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 Oggetto del messaggio: Il nostro tennis...
MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 0:47 
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Peso Supermedio

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:35
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Parliamone.

Come giochiamo? Quali sono i nostri colpi migliori? Quali i punti deboli?

Io ho un ottimo rovescio bimane: preciso e potente, è sicuramente il mio colpo risolutore e quello a cui mi affido quando tutto sembra andare storto. Lui non mi abbandona mai.
Ultimamente, poi, mi sono specializzato nel lungolinea: micidiale! 8)
Tra l'altro in quest'anno tennistico l'ho completato con il backspin: presa rigorosamente a due mani, ma molto efficace.
Unico neo: certe volte (palla ad altezza spalla) colpisco troppo piatto, dimenticandomi del tutto cosa sia il topspin; se entra buco il campo, ma altrimenti rischio di mandarla fuori campo.
Voto: 8,5

Diritto: preferisco l'incrociato al lungolinea e del resto non poteva essere altrimenti dato che spesso lo gioco troppo frontale.
A differenza del rovescio arroto alla grande, tuttavia su una palla alquanto alta non mi faccio pregare per tirarlo piatto. :D
E' un colpo che purtroppo perdo spesso (soprattutto se attaccato) e nei momenti decisivi aggiro la palla per giocare il rovescio.
Ah, non ricordo il nome tecnico, ma di diritto la mia impugnatura è come quella di (mi sembra) Courier. :roll:
Voto: 6,5 (mezzo punto per la maggiore sicurezza rispetto al passato e pre gli strettoni)

Servizio: grazie al martello la mia prima (quando entra) è ben piazzata, discretamente veloce e ovviamente piatta :D . E' difficile che faccia l'ace ma mezzo punto lo ottengo sempre. Raramente provo lo slice, che comunque mi piace come variante.
La seconda invece è una mezza rimessa in campo. :?
Voto: 6,5 (7 mi sembra troppo, ma anche il servizio difficilmente mi tradisce)

Volée: a rete ci vado giusto per il riscaldamento. Non mi piace, non mi trovo e non riesco a starci: tendo sempre a tornare al mio amato fondocampo. Mi sento giusto un po' più a mio agio se devo scendere dopo un mio attacco.
Voto: 4

Mobilità: quest'anno ho fatto un passo indietro rispetto al 2006. La palestra ha aumentato la mia massa muscolare, ma ne ho risentito sul campo; io, poi, che non sono mai stato un fulmine di guerra...
Voto: 5 sulla fiducia :)

Tenuta mentale: niente da fare; certe volte penso che il tennis non sia proprio il mio sport. Vado e vengo dal match in continuazione. Poi nei momenti clou il braccino è sempre con me (se solo oggi, nella partita di doppio, il mio avversario mi avesse servito sul rovescio...).
Voto: ci devo pensare... :roll:

Tattica: spesso ho la sensazione di non riuscire a trovare il bandolo della matassa, di essere impotente di fronte all'avversario. Non sono capace di studiare una tattica vincente.
Voto: 4 (per i recenti, piccoli, miglioramenti).

Cosa emerge da quest'analisi? :roll:
Io temo di essere un fabbro ottuso come una capra. :(

Aspetto di conoscere il vostro tennis, così da essere pronto in caso di sfide... :)


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 0:50 
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Peso Supermedio
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:53
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Ci ho giocato poco, pochissimo ma:

Il diritto era un colpo decente, rovescio zero.

La mia risposta mi piaceva, il servizio pure.

Le volee' poi, sono il mio colpo migliore. Ha rete sono un felino, grazie a miei riflessi da portiere ;)

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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 0:51 
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Peso Mediomassimo
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Iscritto il: venerdì 9 giugno 2006, 20:24
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Località: prov di Napoli
ma allora leggi tutto il forum? :shock: :shock:

che ci fai qui? :shock: :shock:

ma allora ti fai risate alle nostre spalle? :D


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 0:53 
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Peso Supermedio
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:53
Messaggi: 2348
Dici a me? :)

La cosa divertente e' che molti direbbero che sarei un discreto giocatore da .... ..... ..... er....erba si

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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 0:55 
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Peso Mediomassimo
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Iscritto il: venerdì 9 giugno 2006, 20:24
Messaggi: 3062
Località: prov di Napoli
si dico a te....o prode fumatore di erba 8)


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 9:36 
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Peso Superleggero
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 22:51
Messaggi: 958
legge tutto ma non la Soul..... :(

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Monica Forever!


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 14:18 
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Peso Supermedio

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:35
Messaggi: 2314
Ebbene?

Non volete scoprirvi... :D


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 16:20 
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Peso Mediomassimo
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Iscritto il: lunedì 13 febbraio 2006, 15:34
Messaggi: 3300
Località: Firenze
son troppo scarso per rispondere :)


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 16:30 
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Peso Mediomassimo
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Iscritto il: giovedì 6 aprile 2006, 22:02
Messaggi: 4095
Località: Portland, ME
Anch'io...si parla di tattica, di tenuta mentale...beh, mai giocata una partita di torneo, palleggio soltanto e male.

Sono un Agassi senza dritto e rovescio, o un Rafter senza volée e servizio, fate voi. E riesco ad incazzarmi anche quando palleggio.

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A volte, quando si è un grande scrittore, le parole vengono così in fretta che non si fa in tempo a scriverle...
A volte.

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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 16:42 
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Peso Paglia
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Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2006, 9:42
Messaggi: 40
Io sono decisamente scarso, in pratica ho un solo colpo, il dritto con cui, se entra come si deve, faccio i buchi per terra. Il rovescio in top mi riesce solo con una mezz'oretta di tempo per posizionarmi, mi salvo quasi sempre in back. Servizio di rimessa, causa spalla rotta che mi fa male se forzo troppo, smash, idem. Il mio problema fondamentale e' la tattica: quasi sempre sbaglio per primo io per la voglia di strafare e di fare il punto; non mi riesce di fare come le volpi dei circoli che ti rimettono li' la pallina, basta che sia. io devo fare il punto e, per questo, sbaglio quasi sempre prima e perdo le partite. Se, pero', la giornata e' quelle di grazia perche' il dritto gira, mi tolgo delle belle soddisfazioni

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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 17:25 
picard ha scritto:
Io sono decisamente scarso, in pratica ho un solo colpo, il dritto con cui, se entra come si deve, faccio i buchi per terra.


mi ricorda un certo tennista, che cominciò praticamente solo da quel colpo lì... 8)


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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 17:28 
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Peso Paglia
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Iscritto il: venerdì 10 febbraio 2006, 9:42
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eh, come no, magari..te lo faccio sapere la prossima settimana; ho il torneo del circolo :(

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MessaggioInviato: mercoledì 13 giugno 2007, 17:29 
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Peso Supermedio

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:35
Messaggi: 2314
Badate che anche io sono scarso!
Forse dovrei scendere di almeno 2 voti le mie valutazioni! :wink:

@picard: anche io non aspetto mai l'errore dell'avversario: alla prima palla comoda (e anche quando non lo è, ahimè) tiro a tutto braccio.


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MessaggioInviato: giovedì 14 giugno 2007, 23:43 
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Peso Supermedio

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:35
Messaggi: 2314
Mai successo: oggi in appena un'ora di tennis ho fatto 3 smash, di cui due vincenti! :o :o :o :o :o


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MessaggioInviato: martedì 3 luglio 2007, 18:10 
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Peso Superwelter
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Iscritto il: sabato 7 aprile 2007, 18:49
Messaggi: 1372
L'unico mio colpo che mi regali scampoli di felicità è il rovescio.
Meglio se incrociato. Non troppo falloso in top, ma inoffensivo; non troppo inoffensivo di piatto, ma falloso.
E poi in back. Ho copiato un colpo, da G. (l’uomo con cui si risposò mia madre; giocarci a tennis contribuì a vincere la mia ostile diffidenza iniziale verso di lui, fu un punto di partenza su cui poi costruire un rapporto), che a sua volta l'aveva appreso guardando gli australiani della sua epoca. Side-spin ad uscire, insidiosissimo perchè la palla rimandata di là, dopo aver rimbalzato schizza verso il fuori.
Variante: rovescio giocato proprio frontalmente, e con la racchetta che dall'esterno all'interno descrive una mezzaluna, affettando violentemente la palla lungo il percorso.
Quando lo giocava G., le prime volte, mi preparavo per rispondere di dritto, e finivo sorpreso per ritrovarmela sul rovescio, avvitandomi goffamente su me stesso. Il mio taglio non è avvelenato a tal punto, ma all'inizio può spiazzare l'avversario, e comunque è divertente.
Certo che non fa vincere una partita, e quando ti arriva la palla buona sul rovescio, tanto vale lasciare andare via il braccio e picchiare.
E' bello, è rigenerante, quando senti quel suono, e la palla che esce dall'impatto con la racchetta secca, pulita. Peccato capiti così raramente.
Altro colpo decente, il dritto incrociato stretto, molto lento. Poi il nulla.
Insicuro il dritto; atroce il gioco di volo; debole il servizio, malgrado io sia abbastanza alto; insufficiente la resistenza fisica, malgrado quindici anni fa vantassi un ottimo tempo sui mille e cinque, prima che la mia esistenza dissoluta mi rovinasse.
Soprattutto: scarsa freddezza nei momenti importanti.
Dove invece che pensare a come giocare il punto, sono impegnato in una lotta disperata contro me stesso, nel tentativo di domare la tensione e l'emotività. Io capisco Mathieu, per questo.
Ogni tie-break è una seduta auto-analitica.
Ogni palla-break equivale ad attraversare un ponte pericolante sospeso su un abisso, come quello di Indiana Jones e il tempio maledetto.
Uno stress, una prova del fuoco, mica tanto un divertimento.
Presi le prime lezioni in vacanza in montagna. Lei era argentina, sposata con un italiano. Diceva di essere stata la numero cinque del suo paese, una volta. Di aver conosciuto la Sabatini. Ed io, ingenuo, a chiederle invano di farmela conoscere.
Poi le noiosissime lezioni a Milano. Non perchè fossero di gruppo.
Ma perchè ti insegnavano un mattoncino per volta, tipo corso di chitarra in trentatre cassette.
I ricordi più belli sono legati alle vacanze a Seefeld, Austria.
Dietro i campi in terra rossa, sempre curatissimi, c'era uno spiazzo asfaltato, sempre deserto, ed un ampio muro scrostato, leggermente concavo.
Contro quel diabolico muro giocavo ore ed ore.
Se pioveva meglio ancora, si andava avanti finchè la palla non fosse così zuppa da non rimbalzare più.
Per vincere un punto, dovevo raggiungere i cinquanta palleggi. Partite avvincenti al meglio dei cinque set, epiche rimonte.
Ero un bambino associale? Sì.
Giocavo incontri di Davis, o all'US Open (d'altronde la superficie era di cemento), e l'avversario immaginario...anzi, non era immaginario, per me esisteva davvero, sul set-point il braccio si irrigidiva.
L'avversario era senz'anima ma leale. Una volta che caddi facendomi male al ginocchio, non pretese che mi ritirassi. Voleva battermi sul campo. Ed in segno di sfida se ne restò lì, immobile, tutta la notte, ad aspettare il mio rientro.
Poi, improvvisamente, il nemico di mille battaglie si ritirò. Cioè, fu abbattuto.
Fu sostituito da un nuovo giovane muro. Un fighetto, pitturato di fresco, più concavo, più liscio. E chiuso da un recinto, e a pagamento. L'era open era finita, che se ne andassero tutti al diavolo, chiudevo anch'io.
Tutti dovrebbero giocare contro un muro, specialmente quelli che a differenza di me sono portati per il tennis, che hanno talento.
Mio zio mi raccontava che dopo la guerra imparò proprio a giocare contro un muro, per strada. E che quando anni dopo sfidava avversari impostati dal maestro, abituati ad incontrare palle sempre uguali, invariabilmente uguali, li vinceva sempre.
A Seefeld c'era anche una Scuola Svedese, con gigantografie di Borg onnipresenti. Campi al coperto, sotto una magnifica struttura di legno, maestri giovani, simpatici, in gamba. Che ti facevano sudare dietro la palla, a differenza dei parrucconi italiani.
Ricordo che c'erano anche dei ragazzi italiani, che andavano lì apposta.
Rispetto ai coetanei austriaci erano molto meno costanti.
Lamentosi, distratti, si rivolgevano per ogni cazzata ai loro apprensivi genitori che li ammiravano estasiati da lontano, la bottiglietta d'acqua sempre in mano pronta per l'amato figliolo.
Ma anche loro picchiavano, eccome. Non sapevo si potesse palleggiare così forte, capii solo allora che io praticavo un altro sport.
Poi andai a vedere l'Avvenire. E il Bonfiglio. E l’ ATP di Milano, soprattutto. :cry:
La palla velocissima, altro che la televisione. E afferrai visivamente ciò che conoscevo solo in teoria: che il tennis era un altro sport ancora. Che erano tanti sport diversi, con alcune costanti in comune.
Ecco, il tenere gli occhi fissi sulla palla all’atto del colpire, era una di quelle costanti.
Eppure a me non è mai riuscito. Sembro il Dida di mezza stagione, che cerca di parare chiudendo gli occhi. Finchè la mia oculista non affossò definitivamente le mie già fragili aspirazioni tennistiche spiegandomi che avevo difficoltà a mettere a fuoco un oggetto piccolo in movimento. Insomma, piccolo ed in movimento come capita spesso ad una palla da tennis. E non solo, non sarei dotato neanche della Tridimensionalità. Quale fra questi criceti del disegno è in leggero rilievo, mi chiede l’oculista. Boh, non lo so.
In pratica, intuisco la Profondità grazie alla prospettiva, ma non la percepisco come una reale dimensione.
Ecco spiegata anche l’atrocità del mio gioco di volo, mi consolai subito in un impeto auto-assolutorio.


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