Il Forum a cura di NonSoloBoxe

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MessaggioInviato: domenica 6 aprile 2008, 18:59 
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Stereophonicus Maximus
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 2:44
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i filosofi che parlano della società moderna mi ricordano la Chiesa che aggiorna il latino,così "computer" si dice instrumentum computatórium,e "cowboy" armentárius;ammiro davvero la cultura filosofica e certi suoi esponenti,ma il 90% di loro proprio non riescono a togliersi quelle parrucche ottocentesche
sarò un nichilista anch'io? boh,però tutta questa fuffa,queste parole difficili,mi fa pensare che gli unici a vivere un po' nei sogni siano proprio certi pallidi emuli di Kant e Aristotele,che si sentono un'eletta "Dead Poets Society" in grado di vedere e sentire cose che gli altri ovviamente non vedono,grazie al loro "grande lavoro ermeneutico",sperando magari che tutto questo giustifichi i loro spropositati emolumenti accademici
chi lo sa:a pensarci bene forse non sono neanche nichilista,sono solo scettico

ciao Wendy,non ce l'ho con te ovviamente,a meno che non tieni per l'Inter :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:


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MessaggioInviato: martedì 8 aprile 2008, 8:11 
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Peso Massimo

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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Località: milano
Grazie di non avermi "punito" :) , wendy, perchè mi avevi invitato a partecipare all'incontro alla casa della cultura, e io anche se un po' vergognosamente ti risposi che preferivo il torneo di Miami. E poi Lo specchio di Sofia temevo parlasse del libro che aveva avuto tanto successo e che avevo interrotto dopo poche pagine :oops: .
Invece sarebbe stato un argomento che sai che mi interessa, perchè la mia preoccupazione è che proprio la filosofia, o il pensiero, come lo chiamo io, non riesca a"tener dietro" al mondo virtuale, e invece noto che ci si interroga proprio su questo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perchè scriviamo in internet?
MessaggioInviato: lunedì 2 agosto 2010, 18:44 
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Peso Paglia

Iscritto il: domenica 1 agosto 2010, 19:33
Messaggi: 10
Il dubbio va avanti da molto tempo ed effettivamente anch'io mantenni quel po' di snobismo per i social network e, vi dirò, non ero un gran chè d'animale sociale e in realtà temevo di assecondare le mia timidezza e la mia esitazione nei rapporti. Credo appunto che di ogni oggetto e strumento noi siamo il metro e che perciò sia difficile porre un'etichetta, una qualifica; in ogni caso non si dovrebbe fare.
Passati gli anni e sciogliendomi un po' di più ho potuto avvicinarmi al mondo dei forum senza gli iniziali timori e comprendendo che vale sempre la pena, quale che sia il canale, instaurare dei rapporti e confrontarsi. Per me un forum è diventata la ciliegina sulla torta dei rapporti sociali, nel senso che, superate le paure dei rapporti nella vita offline, possiamo sentirci liberi di passare ad un livello anche più alto di conversazione, date tranquillità e cura che sono peculiari ad una comunicazione che avvenga in tempi lunghi. Mi auguro comunque che la stessa cura - per i contenuti - e distacco - da sentimenti d'avversione che portano ad un'espressione violenta - siano presenti anche nelle conversazioni faccia a faccia. Sennò davvero il social network diventa una fuga!

emily ha scritto:
"Sarebbe lungo parlare di che cosa abbia rappresentato internet per me, ma è stato sicuramente importante non solo per gli incontri umani, ma per l'incontro con la scrittura, amore che avevo sempre avuto dentro ma che non riusciva a sbloccarsi


Sono scettico Emily, sul ruolo che possa avere internet in questo senso; penso che l'amore per la scrittura in ogni caso si sfoghi senza il pensiero che possa essere condiviso con qualcun altro ciò che si scrive, un tranquillo deposito di sè,come uno sport che una persona esercita ogni benedetto giorno senza che sia necesseriamente di mezzo la competizione che è un elemento comunque importante per lo sport. Ovviamente c'è scrittura e scrittura; ma, in questo caso, internet rappresenta per me l'abbattimento di un sacco di problemi pratici per la riflessione, che deve essere confrontata. Arriva un certo punto in cui scrivere diviene un gesto spoglio di connotati funzionali, e quel vizio segreto diviene la sedia su cui puoi sempre fermarti a riposare in qualsiasi occasione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perchè scriviamo in internet?
MessaggioInviato: lunedì 2 agosto 2010, 19:17 
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Peso Cruiser
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Iscritto il: giovedì 6 aprile 2006, 22:02
Messaggi: 8189
Località: Portland, ME
Benvenuto Morgante, poi passerò anche dalla kitchen ad offrirti qualcosa da bere :wink:

Morgante ha scritto:
Mi auguro comunque che la stessa cura - per i contenuti - e distacco - da sentimenti d'avversione che portano ad un'espressione violenta - siano presenti anche nelle conversazioni faccia a faccia. Sennò davvero il social network diventa una fuga!


Purtroppo questi elementi non sono sempre presenti, anzi...ho notato più aggressività e litigi nei forum che faccia a faccia, in questi anni.

Morgante ha scritto:
Sono scettico Emily, sul ruolo che possa avere internet in questo senso; penso che l'amore per la scrittura in ogni caso si sfoghi senza il pensiero che possa essere condiviso con qualcun altro ciò che si scrive, un tranquillo deposito di sè,come uno sport che una persona esercita ogni benedetto giorno senza che sia necesseriamente di mezzo la competizione che è un elemento comunque importante per lo sport. Ovviamente c'è scrittura e scrittura; ma, in questo caso, internet rappresenta per me l'abbattimento di un sacco di problemi pratici per la riflessione, che deve essere confrontata. Arriva un certo punto in cui scrivere diviene un gesto spoglio di connotati funzionali, e quel vizio segreto diviene la sedia su cui puoi sempre fermarti a riposare in qualsiasi occasione.


Più che la competizione, vedo nella condivisione di un testo piuttosto un esprimersi per un pubblico, che ti stimola a tirare fuori qualcosa in più, di nuovo, di diverso, di bello.
E' vero che ognuno è il più severo giudice di se stesso, ma per me è sempre stato importante avere qualcuno che leggesse. Ho avuto un blog, per un po' di tempo, e la presenza di commenti e lettori era importante per stimolare il processo creativo.
Ecco, scrivere solo per se stessi è utile, a volte; altre volte semplicemente non se ne sente il bisogno. Se si scrive per gli altri (o con gli altri, come nei forum) si riesce ad essere più costanti...questo almeno è il mio caso specifico.

Probabilmente comunque è diverso da persona a persona, o ancora meglio, da momento a momento.

_________________
A volte, quando si è un grande scrittore, le parole vengono così in fretta che non si fa in tempo a scriverle...
A volte.

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 Oggetto del messaggio: Re: Perchè scriviamo in internet?
MessaggioInviato: lunedì 2 agosto 2010, 19:50 
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Peso Minimosca

Iscritto il: mercoledì 18 febbraio 2009, 20:50
Messaggi: 152
Ho incominciato a scrivere sul web per non sentirmi solo sul piano intellettuale, soprattutto per quanto riguardava la mia passione per i fumetti, Topolino in primis, che gli amici non capivano. Era l’estate dopo la licenza di terza media e dopo un deludente scambio di e-mail con un autore (ormai ex) Disney Italia, sono approdato sul sito ufficiale del maestro Luciano Bottaro (quello di Nocciola, Pon Pon ecc..) e per il suo sito negli anni ho scritto diversi articoli sul fumetto umoristico, un’intervista a uno dei più grandi sceneggiatori non solo disney che con Lello Arena ha rivisitato il teatro di Eduardo De Filippo, un profilo su Guido Martina che ha inventato Paperinik e ha scritto il famosissimo “Inferno di Topolino”. E fino a qui oltre agli apprezzamenti del webmaster non c’era un vero e proprio confronto, e non credevo che fossero in molti quelli che prestassero attenzione al nome dello sceneggiatore, che riconoscessero da una sola tavola lo stile del disegnatore ecc…Mi sbagliavo, ma è pur vero che in rete non si trovano molti approfondimenti, tanto che il mio ritratto di Martina, che piaccia o meno, è diventato quasi un punto di riferimento, è citato da Wikipedia, è riportato dall’Eco di Torino e dalla tesi di laurea di una ragazza sarda. Scopro con piacere il forum del “Papersera” e mi si apre un mondo: tanti lettori competenti che ne sanno più di me. E ci scrivo per poter finalmente commentare le storie che leggo sul mio settimanale preferito, per muovere le critiche delle recenti linee editoriali, per condividere l’entusiasmo per le storie e gli autori che hanno segnato la mia infanzia. Ma confrontando con quanto leggevo su Non Solo Boxe mi accorgevo pur non essendomi iscritto che non si era creato con gli altri utenti quel cerchio caldo che trovavo qui, una profondità che andava oltre il commentino, il facile entusiasmo. E poi un moderatore mi sembrava molto maleducato, molto sicuro di sé e delle sue idee. Ma non solo. Quando hanno incominciato a partecipare gli autori da parte loro c’era un lavoro di controllo e di contenimento a difesa delle proprie storie, esigendo a tutti costi un’ipocrita “critica costruttiva”, e della Disney Italia puntando sul fatto che non si poteva deliberare senza conoscere, perché non lavoravamo per l’azienda; da parte degli utenti non mancavano le bacchettate ma c’era ugualmente un eccessiva reverenza che non riuscivo a tollerare. Qua è tutta un'altra storia. E anche se non sono un appassionato di sport ci sono argomenti di discussione che continuo a rileggere, sul cinema, sulla letteratura, sulla musica, su di noi ecc…sia che ho partecipato sia che sono stato in disparte. E intervengo anche perché è come se diventassi scrittore quando viene pubblicato un mio racconto, critico cinematografico quando posto una riflessione su un film che ho visto, editorialista quanto dico la mia sulla politica ecc…


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 Oggetto del messaggio: Re: Perchè scriviamo in internet?
MessaggioInviato: lunedì 9 agosto 2010, 8:34 
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Peso Massimo

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
Messaggi: 12744
Località: milano
Morgante ha scritto:
. Mi auguro comunque che la stessa cura - per i contenuti - e distacco - da sentimenti d'avversione che portano ad un'espressione violenta - siano presenti anche nelle conversazioni faccia a faccia. Sennò davvero il social network diventa una fuga!


.... penso che l'amore per la scrittura in ogni caso si sfoghi senza il pensiero che possa essere condiviso con qualcun altro ciò che si scrive, un tranquillo deposito di sè,come uno sport che una persona esercita ogni benedetto giorno senza che sia necesseriamente di mezzo la competizione che è un elemento comunque importante per lo sport. .


Non ho mai tenuto in diario, mai scritto solo per me stessa; non ho mai ritenuto la scrittura un tranquillo deposito di sè.Questo, come dice la Rossanda, è l'amicizia, e così l'intendevo un tempo, il racconto e il confronto delle nostre vite, dei nostri sentimenti: pensando all'altro scrivevo lettere ad un'amica lontana che mi servivano anche a capire meglio me stessa. Poi la scrittura si è sbloccata dopo un corso all'Università delle donne proprio sulla scrittura d'esperienza femminile, qualcosa, come la chiama Lea Melandri, fra il diario e la riflessione sul proprio genere, ma anche lì, per scrivere ho avuto bisogno del cerchio caldo della presenza delle altre, anche se poi scrivevo da sola, nella mia camera, se attingevo ai miei ricordi, se mi spogliavo anche dei miei sentimenti più intimi, era per la fiducia che mi destavano le altre, o forse perchè sentivo di avere la distanza emotiva necessaria per consegnare una materia ribollente delle mia vita alle altre.
L'interlocutore è sempre presente in me, tanto che anche scrivendo un articolo devo rivolgermi ad esso, di tanto in tanto, e questo da più di una persona è stato definito un mio limite;credo abbiano ragione.

In quanto ai sentimenti di avversione, credo di non averne mai sentiti contro di me come in internet, che mi ha fatto riscoprire anche un'aggressività in me stessa che non si era mai espressa nella vita reale: un' aggressività che prende la forma della battuta tagliente, dell'ironia, di cui sapevo di essere capace, ma che dietro ad un pc mi viene più diretta. Ma tutto deve fermarsi nel limite di un post o due, poi, come nella vita reale, la violenza verbale mi fa paura, devo arrivare alla conciliazione, altrimenti mi ritiro e spero che l'altro capisca che è ora di smettere, o che gli altri utenti del forum mi aiutino a far tornare un clima sereno, di confronto più pacato...e non riesco ad accettare che ognuno coltivi il proprio giardino, che sia spettatore di una violenza ai danni di un altro, anche solo verbale, anche solo in un forum.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perchè scriviamo in internet?
MessaggioInviato: lunedì 9 agosto 2010, 19:09 
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Peso Paglia

Iscritto il: domenica 1 agosto 2010, 19:33
Messaggi: 10
No, da parte mia non riesco a considerare l'amicizia un tranquillo deposito di sè; se non negli attimi di respiro, di distacco da frenetici ritmi d'impegni,lavoro, legami, in quel caso l'amico può essere colui che allenta queste tensioni e che segna uno spazio vuoto necessario alla maniera in cui concepiamo noi stessi. Ribadisco che un punto di partenza di estrema importanza per chi scrive consista in un'annotazione, più o meno legata, di riflessioni sulle proprie vicende che non preveda l'intervento altrui. Il passo dello scambio intellettuale è importante e deve esserci, al contempo lo scrittore non deve solo perdersi nell'eterno disquisire sulle reciproche differenze perchè quelle ci saranno sempre; ci vuole il confronto, altrimenti non si cresce, ma il primo gradino per la propria consapevolezza di scrittore non può essere di connivenza, di scambio immediato con un altro scrittore, poichè ne svilirebbe la natura. Lo scambio è uno dei vari passi che devono succedersi nella sua esperienza.

Sia te, Emily, che El Gato avete fatto notare che anche il web ospita casi che non brillano per equilibrio di toni e distacco, giustamente; anch'io ne sono stato spettatore, ma credo si tratti appunto di persone che già nella vita off line non abbiano migliorato questo aspetto. Se proprio trovi in forum una persona sorda alle tue opinioni ed incominci ad avvertire un po' di frustrazione, spegni il pc, te ne allontani un attimo, e con più calma poi rispondi. Questo è un pregio che chi ami in genere discorrere a tempo perso non può non riconoscere. A presto, e grazie per le risposte


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 Oggetto del messaggio: Re: Perchè scriviamo in internet?
MessaggioInviato: martedì 10 agosto 2010, 11:42 
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Peso Minimosca

Iscritto il: mercoledì 18 febbraio 2009, 20:50
Messaggi: 152
El Gato ha scritto:
ho notato più aggressività e litigi nei forum che faccia a faccia, in questi anni.


emily ha scritto:
In quanto ai sentimenti di avversione, credo di non averne mai sentiti contro di me come in internet, che mi ha fatto riscoprire anche un'aggressività in me stessa che non si era mai espressa nella vita reale: un' aggressività che prende la forma della battuta tagliente, dell'ironia, di cui sapevo di essere capace, ma che dietro ad un pc mi viene più diretta


Morgante ha scritto:
Sia te, Emily, che El Gato avete fatto notare che anche il web ospita casi che non brillano per equilibrio di toni e distacco. anch'io ne sono stato spettatore, ma credo si tratti appunto di persone che già nella vita off line non abbiano migliorato questo aspetto. Se proprio trovi in forum una persona sorda alle tue opinioni ed incominci ad avvertire un po' di frustrazione, spegni il pc, te ne allontani un attimo, e con più calma poi rispondi. Questo è un pregio che chi ami in genere discorrere a tempo perso non può non riconoscere


Io invece credo di essere più aggressivo nella vita reale, più suscettibile...in internet invece "deposito" la mia parte migliore, così mi succede per le poesie o i racconti, è quasi terapeutico per me, tanto che percepisco un disorientamento in chi mi legge e che allo stesso tempo mi conosce bene, o perlomeno dovrebbe come i miei fratelli, sente una diversità tra quello che sono e quello che scrivo. Se in internet noto una certa avversione nei miei confronti reagisco ma debolmente, non riesco a sostenere i toni accesi dell'altro, prevale in me la voglia di capire da dove nasce - e se davvero l'ho provocato io - il conflito che sta avendo luogo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perchè scriviamo in internet?
MessaggioInviato: venerdì 13 agosto 2010, 11:55 
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Peso Massimo

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
Messaggi: 12744
Località: milano
Comincio a pensare che l'aggressività che ho notato in internet dipendesse soltanto dal tennis, che siano gli argomenti legati a quello sport, alla passione per i suoi campioni che abbiano scatenato litigi e sentimenti di avversione verso chi non condivideva la stessa idea e lo stesso amore. Come se i tifosi di tennis fossero piuttosto degli innamorati, o feriti nel loro narcisismo, non so, e come tali reagissero in modo violento; non fossero abituati, come quelli del calcio, al dileggio e agli sfottò tutto sommato innocenti del bar dello sport.
E' vero, invece, Zimm, che ho quasi sempre trovato comprensione, educazione e sensibilità parlando, come facciamo qui e nella soul, di argomenti personali.


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