attività umane e la certezza che il trend stesso fosse così fuori dai pattern dei mutamenti climatici storici.

Cosi trovo più interessante quindi è chiedersi se le terre ghiacciate della Groenlandia furno così chiamate dai Vichinghi per attirarvi la gente o se forse 1000-1500 anni fa ci facesse davvero meno freddo.
Certamente più interessante delle tirate anti USA anche perchè le emissioni sono un problema globale.

EDIT data la linea di moderazione mi sono editato da solo.


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MessaggioInviato: domenica 5 novembre 2006, 22:25 
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Lukas, ti assicuro che non potevo fare a meno di intervenire, non ritenendo che fossero attinenti numerosi 'pompini' o 'limonate al cesso della moglie' :)

sul tema del riscaldamento globale, beh, non puo' essere una causa naturale. Perché oggi il pianeta ha una temperatura 5 votle superiore al picco massimo di calore degli ultimi 650mila anni, durante i quali ci sono state piu' di una decina di glaciazioni.

c.


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 9:34 
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cristiano ha scritto:
sul tema del riscaldamento globale, beh, non puo' essere una causa naturale. Perché oggi il pianeta ha una temperatura 5 votle superiore al picco massimo di calore degli ultimi 650mila anni, durante i quali ci sono state piu' di una decina di glaciazioni.

c.


Sei sicuro che sia un dato corretto?
In questi anni ci si stupisce perchè i nevai restituiscono i cannoni della prima guerra mondiale (il che probabilmente significa che duarnte tale guerra quei nevai non c'erano), e perche l'unico ghiacciao appenninico (quello del Corno) si stà ritirando ma sembra fosse già scomparo nel 1.400.
Si dice anche che i Dinosauri si siano estinti per una glaciazione indotta dalle emissioni in atmosfera dell'esplosione del famoso meteorite, quindi si ipotizza che l'effetto serra fosse diventato un effetto ghiacciaia.... :roll:
chissà


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 14:27 
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cristiano ha scritto:
Delmo, mi son permesso di cancellare le tue offese meno consone al forum.

In ogni caso, non c'entra nulla la stima o il disprezzo per Gore, né è un topic di politica elettorale americana, è un topic su quello che dice Gore nel documentario. E non sono fatti inventati da lui.

Quindi ti prego di chiudere con questo tipo di discorsi, e tanto piu' con questi toni davvero inqualificabili.

Il forum politica su nonsoloboxe penso abbia senso solo se costruttivo, se no meglio stare zitti e scrivere altrove.

c.



Ok sono stato un po duro, ma potevi cancellare tutto il mio post, così tagliato non se ne capisce il senso.
Volevo solo dire che è importante perlare di effetto serra, delle problematiche industriali in un documentario, ma lo trovo stupido quando uno come Gore aveva la possibilità, volendo, di parlarne in scala molto più vasta.
Non credo di andare fuori topic se dico che argomenti importanti come quelli del documentario potevano essere affrontati prima ed in modo diverso.
Se viene presentato il documenta di uno scienziato, se viene messo in onda una delle battaglie di Grillo questi non possono che avere la mia stima perchè lo fanno al massimo delle possibilità.
Uno come Al Gore presenterà dati altrettanto validi o guiderà battaglie altrettanto giuste... ma con un documentario? Era il vice presidente degli USa, il candidato alla presidenza... La mia non è mancanza di stima, è una constatazione.

cito una tua frase..
"Quello che serve è la politica"

Ebbene io non me la sento di pensare a Gore come ad uno che ha, per così dire dato il massimo a favore dell'ambiente in passato.. nel post censurato facevo riferimento all'episodio in cui per dimostrare che era un uomo baciò appassionatamente la mogliìe davanti a milioni di spettatori.. guadagnando 4 punti in percentuale..ma se avesse parlato al tempo delle problematiche ambientali? Delle energie alternetive? Non lo ha fatto..bene ora c'è questo DVD, da vedere certo, ma preferisco chi con un assegno di ricerca di 800 euro al mese presenta dati altrettanto validi e se potesse farebbe veramente qualcosa.

Se si decide di parlare di un argomento come questo penso che sia doveroso anche allargare il problema.
Spero di aver chiarito il mio pensiero, non volevo offendere nessuno.

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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 16:32 
Ho già scritto in altro topic, o altrove, non ricordo, cose simili a quelle sostenute da Lukas.

Groenlandia, Terra Verde, o bidone turistico ante litteram?
Vino in Inghilterra nel '300, cannoni fra i ghiacci, ma come ci sono arrivati, li han portati i mammut o gli alpini?

Quel che so è che l'amministrazione Clinton ha investito centinaia di milioni di dollari per ricerche ambientali, 250 mila se li è presi un parente di Kerry.

Il tema è delicato e merita ogni approfondimento, grazie del topic.


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 17:24 
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Sìzigios ha scritto:
Quel che so è che l'amministrazione Clinton ha investito centinaia di milioni di dollari per ricerche ambientali, 250 mila se li è presi un parente di Kerry.

Il tema è delicato e merita ogni approfondimento, grazie del topic.


concordo in toto, il mio post andava in questa direzione.

Per quanto riguardia il cambiamento del clima, in epoca storica vi sono stati periodo definiti "piccolo glaciale" ed altri in cui la temperatura terrestre era in media più alta, anche in Groenlandia.

Il fatto che i nevai in una zona più vicina alla nostra restituiscano spesso materiale riferibile al primo conflitto bellico non va confuso con il ritrovamento dell'uomo del Similaun.
Se è vero che i nevai variano si in base alla temperatura ma anche alle precipitazioni, i ghiacciai da tempo subiscono un arretramento costante.

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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 17:28 
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Delmo ha scritto:
Per quanto riguardia il cambiamento del clima, in epoca storica vi sono stati periodo definiti "piccolo glaciale" ed altri in cui la temperatura terrestre era in media più alta, anche in Groenlandia.

Il fatto che i nevai in una zona più vicina alla nostra restituiscano spesso materiale riferibile al primo conflitto bellico non va confuso con il ritrovamento dell'uomo del Similaun.
Se è vero che i nevai variano si in base alla temperatura ma anche alle precipitazioni, i ghiacciai da tempo subiscono un arretramento costante.


scusa ma non ho capito.
Per esempio il fatto che molti laghi siano di origine glaciale significa certamente che la terra ha in ere romote subito riscaldamenti notevoli.
La quasi sparizione nel Medioevo del ghiacciaio del Corno ne è un altra prova.


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 18:02 
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I cosiddetti Laghi Glaciali devono la loro formazione non al riscaldamento ma all'erosione da parte di lingue glaciali, ne sono un esempio i laghi prealpini o anche quelli dell'appennino emiliano dove e due passi da dove sono nato vi è il parco dei Cento Laghi.

La sparizione di queste masse di ghiaccio, in seguito al riscaldamento, ha restituito questi bacini che noi ora vediamo.

In ogni caso il piccolo glaciale di cui parlavo prima è un periodo di circa mezzo millenio (tra basso medioevo e metà del XIX secolo) in cui la temperatura si abbassò notevolmente rispetto al periodo precedente in cui di fatto vi era più caldo; (forse in questo senso va letta la tua affermazione Lukas sulla quasi sparizione del ghiacciaio del Corno).
In poche parole fino all'inizio del XV secolo i ghiacciai si ritirarono per poi avanzare nuovamente.
A partire poi dal XIX secolo però la temperatura riprese nuovamente a salire..ed ecco perchè i ghiacciai stanno scomparendo ed a questo si va a sommare l'effetto serra..

Colgo l'occasione per consigliarvi una visita al Parco dei Cento Laghi, è fantastico!

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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 18:48 
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Delmo, non preoccuparti, è ovvio che se a un topic sul clima rispondi parlando di sesso orale di Gore, ti riprenda :)

Ma, insisto, poco importa di quello che fa o ha fatto Gore, o tale partito politico. Quello che conta è la situazione.

Non tanto il presente: che il riscaldamento globale attuale sia causato prevalentemente dall'uomo , è opinione quasi universalmente condivisa dagli scenziati (si sa, la scienza è solo probabilistica, ma da qualche parte bisogna pur partire). Sul futuro i pareri sono spesso piu' discordanti.

Ma sono discordanti , diciamo, per il 'quanto' succederà, non per il 'se' succederà. E' importante anche il quanto, certo. Però mi chiedo: se vi dicessero: al 50% vi verrà una malattia mortale, al 25% una malattia che vi terrà a letto per 10 anni, e al 25% vi verrà una banale polmonite, be, andreste dal dottore a farvi curare o no?

Sul documentario, come posso (o potete) dimostrare che i dati di cui si parla sono veritieri e condivisi?
Solo vi invito a vederlo, e a farlo vedere.
Non amo le recensioni, non ha senso raccontarvi cosa si dice, ma solo vi invito a vederlo.

Comunque, il fatto che qualcuno ogni tanto porta ad esempio come consolante, cioè che, non so, 10mila anni fa è già successa una catastrofe del genere, beh, non è consolante per niente. Morirete tutti, ma che ve ne frega, son già morti anche i mammuth!. Beh, se si puo' far qualcosa oggi, e non diecimila anni fa, facciamolo, no? :-)

c.


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MessaggioInviato: lunedì 6 novembre 2006, 20:14 
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cristiano ha scritto:
Ma sono discordanti , diciamo, per il 'quanto' succederà, non per il 'se' succederà. E' importante anche il quanto, certo. Però mi chiedo: se vi dicessero: al 50% vi verrà una malattia mortale, al 25% una malattia che vi terrà a letto per 10 anni, e al 25% vi verrà una banale polmonite, be, andreste dal dottore a farvi curare o no?.


Beh diciamo che se (come credono alcuni scenziati) il riscaldamento non ha matrice antropologica ben poco possiamo fare per evitarlo.
Della serie (e qui invento) se 45.000 anni fa le temperature erano più alte di ora e l'Olanda era 2 metri sott'acqua e ora il trend si ripete nulla possiamo fare , ma 45.000 anni fa il fatto era insignificante ora sarebbe un cataclisma.

Ma questo non significa che per me le cose vanno bene così dato che invece credo che le immissioni ci danneggino a livello di salute e che un altra questione essenziale sia creare un modello di sviluppo sostenibile che non distrugga l'ecosistema e le biodiversità.
Ovviamente questo non sottointende solo una metodica di approvvigionamento delle energie completamente diversa, ma anche un utilizzo delle risorse (acqua, terra e aria) controllato e sopratutto una politica di controllo demografico rigida e ponderata.
Parliamoci chiaro la terra può bastare forse per 7 milirdi di persone e con itrend attuali in 100 anni saremo molti di più.

E allora qui vine da chiedersi quale sia la strada.

Io trovo al momento piuttosto impraticabili le energie rinnovabili, quali il fotovoltaico e l'eolico (fonti costose e al momento a bassissima resa).
Credo che tutto si giochi sulla fusione nucleare controllata, e non solo il discorso energetico.
Creare una fonte di energia pulita così potente ed illimitata potrebbe essere la chiave di volta per "imporre" un modello di sviluppo sostenibile al livello demografico e di approvvigionamento anche ai paesi in via di sviluppo (olte che inizialmente a quelli industrializzati).
Paesi che nell'arco di pochi anni probabilmente diverrano i principali produttori di emissioni dannose nonchè i principali consumatori di "terra" e acqua, (sono già i principali artefici della crescita demografica).
Ed a proposito di "terra" non è giusto chiederci se dovremmo incominciare a preoccuparci del genticamente modificato e dell' intensivo sotto altri aspeti oltre a quello del "tabù" se vogliamo mantenere foreste e i parchi naturali?


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MessaggioInviato: martedì 7 novembre 2006, 3:23 
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Lukas sono daccordo su tanti aspetti.

Il nucleare, però, oltre ai soliti problemi che conosciamo, ha il problemino che è un'energia con risorse limitate. L'uranio non è infinito.

L'eolico, solare, etc.. sono solo alcuni tipi di energie alternative. Ce ne sono anche altre.

Il problema demografico è forse il problema principale, ed anche piu' fastidioso (dà noia dire ad uno: era meglio se non esistevi. Mi è piu' facile dirgli: era meglio se consumavi di meno)

Faccio un esempio per capire che ci si puo' muovere in varie direzioni.
Una delle cose piu' inquinanti sono i viaggi: treno, tir, aereo, soprattutto, anche un po' le automobili. Limitare i viaggi sarebbe una gran cosa, ma a me , ad esempio, piace viaggiare.
A chi è che non piace viaggiare , ma viaggia molto per necessità e non una volta sola l'anno, ma spessissimo? A chi lavora.
Prima proposta: limitare al minimo la mobilità. Pendolarismo, solo se strettamente necessario. Trasferimenti di sede: una volta nella vita, come vent'anni fa. Cala la produzione? Chi se ne frega.
Seconda proposta: eliminare i viaggi di lavoro. Non tutti, a volte sono indispensabili. Eliminare i viaggi per riunioni di lavoro.
La Cisco System, una società grossa in campo informatico che conoscerete, ha pensato a un sistema. Il sistema c'è già: la videoconferenza. Loro hanno pensato, non a una tv, ma a una stanza fatta totalmente di monitor e audio perfetto. Sembrerà di essere lì. Quanto costa? Venti milioni di euro a stanza, quindi venti milioni di euro a sede. Tanto? Tantissimo. Ma la Cisco in questo modo spenderà la metà di quanto spende adesso in viaggi e alberghi.
La Cisco, è vero, non è una delle imprese piu' inquinanti, ma inquina. E quant'è la percentuale di inquinamento data dai viaggi di lavoro? Il 50%.
Con queste stanze per videoconferenze, costosissime, la Cisco inquinerà la metà di quanto inquinava prima.

Ma, al di là degli esempi, quello che conta è che ci sia una volontà politica. Perché ci sia, serve una grande base di consapevolezza e volontà popolare. Perché, a breve e medio termine, la salvaguardia dell'ambiente significa una vita economicamente peggiore. A lungo termine è un vantaggio anche economico, ma chi è che ragiona a lungo termine su argomenti su cui non è abituato a pensare?

c.


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MessaggioInviato: martedì 7 novembre 2006, 9:31 
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cristiano ha scritto:
Lukas sono daccordo su tanti aspetti.

Il nucleare, però, oltre ai soliti problemi che conosciamo, ha il problemino che è un'energia con risorse limitate. L'uranio non è infinito..


solo una precisazione.
Ho parlato di fusione controllata, quindi di nucleare pulito a idrogeno(acqua) che per adesso è una chimera.
Forse arriveranno prima le famose celle a idrogeno (o forse esistono già ma non viene detto.....)

EDIT.
BMW, IN PROVA A 100 VIP LA PRIMA VETTURA A IDROGENO DI SERIE
BERLINO - Politici, uomini d'affari, capitani d'industria, giornalisti, opinionisti, esperti di comunicazione ma, soprattutto, vip, ovvero personaggi noti al grande pubblico e capaci di catalizzarne attenzione e fiducia. E' l'identikit dei 100 pionieri che la Bmw sta selezionando in giro per il mondo per metterli alla guida della prima vettura a idrogeno per utilizzo quotidiano che abbia completato con successo il processo di sviluppo in serie.
Alla Bmw Hydrogen 7 i 100 testimonial prescelti, che avranno a disposizione l'auto gratuitamente fino a sei mesi, dovranno dare il massimo della visibilità (secondo criteri definiti in base ad un vero e proprio contratto di comunicazione), con l' obiettivo di creare ed incentivare la domanda individuale. Prima infatti che il comune cittadino possa accedere a queste vetture ad emissione zero "ci vorrà tempo ma questo ha precisato a Berlino il vice presidente del progetto Bmw Clean Energy Frank Ochmann in occasione della prima prova dell'auto tedesca alla stampa internazionale - dipende anche dalla volontà dei politici di volersi impegnare nella realizzazione di una rete strutturale di rifornimento di idrogeno".
Intanto, proprio a causa della limitata possibilità di fare rifornimento, la Bmw Hydrogen 7 avrà un motore 12 cilindri a 191 kW/260 CV a doppia alimentazione idrogeno e benzina, ma a parità di prestazioni dinamiche, con un' autonomia di guida di 700 chilometri di cui oltre 200 in modalità a idrogeno. Parlando di costi, l'energia prodotta da un litro di benzina è pari a 2,5 euro di idrogeno, ovvero, l'idrogeno costa 8 euro al chilo. Quindi poiché un pieno di idrogeno, che corrisponde ad una percorrenza di 200 Km, è di circa 8,7 chili, se ne desume che un pieno di idrogeno sulla Bmw Hydrogen 7 costerà intorno ai 69 euro.
Un pieno totale benzina e idrogeno costerà invece intorno ai 120 euro. Nel dettaglio, il progetto illustrato dalla Bmw prevede l'avvio della produzione a dicembre, e per tutto il 2007, di 100 esemplari di Bmw Hydrogen 7 presso lo stabilimento tedesco di Dingolfing sulla stessa linea della Serie 7. Il motore invece verrà fabbricato dall' impianto di produzione Bmw di Monaco di Baviera. La distribuzione delle prime 100 vetture ai testimonial prescelti, che tra l'altro come forma di incentivazione non pagheranno il rifornimento a idrogeno ma pagheranno quello a benzina , "non intende essere un vero e proprio lancio ma - ha precisato il responsabile marketing del progetto Bmw Clean Energy Tim Kehler - evidenziare la concreta volontà della Bmw di puntare sulla vendita di questa vettura che rappresenta una pietra miliare lungo il cammino verso la mobilità sostenibile".
La distribuzione tra i vari mercati delle prime vetture Bmw Hydrogen 7 inizierà nella primavera del 2007 e, inizialmente,privilegerà l'Europa e gli Stati Uniti, dove saranno equamente distribuite. Nella seconda metà dell'anno, invece la vettura ad idrogeno arriverà in Giappone. Nel Vecchio Continente il mercato prioritario sarà, ovviamente, la Germania dove, al momento è previsto l'arrivo di 5 vetture, un'altra dovrebbe essere consegnata a Bruxelles ed un' altra a Londra. Anche "l' Italia - ha precisato Kehler - è tra i mercati ritenuti più importanti per la visibilità della nuova Bmw Hydrogen 7". Al momento è prevista la distribuzione di una vettura a Milano, dove è imminente l'apertura di una stazione di rifornimento ad idrogeno omologata alla nuova auto ma, se la domanda dovesse risultare alta, allora ne potrebbero arrivare altre e Roma è la prima candidata. Il problema però è la creazione di una rete di rifornimento.
Al momento le stazioni stabili di idrogeno sono 3 in Europa e 2 negli Stati Uniti, ovviamente in California. Per quella in Asia, invece, si deciderà il prossimo anno. Ci sono però delle stazioni mobili che verranno dislocate in vari luoghi in concomitanza di eventi mediatici che prevedono l'utilizzo di vetture ad idrogeno. E' evidente che il maggiore problema della diffusione dell'alimentazione ad idrogeno è la mancanza di una rete globale di stazioni di rifornimento. La Linde, uno dei maggiori produttori di idrogeno, con cui la Bmw ha un contratto di rifornimento, ha stimato che per creare un'adeguata rete infrastrutturale ci vorrebbero almeno 3 miliardi di euro di investimento.
Un impulso ed un coinvolgimento importante in questa direzione dovrebbe arrivare dal mondo politico e istituzionale ed è per questo che il membro del board di Bmw Klaus Draeger nel corso della presentazione a Berlino ha lanciato un appello rivolto "alla politica internazionale per creare un quadro normativo mondiale che riguardi sia le immatricolazioni, sia l'uso delle infrastrutture, ma anche le leggi antinquinamento che favoriscono e stimolano il passaggio all' idrogeno".


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