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Tony Zale e la fila degli sfidanti mancati
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Autore:  Dinamita [ giovedì 26 settembre 2013, 23:11 ]
Oggetto del messaggio:  Tony Zale e la fila degli sfidanti mancati

Che Tony Zale sia stato uno dei pesi medi più grandi di sempre è fuori discussione, ma nessuno dice mai che fu anche uno dei più fortunati, perché evitò un numero incredibile di pugili che, nella migliore delle ipotesi, l'avrebbero messo in serissima difficoltà. Ho scorso le classifiche annuali di The Ring relative agli anni in cui Zale detenne il titolo (dal 1940 al 1947, con l'intermezzo della guerra, e dal giugno del '48 a settembre dello stesso anno). I nomi dei pugili che, anno per anno, occupavano le prime posizioni fanno spavento. Nel ranking annuale del 1941, il secondo posto in graduatoria era occupato da Ezzard Charles. In quello del 1942, quando i campionati furono sospesi per l'entrata in guerra degli Stati Uniti, i primi nove posti erano occupati rispettivamente da Archie Moore, Charley Burley, Holman Williams, Evelio "Kid" Tunero, José Basora, Jake LaMotta, Jack Chase, Eddie Booker, Harry Matthews. Nella classifica dell'anno successivo, LaMotta era al numero uno, seguito da Williams; Basora era quinto, Marcel Cerdan entrava al sesto posto e Moore chiudeva la graduatoria al decimo. Nel ranking del '44, Williams e LaMotta furono invertiti di posizione; Burley e Basora erano terzo e quarto, mentre Cocoa Kid e Chase erano rispettivamente al settimo e al nono posto. Nella classifica del '45, quando i titoli mondiali furono "scongelati", Williams era sempre primo, seguito da Burley, LaMotta, Graziano, Cerdan; Aaron Wade esordiva al settimo posto, mentre Bert Lytell chiudeva la graduatoria. Nel ranking del '46, pubblicato a febbraio dell'anno successivo, il capolavoro: LaMotta era primo, seguito da Burley. Chi fu designato come sfidante di Zale? Nessuno dei due, ovviamente. Lo sfidante fu Graziano, che era terzo in classifica. Dalla quarta alla sesta posizione, c'erano Cerdan, Abrams e Steve Belloise; Lytell era ottavo. Nel 1947, Zale concedeva la rivincita a Graziano, con la motivazione del gradimento incontrato dal primo incontro presso il pubblico. I pugili che Graziano aveva scavalcato dovevano aspettare ancora. Zale finì KO e Graziano divenne campione. A quel punto, la classifica non contava più, perché un terzo match era la logica conseguenza; il povero Bert Lytell, nero e mancino (aveva proprio tutte le sfortune), dovette mettersi il cuore in pace. Zale sfidò Graziano nel 1948 e lo mise KO in tre round, riconquistando il titolo. Quindi, accettò la sfida di Cerdan, che lo mise KO e gli chiuse la carriera. Nel ranking dell'anno successivo, il primo classificato era sempre Lytell. Chi sfidò Cerdan? LaMotta, ovviamente. E la storia continuò...
E' interessante notare come parecchi di questi sfidanti mancati avessero in comune, oltre al colore della pelle, il fatto di essere pugili tecnici, veloci, elusivi. Sappiamo che Zale era capace di mettere KO il più terribile dei picchiatori, come dimostrano i suoi match con Hostak e Graziano, ma sappiamo altresì che l'Uomo d'Acciaio aveva grosse difficoltà con i pugili capaci di boxare: le sue sconfitte con Soose e Conn, in due match senza titolo in palio, ne sono la prova. Perciò, mi - e vi - chiedo: sarebbe riuscito Zale a battere i pugili che si avvicendarono in cima alle classifiche durante gli anni del suo regno?

Autore:  Dinamita [ giovedì 26 settembre 2013, 23:13 ]
Oggetto del messaggio:  Re: Tony Zale e la fila degli sfidanti mancati

Ho sbagliato sezione, avrei dovuto aprire questo topic in "C'era una volta"...

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