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MessaggioInviato: domenica 19 ottobre 2008, 14:19 
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Vi posto il link dell'articolo di Commentucci su Gasquet: un'analisi tecnica e tattica molto interessante, ma non so se avete anche voi l'impressione che non si possa spiegare tutto solo con la tecnica; mi chiedo se quel 20% , la butto lì, che non sia solo un problema tecnico, non risulti poi determinante.
E un'altra cosa volevo chiedervi: lo stesso discorso che Commentucci fa per il francese, può valere anche per Youzhny?

http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=2433#more-2433


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MessaggioInviato: domenica 19 ottobre 2008, 15:09 
Commentucci ha scritto:
tuttavia, fisicamente il francese si discosta parecchio dal modello ideale di tennista moderno alto e grosso, esplosivo, potente e ipervitaminico


Hmm. Qui mi sembra che Commentucci abbia in mente più il calcio moderno che il tennis,sulq uale del resto perrone suonava già lo stesso dico del 1995, disco già messo in funzione 10 anni prima e chissà quante volte prima.... Federer e Djokovic non sono nè ipervitaminici nè grossi o muscolosi . Giasquet ha problemi sopratutto in termini di esplosività e resistenza, oltre che di Posizionamento degli arti

commentucci ha scritto:
. E’ per questo che fra due giocatori di pari livello, dotati uno di un gran diritto, l’altro di un gran rovescio a una mano, normalmente è il primo a prevalere. In sostanza, Gasquet, che cerca per lo più il vincente con il rovescio, è costretto a prendere costantemente più rischi rispetto agli altri giocatori con diritto dominante


Altro Hmm. Stesse perplessità che avevo quando Ciccio su Mymag insisteva sulla diagonale del dritto come chiave di volta delle partite.
Cioè, Edberg batteva Lendl in sostanza del dritto? eppure, per dire, nella semifinale australiana del 1991 i vincenti di rovescio di lendl, notoriament epiù forte col dritto di Edberg, furono il doppio di quelli dello svedese, segno che il ceko correva più rischi.e come mai Korda creava spesso così tanti problemi a Sampras ? e come riusciva Stich a superare Courier tre superfici su 4 ? e perchè giocatore dal dritto fortissimo come gulbis contro Nadal deve correre costantemente rischi nonostante un rovescio a due mani?

Commentucci ha scritto:
Ma anche qui, rispetto ad altri grandissimi volleatori “specializzati“, a Gasquet manca qualcosa dal lato fisico: le qualità atletiche e acrobatiche, non eccelse, lo rendono meno efficace di uno Tsonga, o di un Llodra, o di un Mahut, tanto per restare in Francia, in termini di capacità di copertura della rete.

Okkei sulla mancata capacità di copertura della rete, ma anche essa è figlia dei limiti fisici e di spostamento, non certo della carenza di "qualità acrobatiche".
Nell'analizzare le volèè di Edberg o quelle di Becker, per dire, i tuffi del secondoe rano certo più spettacolari, ma al tempo stesso indice di un "salviamoci in corner" che derivava dal minor corretto posizionamento di base di Boris a rete, in quanto più pesante e lento di Stefam, di Mac o anche di Sampras o del miglior Cash nel trovarsi nella psoizone giusta per "raccogliere" la risposta altrui. Una buona volèe non ha a che fare con acrobazia, tantissimo con la posizione delle gambe e la posizione in campo, oltre,ovviamente, alla sensibilita della mano.


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MessaggioInviato: lunedì 20 ottobre 2008, 1:09 
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E' indubbio però che i punti si facciano prevalentemente con il dritto nel tennis moderno, lo ha spesso ricordato Lombardi nei suoi studi e l'ho sentito dire sempre commentando le partite di Youzhny.
Chissà se a Gasquet capiterà come Mauresmo, che quando nessuno oramai ci credeva più ha staccato il suo Graal...chissà se qualche psicologo riuscirà a fargli capire l'origine delle sue paure, della sua mancanza di killer istinct...chissà se gli farebbe bene fare un outing :oops:


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MessaggioInviato: lunedì 20 ottobre 2008, 3:18 
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Beh, Gasquet è completo, via, non cominciamo ad inventarci cose.
Non "completo" nel senso che sa fare tutto benissimo, è il Dio del tennis, ecc... semplicemente, ha una preparazione tecnica molto buona in tutte le zone di campo.

E' umorale, ha periodi (mesi) in cui in campo non propone nulla, è scazzato, pigro, distante.
Altre volte invece magari si irrigidisce, pensa troppo, non lotta.

Ma magari tutte queste mancanze nella gestione mentale del match (o della stagione) si aggiustano coltempo, maturando...
Invece ci sono partite che Gasquet gioca in modo ineccepibile, e con la giusta convinzione, ma che perde ugualmente.

Il problema principale secondo me è la scarsa resistenza fisica, che lo ha visto uscire sconfitto (anche sonoramente) dalla partita con Nadal di quest'estate (Canada? Cincinnati?)...quando ha giocato benissimo e vinto il primo set, poi ha perso totalmente lucidità negli spostamenti, e quindi profondità di palla e potenza e precisione.
Ma il problema era soltanto aerobico.

Altre volte, invece, semplicemente non riesce a capire come affrontare certi giocatori, a scegliere i colpi. Uno che sa generare velocità abbastanza facilmente, dovrebbe sempre condurre il gioco, dettare i tempi e le velocità, invece tempi e velocità gli sfuggono, e si ritrova ad accelerare senza alcun criterio, magari da una posizione di campo in cui si trova senza nemmeno sapere perchè.

Per cui, ne sono convintissimo, il problema di Gasquet è fisico-tattico.
Il discorso tecnico lo puoi fare una volta che è top5 stabile, per spiegare come mai è numero 5 e non numero 3, per dire.
Ma è fuori dai top10, con colpi da top10, non ha senso, ora come ora, farne un problema tattico.

Lo capirei se perdesse regolarmente solo da Nadal-Federer-Djokovic-Murray, ma non è così, può perdere con molti.

Uno che ha una simile varietà di colpi, e uno schema di gioco semplice e redditizio, è Kohlschreiber...un altro che non ha problemi tecnici, nè fisici, nè tattici...ma di altro tipo (oltre al fatto, di per sè invalidante, di essere tifato da me).

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MessaggioInviato: lunedì 20 ottobre 2008, 8:40 
Lelacune fisiche sono ormai irresolubili, occorreva lavorarci prima.
A 22 anni è già tardi.


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MessaggioInviato: lunedì 20 ottobre 2008, 8:47 
El Gato ha scritto:
Beh, Gasquet è completo, via, non cominciamo ad inventarci cose.


infatti, bell'articolo, ma troppo giustificazionista !

Sulle lacune fisiche bisognava lavorarci prima giusto, sulla mente pure mi viene da dire...

per assurdo gli auguro un bell'infortunio, peccato ci sia la classifica protetta... un bel bagno di umiltà, credo non gli farebbe male a riccardino :oops: !


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MessaggioInviato: lunedì 20 ottobre 2008, 9:25 
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Cercare le ragioni anche tecniche secondo me non significa giustificare, ma spiegare. Ve l'ho postato perchè se magari, come me, non siete maestri di tennis o non avete tanta dimestichezza con la biomeccanmica e la tecnica, magari con la spiegazione che negli ultimi post dà wik, riuscite, come me, a capire che cosa possa esserci dietro a quello che per me era solo un'impressione, cioè di mancanza di leggerezza nell'eseguire i colpi, nel muoversi. La spiegazione che ne dà lui, che è puramente tecnica, e che risale all'infanzia, per me è stata illuminante di quello che percepisco ma a cui non riuscivo a dare un nome. A questo punto sorge una domanda: è possibile che notando il suo grande talento già i suoi primi maestri non lo abbiano affinato, non abbiano lavorato sui difetti, non abbiano costruito per dargli un bagaglio ancor più solido per un futuro professionista? oppure gli insegnamenti ci sono stati ed ha ragione Benabiles che non si può lavorare con un ragazzo che ha il cervello di otto anni?
Mi ricorda un po' questo difetto nei movimenti delle gambe nel rovescio, quell'osservazione che aveva fatto Sobkin su Kafelnikov, che cercava dopo Leptschin, allenatori che fossero motivatori mentre invece avrebbe dovuto lavorare sulla tecnica del diritto, e come talento puro credo che il russo non sia stato secondo a nessuno.
Non so voi, ma io mi pongo sempre con granda umiltà verso chi mi dà spiegazioni tecniche e meccaniche, ed è anche per questo che mi sono abbonata a 0-15. Con le spiegazioni di labilità psicologica e mentale siamo tutti molto esperti, forse potremmo accogliere anche altri contributi.


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MessaggioInviato: lunedì 20 ottobre 2008, 9:39 
Per me mentalmente Gasquet non è assolutamente al di sotto della media dei tennisti, non avrà la forza mentale dei primi ma il discorso del Braccino è,comne quello dei bei tempi andati,uno dei dischi più nojosamente sentiti della storia del tennis parlato e scritto.
Semplicemente, contro un giocatore forte, o molto più forte di te, come un Federer,un Nadal,un Murray come quello di Madrid , risulta più facile sbagliare o subire il punto avversario perchè hai un margine di errore molto più basso di quello che hai contro gli altri tennisti.
Alla voce "non ha testa" si ricorre per negare lacune tecniche e tattiche di giocatori i cui principali problemi risiedono altrove.
naturalmente, i Connors e i Lendl ernao più costanti perchè con la testa c'erano, eh sì, non che fossero tecnicamente ,tatticamente e mentalmente più forti, a ben vedere, dei Leconte e dei Gerulaitis...
La mancanza di un minimo di senso tattico, nel caso di Gasquet come in quello di Berdych, non ha nulla a che vedere con la mente


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MessaggioInviato: lunedì 20 ottobre 2008, 18:50 
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ìForse dobbiamo confrontarci su ciò che intendiamo con "mentalmente": la forza della mente non è forse legata alle considerazioni che abbiamo di noi, alle paure che ci impediscono di ragionare e leggere una partita con lucidità? non è con la mente che possiamo controllare tutto questo, che possiamo decidere di affrontare anche la fragilità psicologica?


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MessaggioInviato: lunedì 20 ottobre 2008, 19:15 
La mente è ingannevole. Uno può non accorgersi di avere dei problemi.
Si pensi, a livelo più serio,all'anoressia ,con gente che non vede realmente la situaizone in cui è.
E' qui che deve intervenire un buon coach,nella correzione dei punti deboli degli assistiti.
Sotto questo aspetto,per dire, Navratil con Berdych ha decisamente fallito.


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MessaggioInviato: martedì 21 ottobre 2008, 0:49 
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Un coach non può essere anche uno psicologo, magari può consigliarglielo. Al massimo può fare da preparatore mentale, lavorare sulla concentrazione, ma quando i problemi sono profondi non credo si possa dare tutta la colpa a lui.


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MessaggioInviato: martedì 21 ottobre 2008, 1:01 
emily ha scritto:
oppure gli insegnamenti ci sono stati ed ha ragione Benabiles che non si può lavorare con un ragazzo che ha il cervello di otto anni?


:wink:


emily ha scritto:
Non so voi, ma io mi pongo sempre con granda umiltà verso chi mi dà spiegazioni tecniche e meccaniche, ed è anche per questo che mi sono abbonata a 0-15. Con le spiegazioni di labilità psicologica e mentale siamo tutti molto esperti, forse potremmo accogliere anche altri contributi.


Questa me la devi spiegare Emily...

uno dà un opinione, il bravo Commentucci non è che è il vangelo (io meno che meno s'intenda) !

Ben vengano i contributi, il dibattito ecc. rimane Riccardino e un talento spalle al muro...

poi il dubbio che noi ci facciamo tanti problemi e lui si diverte e sta beatamente a fare il "giovin signore" sui campi da tennis ricco e famoso !


Ultima modifica di eretico il martedì 21 ottobre 2008, 2:06, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: martedì 21 ottobre 2008, 2:03 
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Io non credo che uno che sin da piccolo ha avuto stima e considerazione da futuro numero 1, si senta del tutto realizzato a navigare fra decima e ventesima posizione, e ottavi di finale nei tornei degli slam.
D'altra parte, non credo neanche che uno a 22 anni si debba sentire realizzato :)

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MessaggioInviato: martedì 21 ottobre 2008, 8:54 
Stiamo entrando in Confusione,vedo di rispiegare

-Per me, psicologicamente Gasquet è in linea con la media dei tennisti. Perde da chi è più forte di lui,non solo dai primi, perchè è più debole anche di Ferrer,Nalbandian e molti altri,e vince ,per lo più,con giocatori peggio posizionati in classifica. Ha rimontato Roddick ed è stato rimontato da mUrray. Nel complesso, non lo vedo forte e non lo vedo neanche particolarmente debole
-I Problemi dipendono da altro. Pessimo posiizonamento in campo,mancanza assoluta di un disegno di gioco ( è qui che conta l'allenatore, non tanto nel "fare da psicologo"),mancanza di resistenza prolungata che è probabilmente genetica, o sulla quale più di tanto non si può fare.

In definitiva, ritengo le lacune del francese, come quelle di Berdych, tattiche ,tecniche e fisiche,non mentali. Ritengo che non si sia lavorato bene su di lui, nella maniera in cui si doveva lavorare, in fase adolescenziale . Se poi ciò sia dipeso,allora, dalla convinzione di avere tra le mani un novello Sampras che si sarebbe "aggiustato da sè" da parte di chi lo seguiva, o dalla presunzione adolescenziale di Richard di non seguire determinati consigli, ormai è elemento Accidentale della questione.
Probabilmente la verità è nel mezzo.


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MessaggioInviato: martedì 21 ottobre 2008, 23:37 
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eretico ha scritto:

emily ha scritto:
Non so voi, ma io mi pongo sempre con granda umiltà verso chi mi dà spiegazioni tecniche e meccaniche, ed è anche per questo che mi sono abbonata a 0-15. Con le spiegazioni di labilità psicologica e mentale siamo tutti molto esperti, forse potremmo accogliere anche altri contributi.


Questa me la devi spiegare Emily...

!


Non vedo che cosa ci sia da spiegare oltre a quello che ho scritto qui e altrove, nel topic sulla carta stampata mi sembra.Quello che cerco in un giornale o su internet in un articolo di tennis è quello che mi manca, e cioè una spiegazione, o un'interpretazione, o una descrizione, chiamala come vuoi, del gesto dal punto di vista tecnico, una lettura della tattica. Scritta magari da chi gioca a tennis.
Naturalmente non prendo tutto per oro colato, ma quello che leggo deve comunque illustrarmi meglio quello che vedo o che capto, anche nel gioco. Ritengo di avere solo da imparare da articoli come quelli di Commentucci o di Marco Mazzoni. Certo, poi rimangono i gusti personali: Mazzoni per esempio potrebbe scrivermi dieci pagine di biomeccanica per spiegare perchè secondo lui il dritto di Mathieu è il più brutto del circuito, ma dal momento che considero le sue accelerazioni di dritto fra le più micidiali in giro, e amo il movimento del braccio, non condividerò mai una riga del suo giudizio. Superbia allora? può darsi.
Dicevo che invece un po' tutti noi ci cimentiamo su commenti sul carattere, temperamento, impressioni ecc. sulla personalità di un giocatore, e da internet recuperiamo se vogliamo un po' tutte le notizie sulla sua storia. Per cui mi interessano molto meno articoli diciamo"generalisti" di commenti ai tornei o ai giocatori. Sempre restando a 0-15, ritengo di avere solo da imparare, invece, dalla psicanalista Marconi per l'interpretazione dell'animo umano.

Quanto a Gasquet, dissento completamente da Fabio. Qui non si tratta di con chi ha perso Gasquet quest'anno per cui sembrerebbe non avere problemi più di altri, ma di capire perchè non ha vinto secondo il suo talento, e allora le spiegazioni non le vado a cercare negli avversari più forti, ma nella sua paura di scendere in campo contro Blake nell'ultima giornata di coppa davis, nel suo fuggire davanti ai festeggiamenti al doppio che aveva vinto, nelle sue dichiarazioni l'anno scorso al Rolando che il campo gli sembrava troppo grande, e che la gente aspettasse cose troppo grandi da lui; le vado a cercare nella sua ammissione di stare malissimo quando perde, di pensarci a lungo, di cadere in depressione; le vado a cercare quest'anno, nell'annunciare che forse non avrebbe giocato neanche Wimbledon perchè aveva bisogno di staccare dal tennis per lungo tempo. Le vado a cercare nelle parole di Forget quando gli dava un analgesico per il male al braccio nel cambio di campo, ma ricordandogli pure che è prevalentemente una questione psicologica.
Le vado a cercare nell'incoraggiamento continuo che il suo staff gli lanciava nel match contro Murray, dopo la svolta del servire 5-4 nel terzo set, e lui che si guardava intorno smarrito, incolpando le righe, il vento, la sera, e che oramai le sue chances le aveva perdute.

Di che cosa ha paura in fondo Gasquet? mi chiedo.


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