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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 12:11 
Il Bene,Il Male,che differenza fa? (Daniele Amandolini,commentando The Departed, di Martin Scorsese)



ROGER FEDERER

E Dio creò il tennis. Punto e a capo. Lo adoro in ogni sua movenza, in ogni suo gesto,anche quelli che appaiono meno estetici degli altri , e celano invece le qualità della prima ballerina . L'autorità del sovrano ,l'eleganza assoluta dei colpi. Vedono in lui un cristallo Swaroski, ma sbagliano,io so che c'è sotto molto di più. E non lo so solo io. Lo dice la sua tensione nascosta, lo dice il suo nervosismo sotto pelle, lo dice la sua voglia di vincere,quella che gli ho visto anche oggi, quella dei Glory Days (musiche di Springsteen). Negli anni sontuosi del tennis Champagne Supernova come in quelli attuali del maggior calcolo, anni sempre vittoriosi,sempre,senza un 60 preso,sempre in piedi. Non sopporta di perdere, e così anche io,ecco perchè io e lui stiamo così male quando succede, quelle poche volte ,quelle rade volte.
ecco perchè è troppo bello vedere quella luciferina reazione quando serve.Sconfitte che ci fanno più male di qualunque vittoria,perchè non ci siamo abituati perchè la bellezza,l'eleganza, la perfezione (la capite questa parola? guardatelo e capireste,e se non capite pazienza, io non son voi) non dovrebbero mai perdere. Almeno su un campo di tennis,perchè troppo spesso accade nella realtà,come non vorremmo. Guardate la sua faccia lo scorso anno a Parigi,se non ci credete. C'ero anche io con lui,in quel momento,sul palco. Ma poi siamo ripartiti,ripartiamo sempre, come pugili mai caduti ,mai scivolati a terra, ma rimasti sospesi alle corde .Non potrò più tifare nessun altro,dopo,sarebbe come andare ad un banchetto dopo una splendida cena con l'amante preferita..Almeno, non così.


Freddo. Asettico,insonorizzato. Un perfetto spot svizzero di campione imbattibile, educato e gentile. Poteva chiamarsi Schumacher, stessa cosa.Se non avesse scelto il tennis sarebbe divenuto direttore di qualche multinazionale,poco ma sicuro, Uno di quei capi poliglotta ed intelligenti, che ascoltano e tengono conto delle opinioni di tutti,ma pronti a sotterrare chi critica più degli altri. Un bel 60, per far capire chi comanda, destabilizzare possibili usurpatori. Eppur mi annoia,c'è poco da fare,lo tifo solo in casi rari contro uno degli altri due robot con cui si spartisce il comando, sopratutto contro il suo erede serbo, perfetto Berlusconi del tennis futuro tanto quanto lui nè è stato un Colletto Bianco, proprio come lo descriverebbe Dimitrjievic. Colletto Bianco,sì. Sublime, tennisticamente eccezionale, ma sempre tale. Prevedibile anche nelle sconfitte, tanto sai già che ai tornei che contano sarà sempre lì, coi suoi soliti pari.Poi magari mi perde da Djokovic, così,per non farsi apprezzare neanche nelle cadute.
Puoi tifarlo una volta sola, appena torna l'orologio che è te ne penti subito.
E cambi canale,tornando su volti meno affidabili,ma più umani .


RAFAEL NADAL

Quanto amo la sua aria da bambino. L'innocenza, la fanciullezza pascoliana su un corpo da uomo maturo, scultoreo, un corpo che piacerebbe anche a Rodin, quello di questo gladiatore gentile che ha il suo elemento nella terra, , nelle arene aperte dei nostri giorni,moderni colossei. Calore e Polvere.
Come un Massimo Decimo Meridio contro Commodo.
Quanto è triste vederlo al chiuso, mi pare una belva in gabbia, in quei palazzetti continentali che paiono invece fatti a perfetta misura dal sarto di Federer,ma per fortuna dura poco. E' l'uomo del sole, della primavera, la stagione che ci risveglia i sensi. Uomo,sì, nonostante le fattezze da ragazzo,dell'uomo ha la saggezza ,la forza, la gentilezza.
Ha comprensione per lo sconfitto, pari all'impegno ,al cuore in mano che ci mette per batterlo,correndo da un lato all'altro del campo come ne andasse della sua stessa vita. C'è dentro tutta la vitalità del tennis, nel ragazzo di Maiorca. Il guerriero lo amano per questo gli animi gentili, le donne ,i bambini,come gli stessi che chiedono la pugna, le emozioni forti che gli altri non sanno dare. Lo avrebbe amato Omero,questo Gladiatore con l'umanità di un Ettore sulle mura di Ilio.


Lance Armstrong applicato al tennis. Il trionfo della chimica, della forza bruta sulla tecnica,sulla classe . Lo bombano a dismisura per una superficie che è fatta apposta per esaltare i pedalatori al posto delle penne a sfera, e lui li ricambia pappandosi tutto il papabile, con una monotonia pari a quella di Federer sulle altre superfici. Corri,Rafa,corri, gemi, sbattiti a mandare il passante all' incrocio delle righe, coi tuoi completini da tamarro e le bandane da gelataio.Appena le pozioni svaniscono e si passa alle superfici vere, quelle per le mani educate, quelle su cui a tennis si gioca sul serio, ecco che il principe torna ranocchio. Fa finale a Wimbledon per tre soli motivi; ha ancora in circolo le sostanze, ha un Culo pari alle dimensioni del suo tra tabelloni ed infortuni,e l'erba non è più erba. Grazie a noi il Dio del tennis ha preservato Wimbledon lo scorso anno, speriamo ribecchi Tsonga al terzo turno,magari, quest'anno. Su cemento,poi, fa ridere,dai,inutile girarci su con le storie degli infortuni. Non lo salvano neanche i trenta minuti di tempo tra un servizio e l'altro.


NOVAK DJOKOVIC

Il vento dell' Est. Ci voleva come aria fresca, dopo anni di sorrisi e copioni prestampati tra gli altri due,di aria viziata nelle stanze del tennis di vertice.. Quanto mi ci vuole, questo serbo atipico, freddo e preciso come il miglior Roger nelle occasioni che servono eppure epico lottatore nadaliano al quinto.Una felice sintesi, connubio di divinità chirurgico-mitologiche ,mi verrebbe da dire. Lo scorso Wimbledon è stato leggenda,con un giorno di riposo in più sai il divertimento anche alle fasi finali. Ha fascino, Nole, carattere da vendere,ah sì, quanto mi piacque quel "vamos" parigino ad irridere il muscolare signore della terra ,quanto mi è piaciuto vederlo zittire il pubblico di Melbourne, fare dannare i federeriani perchè vedono un rivale serio ovunque e non part/time, ed i nadaliani che non sopportano l'idea che Nole scippi al loro amato Rafa la poltrona così lungamente attesa. Lo farà,sarà lui,col suo ghigno, il nuovo numero 1, e riderò con lui di questa vittoria della poliedricità sulla specializzazione, del nuovo sul vecchio,del tennis dell'autoritarietà, quella che fa venire il latte alle ginocchia di Murray,su quello dei tennisti da aperitivo.
Mi affascinano la sua aria scafata e levantina, il suo giocare duro quando il gioco si fà duro, il suo sottile sadismo,la tranquillità sottotraccia di chi sa che vincerà. Il Futuro è tuo,Novak, e lo vivremo assieme.


E' Falso. L'ho capito da subito,a pelle, appena l'ho visto. Prime impressioni fondamentali. Gigione,pagliaccio, un Joker celato dietro a cento sorrisi e a mille imitazioni . E' Quello che a furia di battute e drink finisce con lo scoparsi la tua amica quando tu sei fuori,per poi sorriderti e dire che l'ha dovuta riaccompagnare a casa perchè non si sentiva bene. Mi spiace che sia lui a prendere il posto dell'altro robot, pare li facciano in serie, avrei voluto ,come giusto,che fosse Rafa a sedersi lì, dopo anni dietro all'invincibile, o giocatori più poetici o fragili, non questo altro killer nato e cresciuto per fare il numero uno, questo piacione paraculo, non a caso trovatosi con quell'altra dritta della Sharapova perchè chi si somiglia si piglia. Solo i soldi, solo sè stesso, di cui è un ottimo manager. Stava offrendosi come Davis Man agli inglesi , prima di parlare del Kosovo e scoprirsi patriota della causa nazionale .Non ha l'eleganza e la classe di Federer,non ha il sanguigno pathos di Nadal, questo situazionista del medical time out ,questo Berlusconi del tennis sempre sorridente e ammiccante ,come non ne bastasse già uno. E' questo che penso di lui, mentre distendo le gambe e le mie dita vanno in cerca di un altra sigaretta


NIKOLAY DAVYDENKO

La Poesia incompresa. Eh sì. Eh no, troppo facile La Classe Operaja va in paradiso,che oltretutto è film datato. Tu di operaio non hai niente, il tuo senso dell'anticipo evoca Agassi e Kafelnikov, i cross con cui al Foro mettevi in croce Nadal meravigliosi, la tua preparazione mira ai tornei più importanti,da tempo la pagnotta è stata assicurata,è ora di prelibatezze maggiori di una bella scodella di Borsch.
Ricordi, Kolya (che bel soprannome, non vi ricorda un orsachiotto o una carezza ad un gatto una sera d'inverno) ? quando dovevi lavare le magliette in anonimi alberghetti durante i challenger... Adesso vinci Miami,e quasi non ci credi, come non credevi al boato degli otttomila a Roma contro Nadal, quel boato che allora ti spaventava, che oggi forse ,solo un anno dopo, ti suonerebbe più familiare. Quel non crederci, prima di tutto in te stesso,che ti ha paralizzato per così tanto tempo,come l'umiltà fosse ormai una seconda pelle, che ti tarpava le ali. Quella umiltà dei veri grandi,quella per cui meriteresti quel posto che al solito occuperanno tennisti più mediatici, più cattivi,meno umani. Capace di ricamare tre superfici su quattro, alla faccia di chi non nota in te nulla di particolare, e crede ancora ad un tennis di maledetti e/o volleatori,tennisti viziati che non hanno un decimo della voglia di sfondare che avevi tu, della tua perseveranza.


Il fallimento del sistema. Eh no, troppo facile darti del grigio funzionario statale, Stasi,KGB, anche attaccarti per la questione scommesse mi suonerebbe banale,come le tue affermazioni per cui la mafia non esiste. No,la questione è più profonda, e mica dipende da te,come potrebbe un uomo nato in un posto chiamato Severodonetsk essere diverso da quello che sei? a me tu mica interessi,non ti commenterei neanche, interessa ciò che rappresenti. Il figlio di Agassi ed il nipote di Borg. Voi Bimani, voi uomini del ritmo e delle botte dal fondo , voi che la rete fate in modo di prenderla soltanto se siete a pesca sui vostri Yacht. Io sono cresciuto in altra epoca, che vuoi farci: la stop volley ,il Chip and Charge, che i giovani, gli stessi che ti vedono in tv e ti prendono ad esempio,pensano sia un piatto di patatine, Leconte che contro Noah a Parigi viene a rete sempre,come un dovere sacro...oggi voi, Tu, numero 3 ,4 del mondo, senza una finale Slam, senza manco un quarto di finale a Wimbledon, pure questo Wimbledon terba,e oltretutto ancora senza le palle di battere i migliori quando serve. Ah già,Miami. Capirai. Ci rivedremo su altri palcoscenici,in altri momenti. Ma dubito che ti guarderò,avrò di meglio da fare, e la vita è breve,anche se a vedere i tuoi match pare un eterno supplizio.


MARAT SAFIN

Troppo grande ed estemporaneo per essere racchiuso nell'anonimità dei numeri. Troppo artista per essere capito da chi al tennis chiede vittorie,la continuità,stakanovismo, senza capire che il segreto della bellezza vera per altri possa stare proprio qui,nell'attimo da cogliere, nella discontinuità, in un diapason di sfolgorante bellezza che non sai dove inizi e dove possa finire.
Una bellezza che cerchiamo ovunque, perchè quindi non anche nel tennis, senza volere per forza che essa si cristallizzi, che diventi costanza, e quindi routine da trappola?
Marat ci dà,anzi,meglio dire ci ha dato questo, Flesh and Blood, lucciconi,racchette scaraventate al suolo, Numeri uno battuti in serate epiche, allucinanti sconfitte accolte sempre, alla lunga, con un sorriso, quel sorriso che ha anche lui, che sembra sempre il più saggio,quando lo fotografano con gli altri, quasi avesse capito da tempo il segreto della vita,quella vita che è troppo grande, troppo bella e dannata per dedicarla solo ad un campo da tennis, quel campo da tennis attorno a cui alcuni lo seguiranno comunque vada fino all'ultimo torneo, all'ultima magia.

Non si gettano le Perle ai porci, è scritto da qualche parte. Parole che non hai letto, o che se hai letto hai preferito dimenticare in fretta.Non è casuale che tu sia morto là,dopo avere battuto colui che rapresentava quello che,in una certa misura, potevi essere,anche se non saresti mai stato. E' stato uno sforzo grande,prosciugante,sei tornato inesorabilmente ad essere vittima delle tue paure, perchè no, della tua vigliaccheria.
Federer si guardò dentro,e rinacque. Tu no,non hai mostrato sufficiente capacità di soffrire. Meglio la fuga, meglio la figa, che lì vai sul sicuro, che cessare di sperperare il proprio talento, un delitto senza perdono, come ti potrebbe insegnare il padre di Robin Dee,cinque ore al giorno sul court per vincere una gara dopo tre anni,e quasi non crederci. Ti sei reso ridicolo, quanto patetiche le tue lamentazioni l'altro giorno,contro Ferrer,cibi precotti,ormai, come i tie-break che sistematicamente perdi ,come i petardi nel bujo,preferibilmente sparati in Davis, tutelato da papà Tarpishev, seguiti poi da un ininterrotta teoria di ombre.
E il ridicolo distrugge più di qualsiasi altra cosa,peccato che tu non voglia capirlo.


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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 17:40 
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c'è una medaglia a due facce anche per Berdych?

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la ragione cerca quello che non trova, l'istinto coglie quello che non cerca


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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 17:41 
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ma l'altra faccia dell' 'ho ragione io' è 'avete torto voi'? :D

c.

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(un altro mondo è possibile)


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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 20:33 
Colui che aspetta Parigi ha scritto:
ma l'altra faccia dell' 'ho ragione io' è 'avete torto voi'? :D

c.


E' Questa

Colui che vinse il Queens nel 1998 ha scritto:
c'è una medaglia a due facce anche per Berdych?


Berdych è la medaglia,la rassomiglianza era lì, da cogliere

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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 20:55 
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King Ivan ha scritto:


:mrgreen: :mrgreen:


King Ivan ha scritto:
Berdych è la medaglia,la rassomiglianza era lì, da cogliere


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effettivamente il boccolo è alquanto berdychiano


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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 21:02 
ma anche lo sguardo vacuo, le labbra, l'efebicità.


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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 21:31 
mi ricordava qualcuno quella medaglia 8)...


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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 21:33 
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Località: Firenze
King Ivan voleva dirci che Berdych andrà sul podio a Pechino

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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 21:35 
cristiano ha scritto:
King Ivan voleva dirci che Berdych andrà sul podio a Pechino


la corona d'alloro già gli dona...


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MessaggioInviato: sabato 26 aprile 2008, 22:56 
A cogliere il più inutile degli allori tennistici ? sarebbe degno di lui 8)


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MessaggioInviato: domenica 27 aprile 2008, 13:52 
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Peso Cruiser

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Scusate, forse sono stanca del viaggio di ritorno a Milano, ma non ho capito chi abbia scritto gli articoli :oops: : king, gato, o altri sul web?


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MessaggioInviato: domenica 27 aprile 2008, 20:28 
emily ha scritto:
non ho capito chi abbia scritto gli articoli


Voi 8)


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MessaggioInviato: domenica 27 aprile 2008, 20:36 
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Peso Cruiser

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
Messaggi: 8704
Località: milano
Continuo a non riconoscere i soggetti, avrei preferito un quote o che me li diceste, e continuo a non capire che c'entri Pirandello, ma forse il mistero potrebbe essere svelato dalla frase in inglese che non capisco.

Comunque, visto che sono state scritte da noi, lo sposto in Scrivi il tuo tennis


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MessaggioInviato: martedì 29 aprile 2008, 2:07 
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Peso Mediomassimo
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Iscritto il: giovedì 6 aprile 2006, 22:02
Messaggi: 4095
Località: Portland, ME
Sono d'accordo sullo spostamento...secondo me non gli abbiamo scritti letteralmente noi, quei pezzi, diciamo che Fabio ha sintetizzato i pro e i contro che vengono spesso dispensati sui vari giocatori su internet...con le varie argomentazioni dei vari utenti.

Pirandello perchè i due modi diametralmente opposti con cui vengono descritti gli stessi giocatori, forse può far credere che queste sono solo maschere che noi facciamo indossare ai vari giocatori...che siano così perchè noi li vediamo (o vogliamo vedere) così, non perchè lo sono realmente.

O magari chissà, Fabio intendeva chissà quali altre cose...la frase in inglese, più o meno, significa: pensieri discordi nella rete (intesa come internet)

_________________
A volte, quando si è un grande scrittore, le parole vengono così in fretta che non si fa in tempo a scriverle...
A volte.

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MessaggioInviato: martedì 29 aprile 2008, 7:51 
El Gato ha scritto:
Sono d'accordo sullo spostamento...secondo me non gli abbiamo scritti letteralmente noi, quei pezzi, diciamo che Fabio ha sintetizzato i pro e i contro che vengono spesso dispensati sui vari giocatori su internet...con le varie argomentazioni dei vari utenti.

Pirandello perchè i due modi diametralmente opposti con cui vengono descritti gli stessi giocatori, forse può far credere che queste sono solo maschere che noi facciamo indossare ai vari giocatori...che siano così perchè noi li vediamo (o vogliamo vedere) così, non perchè lo sono realmente.

la frase in inglese, più o meno, significa: pensieri discordi nella rete (intesa come internet)


Che Bravo che sei :D . Invecchiando migliori :P

Pirandello, sed etiam D' Annunzio

Al visitatore: teco porti lo specchio di Narciso? Questo è piombato vetro, o mascheraio. Aggiusta le tue maschere al tuo viso ma pensa che sei vetro contro acciaio


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