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MessaggioInviato: sabato 24 novembre 2007, 0:56 
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non è difficile. E' impossibile.

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MessaggioInviato: sabato 24 novembre 2007, 8:31 
Scott Draper ha scritto:
non è difficile. E' impossibile.


con la testa che ha sicuro... certo c'è il fattore fisico, ma temo stia diventando più un alibi che un problema reale...


Ultima modifica di eretico il sabato 24 novembre 2007, 19:29, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: sabato 24 novembre 2007, 10:15 
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Peso Cruiser

Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 9:47
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Impossibile che arrivi più su ?
Non so, per me potrebbe farcela.

Già dopo gli Australian Open con Gonzalez che difende la finale e Roddick la semifinale potrebbe entrare nei 6 e poi c'è l'enigma Kolya e Ferrer mica continuerà cosi (col tutto bene che gli posso volere), é vero che da dietro salirà Murray e (spero) Nalbandian però chissà.


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MessaggioInviato: sabato 24 novembre 2007, 13:34 
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Peso Mediomassimo
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testa o non testa è proprio il suo tennis che non fa male, leggero come la sua personalità


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MessaggioInviato: domenica 25 novembre 2007, 16:03 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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Non sono stata mai tenera con Gasquet, come non lo sono con i miei studenti dotati di grande talento, quando non rendono come vorrei, quando si fermano in quel percorso ideale che avevo tracciato per loro, e avevo scritto in home page che avevo l'impressione, a Bercy, che il suo dritto non facesse male, come quello di Misha, d'altronde...ma poi in Youzhny in quel suo bellissimo Usa open, l'anno scorso, improvvisamente aveva ferito eccome, e nei punti decisivi con cui ha superato Murray, anche quello di Gasquet ha improvvisamente accelerato, eccome.

Così, continuo a pensare con Clerici, che i primi 10 del mondo di tennis abbiano una personalità più complessa di quello che ognuno possa immaginare, e anche Gasquet, in bilico fra narcisismo e fragilità, ammissione di debolezza nel Roland Garros, e vincere contro chi dovrebbe essere più temprato alla lotta, come Murray, per raggiungere un risultato agognato. Dovrebbe ancora superare prove come quella con Ljubicic all'Usa open 2005, con Roddick quest'anno, provare ad andare al quinto e non morire, a superare i crampi, l'affanno, la sofferenza.
Provare a capire perchè qualcosa lo attiri in fondo al campo, come qualcosa lo faceva fuggire nei challengers invece di buttarsi nel circuito.

Vorrà continuare ad essere Peter Pan che dall'isola dei bambini speduti attacca di tanto in tanto capitan Uncino o entrare nel mondo dei grandi?


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MessaggioInviato: domenica 25 novembre 2007, 23:57 
emily ha scritto:
Vorrà continuare ad essere Peter Pan che dall'isola dei bambini speduti attacca di tanto in tanto capitan Uncino o entrare nel mondo dei grandi?


mi ripeto penso che non voglia, che non ci creda, parafrasandoti Emily, non lo sogni...

Non gli interessa essere il migliore gli basta dimostrarlo per qualche punto, game o set...

Il titolo di questo topic è già una risposta...


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MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2007, 1:02 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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La definizione di tennista da esibizione viene da Semeraro, e può darsi che abbia ragione, visto che non crede in lui, però, negli ultimi tempi mi sono venuti dei dubbi, lo ripeto, da quando sono andata a Bercy e ho visto quei due, lo scozzese e il francese, a confronto.

Ok, bellissimo tutto il pezzo di Scott su Murray in cui si rispecchia il green scozzese, accidentato, vario, ecc, non saprei descriverlo tanto era bello, ma...quella partita l'ha persa.
Qui si esalta Andy, la sua anima, il suo gioco, la tenerezza che ispira, difronte ad un Gasquet che invece gigioneggia, non s'impegna ecc, ma quando ha voluto andare al masters e lasciare il rivale a casa, c'è andato.

E al masters ha giocato sicuramente meglio di Djokovic, che poverino poverino si sarà pure tanto stancato quest'anno, ma se avesse fatto meno gioco da esibizione lasciando set a destra e manca, magari sarebbe arrivato meno cotto al traguardo.
E' vero, smentisco quello che avevo scritto stasera di vedere ognuno nella propria storia, però un Gasquet a Shangai anche ad ottobre pochi lo avrebbero immaginato...Mi sembra si sia troppo ingenerosi verso di lui.


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MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2007, 1:47 
emily ha scritto:
Mi sembra si sia troppo ingenerosi verso di lui.


quello sicuramente, solo che in rapporto alle potenzialità una settima-ottava posizione a fine anno non è che sia il massimo...

Comunque è vero, Melbourne, Wimbledon, Bercy, Master 2007, sono stati segnali finalmente, il fatto che sono segnali di un giorno smentiti nel turno successivo... io vorrei di più :cry:


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MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2007, 17:39 
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Iscritto il: sabato 7 aprile 2007, 18:49
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ok, ammetto di essere un filo prevenuto nei confronti di Gasquet e rinuncio a priori ad essere obiettivo.
Quella partita di Parigi per come l'ho vista io ce l'aveva in cassaforte lo scozzese, che poi ha staccato la corrente per un paio di giochi nel terzo set e si è affondato da sè. E' stato un problema suo, quindi, ma parlando del francese, che cos'ha dimostrato il francese, là?
Avesse rovesciato l'inerzia del match sfoderando colpi mirabolanti o si fosse ribellato buttandola sulla lotta...ma no, si è limitato a servire molto bene fino alla fine del match. Bravo. Ma è stata una dimostrazione tecnica, non caratteriale.
No perchè, il problema di Richard è quello di non riuscire a chiudere quando è in vantaggio? Come Mathieu? Non mi sembra proprio, le vittorie su Federer e Ljubicic stanno lì a dimostrarlo, in discesa non ci sono difficoltà.
Perchè ti tremi il braccio sul più bello è necessario sentire troppo una partita, il suo problema è proprio l'opposto, che la sente troppo poco.
Djokovic era (mentalmente) un cadavere.

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MessaggioInviato: lunedì 26 novembre 2007, 19:19 
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Quella di Parigi è stata una strana partita che si è aspettata tutto il giorno ed il pubblico ci è arrivato scarico, perchè Youzhny e Nadal ci avevano coinvolto troppo, e sul campo è rimasta a lungo, almeno per tutto il primo set del match dello scozzese e del francese, un supplemento di energia, per cui credo non fossimo pronti al ritmo così blando dell'incantatore di serpenti. Sì, se ne ammirava la completezza tecnica, ma non trasmetteva nulla, per lo meno dal vivo. Sì, c'erano i tamburini al seguito della coppa Davis, ma si erano spenti anche loro con il 6-0; è lì che è venuto fuori Gasquet, anche se poi ha ringraziato il pubblico nell'averlo sostenuto. Non si può separare il carattere dalla tecnica, perchè in pochi minuti quel diritto che non feriva o sbagliava ha improvvisamente accelerato e anticipato con i lungolinea, ha sorpreso il ritmo dell'altro, ha introdotto il diversivo, che unito al servizio che ha mantenuto ottimo, davvero più veloce nel movimento, ha fatto la differenza.
Io ci ho visto invece una prova di carattere, come quella di Nadal all'Australian open, la prova di chi sa attendere che spiova, non perde la testa, non perde il coraggio e alla fine come un gatto, tira fuori le unghie. due lampi e..." Finalmente si gioca da uomini" disse il mio amico russo. :)


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MessaggioInviato: martedì 27 novembre 2007, 10:03 
... io mi trovo in mezzo alle vostre opinioni Scott ed Emily, come spesso mi accade :oops:... che dire si Richard ha dato una svolta quella sera parigina, ma dopo 2 settimane nell'esordio cinese contro Rafa siamo tornati "in capo a dodici", inizio splendido e lo spegnersi lento, inesorabile...

insomma un'altro gradino è stato scalato, manca l'ultimo, quello di Roger e Rafa (e di Nalba quando c'è), ed in parte di Nole, che va superato (stesso discorso per Murray) !


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MessaggioInviato: martedì 27 novembre 2007, 21:44 
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Contro Nadal se l'è giocata, e l'altro è stato più bravo nei momenti decisivi, e poi è stato il suo primo masters, si è comportato fin troppo bene.

Ma poi il mio discorso di fondo rispetto a voi è differente: io non sono così sicura di queste grandi potenzialità di Gasquet: cioè, con il rovescio sì, fa quello che vuole, ma c'è ancora tanto da lavorare in lui, sul diritto, sulla posizione a rete, e sui tempi del tennis: sì, a lui bisogna ancora insegnare che i tempi del tennis professionista fra un punto e l'altro sono diversi da quello junior.
E' tutto un lavoro sulla testa, sul killer istinct che non ha di natura, piuttosto complesso, non vorrei essere nei panni del suo allenatore.


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MessaggioInviato: lunedì 5 maggio 2008, 14:24 
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MessaggioInviato: martedì 6 maggio 2008, 7:41 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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...Eppure non riesco ad odiarlo, non sarei mai riuscita a tifare Horna. Lo chiamo enfant gaté, ne parlava ieri Clerici richiedendo uno psichiatra per un ragazzo che non vuole crescere; probabilmente tutta questa attesa su di lui, forse più dalla famiglia, di quelli che gli stanno vicini credo, che dalla stampa (ma è una mia ipotesi) gli ha fatto paura: è un po' come Safin, anche se il russo, almeno in certe occasioni importanti, ha saputo essere nella Storia e nella sua storia. Gasquet no, continua a chiedere tempo, vuole fuggire al suo destino.

Forse però sono d'accordo con Tsonga: certe cose interne alla squadra francese di Davis sarebbero dovute restare "in famiglia", non esportate all'esterno. Forget non ha saputo, ancora una volta, gestire le paure di Gasquet, anche se oramai dovrebbe conoscerle; non ha raccontato a Mathieu come stessero veramente le cose, e poi lo rivela per la prima volta ai giornalisti mettendo il suo numero uno alla gogna mediatica.


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MessaggioInviato: domenica 18 maggio 2008, 20:10 
emily ha scritto:
Sinceramente facundo, continuo a non capire perché associ Gasquet a Courier, mi sembrano molto distanti, come gioco e come carriera: Gasquet invece a me sembra più vicino a Malisse, il genio annunciato da ragazzini, gli artisti dal tennis facile che incantano al loro primo apparire, qualche scalpo, qualche torneino, una semifinale di Wimbledon entrambi finora, e continuano a rimandare l'appuntamento con il destino. A Richard poi ha fatto più male che bene l'apparizione a Shangai: improvvisamente si è reso conto che lo trattavano da grande e ha ripreso la fuga.


malisse mi sembra una persona differente da Gasquet. Ha, anzitutto,una personalità plasmata,sia pure nel male (tennisticamente...), dove quando vedo gasquet vedo un ragazzo che avrà avuto addosso pressione e tutto ma che mi sembra molto viziato, molto desideroso di scaricare tutto sulle spalle altrui, con molta poca voglia di avere responsabilità.
Un po' la storia della gioventù attuale, a ben vedere.
Malisse ,a parte occasionali mattane come a Miami, è consapevole di non essersi mai impegnato a fondo,ha scelto così,il Sesso ed altre cose ,non lo vedo Xavier farsi molti rimpianti, come non mi ci vedo un Soderling. Ma al tempo stesso non è uno che scappa, è unoc he semplicemente si è divertito degli extra favorevoli che gli concedeva la sua professione ,al punto da previlegiarli ALLA sua professione.
Dici del master..in realtà ritenevi il Master il suo torneo perchè da Giocatore da esibizione..no,credo Shangai,uno Shangai centrato immeritatamente,tra l'altro, centri poco.
Gasquet lo scorso anno è stato pietoso come questo fino a Wimbledon, di più grave rispetto all'anno scorso,semmai c'è stata la polemica con Forget e la federazione, alla quale ha reagito alla sua solita maniera.

Scappando.Rinviando. Giustificando.Come fanno vari ragazzi.

Dove Mathieu si ripropose invece al suo destino, da giovane che si prende le sue responsabilità,che guarda in faccia il suo destino.

Se vorrà tornare al tennis bene, sennò ,se vedrà che la tensione è troppa,amen.

Se così sarà, non mi mancherà. A me non mancano i Bracci d'oro, mancano,quando se ne vanno, le Personalità.
E Richard Gasquet,come Tomas Berdych, ne ha troppa poca perchè ne senta la mancanza.


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