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MessaggioInviato: domenica 2 novembre 2008, 10:12 
emily ha scritto:
La mia osservazione è assolutamente fuori da qualsiasi polemica e da qualsiasi critica, ma solo sincera, e spinta dalla volontà di capire e di confrontarsi.
Se c'è un ritratto di Lendl in questi anni, fra quelli letti nel libro di Clerici o altrove, che mi abbia veramente illuminato sulla statura e sul tennista, sono state proprio le righe che tu gli hai dedicato qui, fabio, dopo le quali ti chiesi se parlassi anche per te stesso, e tu assentisti spiegandomi però che era un modo per capirlo meglio. Scusa se non riporto le parole esatte ma non riesco a fare la ricerca all'indietro nè mi ricordo il topic.
Per cui mi stupisco un po' che tu abbia deliberatamente cambiato rotta. D'altronde però comprendo che uno debba scrivere come si sente, fotografando anche la sua situazione emotiva attuale verso il mondo del tennis.
Io, come sai, faccio un procedimento inverso, sia quando scrivo qui sul tennis che sulle riviste di pugilato: mi immergo nel mondo del gli personaggio, cerco il frammento di una sua intervista, un gesto, che mi permetta di scrivere che cosa percepisca di lui, che cosa possa la sua vicenda possa suggerire non solo dello sport, ma della vita in genere.
Il rapporto corpo a corpo, anima con anima, è il punto di partenza.
E non solo di quelli che mi piacciono, o che mi ispirano la musica, come continui ad accusarmi tu. :) :oops: A me non piace il tennis della Ivanovic, per esempio, ma dopo quello che ho scritto su di lei, una persona mi ha detto che se il tennis era quello che io leggevo negli occhi di questa campionessa, allora avrebbe comprato una racchetta.


Curiosamente, l'articolo di Safin è uscito dalle mie dita contenente una certa dose di tenerezza, diverso da come l'immaginavo all' inizio. Bello abbandonarsi al Demone (della scrittura, in questo caso) e lasciare che si sovrapponga, in corso d'opera, ad altre idee magari prestampate. Un noto scrittore di fumetti una volta mi ha detto che spesso le sue storie si scrivevano da sole, nel senso che trovato il via era come se i personaggi e gli sviluppi inizialmente determinati prendessero vita autonoma e quasi "pretendessero" dall'autore qualcosa di diverso dal copione originariamente stabilito. Questo amore per le derive non studiate, questo "farsi possedere" è il motivo per cui tanto mi piacciono le derive di vari post di Emily e altri (il compianto Mantequilla,per dire..) e tanto meno post di altri forumisti/e che quando scrivono pajono sempre soppesare le parole, cercare un effetto sorpresa/approvazione o comunque concedere solo quello che han voglia di concedere, lo stesso per cui tanto apprezzo il Lasciare andare il braccio di Verhoeven o Scorsese a fronte della calligrafica ,fredda ricerca del bel compito di Ridley Scott.

Il post Cult Gatiano :) su Lendl è stato scritto in un momento emotivamente tutto particolare, eppure è fuor di dubbio (lo scrivo senza Falsa modestia) che in quel momento abbia creato Arte ,e sono stato davvero contento che qualcuno se ne sia accorto. In un momento di particolare Identificazione/osservazione/autosservazione, ho, direbbe Cristiano, superato il velo di Maya ,e colto , ,Così sento di avere fatto la vera essenza del personaggio in questione. Perchè Lendl è sempre stato "posseduto dal demone", prima da ragazzo, poi da Campione, senza gli infortuni iniziati nel 1992 avrebbe giocato sino a 37 anni .
Lo capì proprio il pubblico di Wimbledon, che tifò per lui come per pochi altri in occasione della sua vittoria sul giovane Sandon Stolle, nel 1992.

Trascinati dall' entusiasmo, emozione in certe situazioni difficile da frenare, anche i canuti soci dell' All England Lawn Tennis and Coquet Club, che stavano impettiti proprio sotto la nostra tribuna, hanno cominciato a coprire di applausi il vecchio eroe. Facevano un tifo d' inferno, alla faccia delle etichette, urlavano e smaniavano, felici di poter esprimere in qualche modo la loro approvazione e persino la loro gioia, massi', se non proprio una sorta di complicita' per i destini dell' uomo che soffrendo e lottando si preparava a vincere un' altra battaglia contro il tempo, così scrisse in quell' occasione Carlo Coscia.


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MessaggioInviato: sabato 20 dicembre 2008, 7:42 
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Peso Massimo

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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Evviva, bello risvegliarsi e apprendere che Marat ha deciso di continuare anche l'anno prossimo, e di debuttare accanto alla sorella alla Hopman cup: si annuncia bene questo 2009 :wink:


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MessaggioInviato: domenica 21 dicembre 2008, 1:41 
emily ha scritto:
di debuttare accanto alla sorella alla Hopman cup


già me l'immagino Dinara alla prima botta di apatia, che punta con il piatto della racchetta agli stinchi del fratello :wink: !


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MessaggioInviato: venerdì 26 dicembre 2008, 10:41 
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Peso Massimo

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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Penso proprio il contrario: Dinara ha una tale venerazione per il fratello che temo giocherà contratta e che lo incoraggi solo se lui dovesse sbagliare.


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MessaggioInviato: venerdì 26 dicembre 2008, 11:15 
emily ha scritto:
Penso proprio il contrario: Dinara ha una tale venerazione per il fratello che temo giocherà contratta e che lo incoraggi solo se lui dovesse sbagliare.


troppo buona Dinara :roll:


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MessaggioInviato: venerdì 23 gennaio 2009, 15:03 
NIENTE RESURREZIONI, PER FAVORE

Marat Safin e la voglia di dire basta
di Fabio Ferremi

Ho bisogno di godermi la vita al di fuori del tennis” . “Vedrò se continuerò. Ci devo pensare. Gli ultimi tre anni sono stati molto intensi, non ho pressioni, non ho niente da dimostrare”.
Pensieri e parole di Marat Safin dopo l'ultima sconfitta, a Bercy, un Ko subito da Monaco che riassume tutto il Safin degli ultimi anni; un set perso senza lottare, arrendevolmente ,un secondo lottato,quasi a compensare il mancato impegno del primo, ma con lo stesso destino. Invertendo l'ordine dei fattori,anzi, dei set, il prodotto non cambia. Sconfitta,eliminazione, game over.Sintesi degli ultimi anni.
Pochi giocatori hanno avuto ed hanno il sostegno,l'affetto,l'appoggio di pubblico ed organizzatori come Marat. Wild Card in serie, l'ultima delle quali a Madrid, dove non si è nemmeno presentato, deluso dalla finale persa in patria a Mosca contro Kunitsyn . Una WC che è stata negata ad un Ferrero, per capirci. Tifosi che gli hanno perdonato tutto, forse troppo, in cambio di attimi di magia sempre più estemporanei, fino al suo ultimo torneo vedere il nome di Safin, come quello di Nalbandian, in tabellone, alimenterà sogni, speranze, illusioni.
Delusioni, o forse no, spesso il supporter si accontenta di poco.
.Le dichiarazioni di Bercy sono poco chiare, contraddittorie, come spesso nel suo stile. Più nulla da dimostrare, sostiene (autoassoluzione?) ,ma un tennista che pensi questo non vive anni "molto intensi" e non sente il "bisogno di godersi la vita fuori dal tennis".Per un tennista che pensi davvero questo, il tennis è solo un valore aggiunto, la vittoria un qualcosa di meramente accidentale, di eventuale.
Surplus aggiunto,casomai.
Non ho più voglia di restare qui, son stato sin troppo in questo paese , ha risposto a NY a chi gli chiedeva , dopo la sconfitta con Robredo, se avrebbe assistito al match di sua sorella Dinara. Già, la sorella. Spesso così vicina a lui, che invece non era neanche in tribuna per la sua partita più importante, la finale parigina di quest'anno. Questioni interne a loro, si dice. O ,forse, il best ranking di Dinara, la sua capacità quest'anno di andare oltre ai propri limiti,la sua inesauribile capacità di lottare hanno messo davanti agli occhi di Marat un futuro che poteva essere e non è stato. Un' immagine riflessa allo specchio difficile da guardare, difficile da accettare. In un 2008 all'insegna del disincanto, se non del disimpegno, una sola oasi verde nel deserto. Le settimane fuori dal tempo a Wimbledon, torneo poco amato, dove ha portato a termine il suo poker di semifinali nei major, battagliando vittoriosamente contro Seppi, Wawrinka, eliminando un Djokovic spento ,ma pur sempre numero 3 (e che numero 3) del mondo.
L'ho visto abbattere Golia, così scrive Tim Adams nel suo libro Essere John McEnroe sul mancino di Wiesbaden. Coi Golia il gigante russo ha spesso dato il meglio, come John il grande è probabile rimpianga di più il tennis quando ne sarà lontano,distante.
Sampras ridotto ad uno scolaretto nella sua amata NY, in una lontana , fallace giornata di Settembre in cui Pistol Pete , abbagliato, lo decretò troppo presto (gli occorse anche con malisse) "dominatore del tennis a venire", Agassi, sconfitto nel suo giardino di cemento a Melbourne dopo 26 vittorie di fila, là dove l'anno dopo Marat avrebbe sconfitto 97 al quinto set il Divino Federer in uno dei più bei match del decennio, gioia sconosciuta ad altri protagonisti del suo tempo come Hewitt o Roddick. Era il Gennaio 2005, secoli fa si parlava di nuova possibile rivalità, di sfide stellari. Da allora basta. Nessun torneo vinto, nessun trofeo alzato, come se la fatica fisica e mentale di quell'impresa fosse stata troppa, fuoco di bengala preceduto e seguito dal buio.
Un altra Davis vinta, davanti al proprio pubblico, nel 2006, ma che anzichè riaccendere qualcosa è parsa spegnerlo del tutto.
Era un Safin cheto quello che l'anno dopo, nelle interviste ,ammetteva candidamente di non sentirsi più possibile terzo incomodo dopo i dominanti Federer e Nadal.
Scherzi del destino,a Wimbledon quest'anno è stato, per un attimo,davvero numero tre dietro ai mostri sacri, un numero tre dignitoso, che ha omaggiato una volta di più dopo la loro epica finale, definendoli i più grandi tennisti di sempre. Riconoscimento e ammissione dei propri limiti.
Niente resurrezioni,per favore . Non facile immaginarlo dare l'addio al tennis in una conferenza stampa,fra lacrime silenziose, come quelle con cui uscì, sempre a Bercy, dopo una sconfitta contro Haas due anni fa. Più facile vederlo sempre meno in campo, le spalle sempre più sfuocate all'orizzonte, in marcia verso l'albo dei ricordi e delle memorie.
L' ombra, sul viso, di un indecifrabile sorriso.


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MessaggioInviato: venerdì 23 gennaio 2009, 16:23 
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Peso Superleggero

Iscritto il: venerdì 17 marzo 2006, 16:23
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perme safin va perso cosi come punto vedre ha fine anno per qesti austarlian open sono positvi giocato bene contro rogr.


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MessaggioInviato: venerdì 23 gennaio 2009, 16:26 
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Peso Massimo

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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Località: milano
Grazie Fabio di aver diviso quest'articolo con noi, articolo che spero un giorno possa venire pubblicato, e che illumina sulla figura dell'uomo Safin senza dare giudizi morali o tentare intepretazioni pseudopsicologiche. Un ritratto costruito con cura anche sulle parole di lui, a conferma di ciò che sostenevo di quanto possano dire le interviste dei tennisti, a chi sa ascoltare, a chi sa farsele risuonare dentro.
Un ritratto che a parer mio sarebbe stato bene accanto a quelli che ho letto su 0-15 di questo mese in parte dedicato a Safin, magari curati sotto il profilo tecnico, ma che dal punto di vista umano erano un bignami di ciò che si era già letto o sentito in tv, italiane e francesi.
Questo ha un taglio originale, una vicinanza vera al personaggio, che non avevo sentito in te in nessun altro tuo ritratto, se non ne Lendl dei tuoi post qui.


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MessaggioInviato: venerdì 23 gennaio 2009, 16:58 
Ringrazio, e proprio questo a cui intendevo scrivendo che il ritratto era uscito,curiosamente, con una sorta di tenerezza, e a questo facevo riferimento nel mio post precedente qui, in cui raccontavo di come uno sceneggiatore di fumetti mi avesse detto di quanto fosse piacevole farsi "possedere" dalla persona (o personaggio quando funziona la fantasia) di cui si scrivono le gesta o i ritratti.


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MessaggioInviato: venerdì 23 gennaio 2009, 19:38 
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Peso Massimo

Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 9:47
Messaggi: 10940
Località: Napoli
King Ivan ha scritto:
uno sceneggiatore di fumetti mi avesse detto di quanto fosse piacevole farsi "possedere" dalla persona (o personaggio quando funziona la fantasia) di cui si scrivono le gesta o i ritratti.


:wink:


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MessaggioInviato: sabato 30 maggio 2009, 14:08 
El Gato ha scritto:
Ha poi detto che le sue memorie più positive sono molto lontane nel tempo (solito disco) e che vuole cogliere tutte le occasioni per costruirsi una vita soddisfacente fuori dal tennis.

Chissà se ha già dei progetti, sembra aspettarsi molto dal suo futuro dopo il ritiro, come se non stesse programmando alcuna pausa per godersi un po' di "pensione", come se bollesse qualcosa in pentola.


Sì, pare quasi un pensiero ossessivo,quello di mostrare che "c'è qualcosa di più importante del tennis". Le mancate realizzazioni del safin tennista (il rimpianto parigino,ad esempio..nella mia concezione per cui perdente e/o vincente son definibili come tali in quanto rapportato ai mezzi a disposizione Marat è più un perdente che un vincente) vanno ricercate più qui che nei tanto presunti deficit mentali,dimentichi che per anni Safin al quinto ha avuto ottimi record, chissà quanto in questo "allontanare" l'importanza del tennis, il tennista assomiglia ai suoi tifosi/e o l'inverso.


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