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MessaggioInviato: domenica 18 marzo 2007, 23:06 
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Peso Mediomassimo
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Immagine(Richard-Safin Montecarlo 02)
Immagine (RG 03)
Immagine(Montecarlo 03)
Immagine (RG 04, doppio misto)
Immagine (Montecarlo 05)
Immagine(Nottingham 05, dieci anni dopo tennismagazine)
Immagine(UnOpen 06)
Immagine(Toronto 06)
Immagine(Nottingham 06)
Immagine(Gstaad 06)
Immagine(Lione 06)


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MessaggioInviato: domenica 18 marzo 2007, 23:50 
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Iscritto il: giovedì 6 aprile 2006, 22:02
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Alcune foto sono bellissime: a parte, ovviamente, quelle in cui è piccolino, mi piacciono più delle altre quella degli US Open 06, in cui il suo splendido rovescio sembra lasciare una scia magica, e quella del suo primo trofeo, a Nottingham, in cui guarda dentro la coppa, con lo sguardo perso a cercarvi chissà cosa, in quella sua prima vittoria che sognava da quando era piccolo.

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A volte, quando si è un grande scrittore, le parole vengono così in fretta che non si fa in tempo a scriverle...
A volte.

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MessaggioInviato: domenica 18 marzo 2007, 23:54 
vi vedeva sè stesso :)


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MessaggioInviato: mercoledì 21 marzo 2007, 16:55 
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Peso Cruiser

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Forse sarà stato uno dei miei ultimi casini di giornata, ma avevo chiesto io a gambit di spostare questo topic dal forum sulle foto a questo se la sua intenzione era quella di continuare la discussione su Gasquet che avevamo iniziato in un topic sui tornei.
Che finora sia un tennista "da esibizione" è stato scritto più volte da Stefano Semeraro. Fino a pochi anni fa si scriveva anche di Federer e si pensava che non riuscisse a mettere insieme il suo tennis, e poi guardate che è diventato.
A vederlo, nei momenti del suo miglior tennis, il francesino ha un rovescio più bello e forse ancora più varianti dello svizzero; ci si chiede se il suo sia un limite fisico, io non ne sono sicura: se fin da piccolo hai vissuto per questo, il fisico a quest'ora dovrebbe essere pronto.
Che non sia un fighter? che non ci tenga più di tanto ad arrivare ai vertici? che non sarebbe disposto a morire per questo? che sia una specie di Malisse 2?che avesse ragione Benabilès che lo lasciò dicendo che non riesciva a lavorare con uno che ha la testa di un bambino di 8 anni?
Oppure dobbiamo solo aspettare e lo slam, almeno uno, verrà...


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MessaggioInviato: mercoledì 21 marzo 2007, 21:01 
tennista da esibizione è una felicissima definizione.

penso che nulla descriva gasquet come la finale di toronto contro Il re.

Un set bellissimo, disegnando il campo con quel rovescio sublime, con quella capacità di aprirsi gli spazi eccezionale, quella fluidità dei gesti che sa di sangue reale.

Poi,vinto il set,basta. La vittoria non mi importa più di tanto. Io ho già dimostrato di valere,tutti avete visto la mia esibizione, avete visto cosa so fare al numero uno,al Migliore. Avete visto cosa può fare Richard gasquet.Un secondo lasciato andare, un terzo fallendo un'occasione all'inizio ma poi perdendo senza nemmeno troppi rimpianti.

Non è sempre così Diamantino. A volte l'orgoglio si fa valere, come con Soderling a Marsiglia. C'è la voglia della rimonta, si intravede L'anima da combattente.

Ma è un fuoco fatuo,troppe volte sepolto da quello che sembra narcisismo, e forse lo è. o,meglio,immaturità, o qualcos altro.


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 0:02 
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Peso Mediomassimo
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Iscritto il: venerdì 9 giugno 2006, 20:24
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Località: prov di Napoli
King Ivan ha scritto:
Ma è un fuoco fatuo,troppe volte sepolto da quello che sembra narcisismo, e forse lo è. o,meglio,immaturità, o qualcos altro.


Per me Riccardino non è ne narciso ne immaturo...è un ragazzo semplice dal gran cuore che forse tiene più ad altre cose rispetto a quelle che naturalmente ci si aspetta da lui...

Una vita dedicata al tennis, una vita con il tennis, una vita celebrata dal tennis...una vita che a volte abbiamo voluto credere sia il tennis stesso...
lo si vede giocare nei momenti in cui quel suo rovescio simula un battito d'ali verso il cielo e d'un tratto le sue strane proporzioni corporee diventano armoniche e fascinose, immaginiamo l'eleganza di un ragazzo che sia così dentro e fuori dal campo...ci si trova ad accostarlo ai country club di Montecarlo magari a fare una partita con gli amici sul circuito di sempre, Nadalito e Gael, a sorseggiare drink e a scherzare, elegantemente e mai eccessivamente, del più e del meno....
poi però arrivano le interruzioni del gioco e allora ci si ricorda di quel cappellino messo all'indietro un po' così, dell'aria buffa, della camminata goffa, dell'espressione un po' persa e di quel volto che spesso guarda verso il basso scuotendosi, perso in chissà quali ragionamenti e quali preghiere...Crolla l'immagine costruita e ci si trova davanti un ragazzo gentile, forse timido, elegante mica tanto e, soprattutto, semplice...i country club immaginati lasciano spazio ad una casa magari, nemmeno tanto sfarzosa, pochi amici, quelli veri però, sicuramente d'infanzia, e un paio di pizze in compagnia..per condire la serata tra quattro chiacchiere e tanta spontaneità...
E' quella spontaneità che ritrovo sempre nei suoi gesti, si goffi ma mai forzati, mai prefissati...gesti di un ragazzo semplice con un dono bello, unico, ma che pretende in cambio...pretende un esprit che forse non gli appartiene del tutto...
Richard ama giocare, questo trasuda in quei momenti in cui non ha noie fisiche e con quel suo colpo surreale produce musica...si musica perchè mi piace riferirmi al rovescio dell'adorato Misha come a quello di un pittore che disegna il campo mentre a quello di Gasquet, per la naturale eleganza e fluida velocità,come ad uno strumento musicale...quella visiva e uditiva sono percezioni differenti, quest'ultima arriva anche in casi di isolamento dal resto...perchè è quello che fa il gioco di questo piccolo giocatore da esibizione quando è in palla: è bello, ammirevole, indipendentemente dal tutto...è gioco con un'anima ed una bellezza tali che non lasciano indifferenti...l'emozione poi è altra cosa....e accompagna il tutto quando oltre la musica il francesino mette anche cuore...e di cuore ne ha tanto, solo che non essendo un natural killer, non da fondo a questa celata e inesauribile energia, come noi fans vorremmo, nei match della nostra vita, quelli ad esempio contro Fedro...Richard gioca con il cuore nei match a cui lui tiene realmente...nei match di Davis per la sua amata Francia ad esempio, in quelli a Montecarlo, il tennis club dei suoi sogni da ragazzino, oppure davanti al pubblico di casa a Lione, quando si rese protagonista di una settimana in cui la sua musica fu più piacevole che mai e deliziò i nostri ascolti, ma anche il nostro cuore contro il grande messia russo che Fu, tale Marat Safin, ma non solo...
Le gioie di Richard più belle sono quelle piccole, per adesso, quelle in cui, ancora bambino bacia il trofeo del doppio misto al Rolando, la sua futura storia d'amore, oppure quello di Nottingham, il suo primo trofeo da Richard...e non quello da Gasquet il fenomeno, il ragazzino di dieci anni che faceva match di esibizione con i grandi, con lo sguardo vispo e con i movimenti già adulti...

Con queste foto ho voluto raccontare un po' la sua vita per quello che un tifoso ha potuto conoscere...ho voluto raccontare questi successi e lo scandire che il tennis ha avuto durante il passare del tempo, il suo crescere...
oggi lo si accusa di perdere match che non dovrebbe perdere, di non avere un'idea tattica ben precisa, di non effettuare scelte di vita coraggiose...sicuramente apposizioni giuste eppure io guardo il ragazzo fuori dal campo che si scruta intorno a volte spaurito, sempre con quella curiosità ancora genuina e dico...diamogli tempo sta ancora trovando il suo posto in questo grande mondo...lui fauci e fame non ne ha...ma il suo animo è quello di un tennista e attraverso il tennis sa far emozionare e coinvolgere...le vittorie arriveranno, con il tempo arriveranno e, sono sicuro, saranno più belle che mai...


Ultima modifica di gambit84 il giovedì 22 marzo 2007, 1:24, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 0:19 
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Peso Paglia
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Da queste parti non capito quasi mai, ma i post di Emily, King Ivan e l'ultimo (straordinario) di Gambit sono scritti d'alta scuola. Altissima. Come l'estetica del rovescio di Gasquet.
Tennista da esibizione, sì, come scrive il buon Stefano.
Tennista non solo da esibizione, sì, come con Soderling a Marsiglia.
Ragazzo immaturo, un po' narciso, probabilmente "troppo" semplice e con "poca" fame agonistica.
Tutto vero.
Eppure a me nessuno incanta, e sa incantare, come lui.
Il giorno che vincesse un torneo importante, sarei e saremmo contenti - forse - più di lui. Lui neanche se ne renderebbe conto.
Ma noi sì.
Noi la vediamo, la sua unicità.


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 0:32 
gambit84 ha scritto:
[Per me Riccardino non è ne narciso ne immaturo...è un ragazzo semplice dal gran cuore che forse tiene più ad altre cose rispetto a quelle che naturalmente ci si aspetta da lui...

Quali cose? forse la bellezza del gioco in sè,più che i risultati ai quali tale bellezza può portare. farsi conquistare dal gioco che si fa,avvolgere,anche,dimentichi del resto. da questo punto di vista il gioco di gasquet ,come lo definisco io, è si immaturo, in maniera grandiosa e piacevole, naturalmente...
Nessuno pretende che si giochi a tennis solo per vincere, ma che si giochi Anche per vincere
Cita:
Una vita dedicata al tennis, una vita con il tennis, una vita celebrata dal tennis...una vita che a volte abbiamo voluto credere sia il tennis stesso...
lo si vede giocare nei momenti in cui quel suo rovescio simula un battito d'ali verso il cielo e d'un tratto le sue strane proporzioni corporee diventano armoniche e fascinose, immaginiamo l'eleganza di un ragazzo che sia così dentro e fuori dal campo...ci si trova ad accostarlo ai country club di Montecarlo magari a fare una partita con gli amici sul circuito di sempre, Nadalito e Gael, a sorseggiare drink e a scherzare, elegantemente e mai eccessivamente, del più e del meno....
poi però arrivano le interruzioni del gioco e allora ci si ricorda di quel cappellino messo all'indietro un po' così, dell'aria buffa, della camminata goffa, dell'espressione un po' persa e di quel volto che spesso guarda verso il basso scuotendosi, perso in chissà quali ragionamenti e quali preghiere...Crolla l'immagine costruita e ci si trova davanti un ragazzo gentile, forse timido, elegante mica tanto e, soprattutto, semplice...i country club immaginati lasciano spazio ad una casa magari, nemmeno tanto sfarzosa, pochi amici, quelli veri però, sicuramente d'infanzia, e un paio di pizze in compagnia..per condire la serata tra quattro chiacchiere e tanta spontaneità...

Questa è una tua, ben costruita, fantasia :) . Io non l'ho mai associato alla Montecarlo high society.Al torneo sì, lo definirei proprio il suo torneo di casa, ben più di parigi. perchè? perchè parigi spaventa quello che credo sia il vero gasquet, ovvero quello delle pizze in compagnia che descrivi nella seconda parte di questo tuo splendido divertissment..
Penso che Parigi sarà per lui ciò che è per Amelie adesso. Un Compito forse superiore alle proprie forze. ma corro troppo. Amelie le sue paure le affronta adesso, la strada di richard è ancora lunga...
Cita:
E' quella spontaneità che ritrovo sempre nei suoi gesti, si goffi ma mai forzati, mai prefissati...gesti di un ragazzo semplice con un dono bello, unico, ma che pretende in cambio...pretende un espit che forse non gli appartiene del tutto...
Richard ama giocare, questo trasuda in quei momenti in cui non ha noie fisiche e con quel suo colpo surreale produce musica...si musica perchè mi piace riferirmi al rovescio dell'adorato Misha come a quello di un pittore che disegna il campo mentre a quello di Gasquet, per la naturale eleganza e fluida velocità,come ad uno strumento musicale...quella visiva e uditiva sono percezioni differenti, quest'ultima arriva anche in casi di isolamento dal resto...perchè è quello che fa il gioco di questo piccolo giocatore da esibizione quando è in palla: è bello, ammirevole, indipendentemente dal tutto...è gioco con un'anima ed una bellezza tali che non lasciano indifferenti...l'emozione poi è altra cosa....e accompagna il tutto quando oltre la musica il francesino mette anche cuore...e di cuore ne ha tanto, solo che non essendo un natural killer, non da fondo a questa celata e inesauribile energia, come noi fans vorremmo, nei match della nostra vita, quelli ad esempio contro Fedro...Richard gioca con il cuore nei match a cui lui tiene realmente...nei match di Davis per la sua amata Francia ad esempio, in quelli a Montecarlo, il tennis club dei suoi sogni da ragazzino, oppure davanti al pubblico di casa a Lione, quando si rese protagonista di una settimana in cui la sua musica fu più piacevole che mai e deliziò i nostri ascolti, ma anche il nostro cuore contro il grande messia russo che Fu, tale Marat Safin, ma non solo...

Perchè la Davis sì e Federer no? forse perchè la davis può essere per lui tappa di un processo di maturazione, in vista degli slam. Ma gli interessano poi cosi tanto gli slam, la gloria tennistica, tutto? a me non apre nemmeno un maudit alla malisse, anzi,fatico ad immaginarlo con due donne diverse al mese...
Di sicuro c'è che quetso amore per il piccolo, per la casa(Davis) mostra un bisogno di maturazione da realizzare qui,per ora,in una realtà più protettiva.


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 0:36 
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è un topic di immaginazione, di divagazioni visionarie...
il tempo per i discorsi concreti è ancora lontano


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 0:41 
How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.


gambit84 ha scritto:
è un topic di immaginazione, di divagazioni visionarie...
il tempo per i discorsi concreti è ancora lontano


Sì.O ,almeno,lo è stasera, Qui.


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 10:18 
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che bello il post lungo di gambit, condivido tutto..

anche se.. rimane uno dei giocatori piu' belli da vedere, se non il piu' bello, ma lo trovo in parte disarmonico. Il rovescio non si discute, ma solo a tratti mi dà quelle sensazioni che dà a voi.

Non è un problema di vincere o perdere, è che gioca intere mezz'ore in maniera insensata, senza mai tentare un vincente. Poi all'improvviso cambia gioco.

E' qualcosa che mi turba, soprattutto perché nessuno mi dice di averlo notato. Tutti parlate di pregi e difetti di Gasquet come se giocasse sempre allo stesso modo, mentre a me sembra di vedere spesso giocatori completamente diversi. Nel dritto, nell'atteggiamento in campo, nella voglia di vincere, nella volée, nel tentare soluzioni fantasiose oppure no, mi sembra , direi incostante, ma non sarebbe quello il problema, anzi. Quasi schizofrenico :)

Ma sarà un'impressione mia sbagliata, o appunto non l'avrei notato solo io, tanto piu' che non è che lo veda giocare tutti i giorni...

c.


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 10:22 
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non l'hai notato solo tu anzi...
è che a volte in questa ricerca di se stesso ho l'impressione che si dimentichi per lunghi istanti da dove venga e dove voglia arrivare...

questo me lo rende ancora più simpatico visto che io ho sempre avuto problemi di attenzione notevolissimi...datemi roba da studiare e non c'è problema, quesiti da svolgere e si fanno...ma non sono riuscito mai a seguire una lezione per intero...nemmeno quando mi interessavano realmente. La mia mente ha sempre cominciato a volare e talvolta ho anche dormito :)
è che perdo il filo se mi dev'essere trasmesso da altri...magari lui è così :)


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 10:29 
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sì, ma quello che non va (in me, evidentemente, piu' che in lui)

a me queste incostanze, queste schizofrenie, di solito attirano, non danno noia. Non ho nessuna necessita che un giocatore che mi piace diventi un campione, né che abbia , semplicemente, un senso.

Quindi non so cosa , pur piacendomi molto, mi dà un po' noia di Gasquet. Forse è che fa tutto con la stessa faccia, non ho idea... Non è così importante :)

c.


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 10:40 
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Quando lo guardo continuo a chiedermi se preferisco il suo rovescio a quello della Henin: forse come fluidità e colpo di polso, ancora lei, come varietà lui, ma non come Arazi.
Capisco l'impressione che provi,cristiano: come idea di fondo credo sempre che lui voglia aprirsi il campo con il rovescio, anzi fare il punto direttamente con quello. Per il resto ho dei dubbi anch'io, quello che Clerici chiama atteggiamento ancora un po' da junior, per esempio: certe volte penso viva istante per istante sperando lui per primo di aver chiuso il colpo, e in bellezza, e meravigliandosi se l'altro corre e la prende; altre volte, specie dal vivo, mi pare di intuire che ci sia un disegno mentale bellissimo; poi quella smorzata con cui ama chiudere uno scambio mi mette ansia: è un segno di resa o di irrisione dell'avversario? e la prova spesso in momenti troppo importanti, talora gli ha fatto perdere il match.

A differenza di Gambit, invece, nonostante quell'aria un po' buffa, da bambino che vuol dimostrare che se vuole lui si fa beffe dell'avversario e del tennis, e che se ne può pure andare da un momento all'altro e sbattere la porta, non mi dà l'idea di essere una persona semplice e di grande cuore, ma così, una percezione assolutamente istintiva e superficiale che provai a vederlo camminare fuori dal campo e prendere posto fra gli spettatori al Roland Garros....così, fuggevolmente, pensai:- Ma guarda che fighetto questo qui-, rispetto a Monfils che gli era accanto e invece mi appariva diverso da come è in campo.So che mi odierai gambit per quest'ultimo paragone :oops: :(.
L'ottimo rendimento in Davis?...Forget


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MessaggioInviato: giovedì 22 marzo 2007, 10:48 
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la henin lo so perché mi disturba, mi sta antipatica.. :)

no, io su gasquet continuo a non capire le mie sensazioni
ma grazie di provare a sviscerarle :)


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