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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 11 maggio 2017, 20:43 
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Peso Supermedio
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Iscritto il: martedì 21 febbraio 2006, 10:03
Messaggi: 2219
No non sono d'accordo, e un articolo che non si doveva scrivere
Mi spiace molto per il dramma di questo grande campione.
Personalmente, avrei preferito ricordarlo come un grande campione che ora vive un dramma dovuto ad una malattia.
Se scriviamo che questo dramma e dovuto alle conseguenze dei pugni presi, dobbiamo essere onesti e non scrivere di pugili che continuano a salire sul ring nonostante l'eta supera abbondantemente i 35 anni o addirittura i 40 anni.Non diamogli importanza.
Il pugilato e uno sport duro ma anche fatto di intelligenza, sul ring a volte vince anche chi fisicamente non è il più forte ma è semplicemente intelligente a portare a termine un incontro con la tecnica e tattica.
Con questo però, i quarantenni che salgono sul ring nonostante le vittorie a loro favore, anziché sponsorizzati con parole di grande stima, preferirei che i giornalisti moralisti, scrivessero parole dure prima di scrivere romazi o biografie di pietà e di accuse.
Io sono per la boxe fatta nei migliori anni della nostra vita, dove si può sopportare tutto il peso degli sforzi e smaltire tutto il giorno dopo.
Mi ricordo ancora delle nottate senza dormire perche quando sei giovane cerchi il divertimento e poi vai ad allenarti alla mattina e pomeriggio e mai mi sono sentito stanco, il recupero era cosa normale per noi giovani di allora.
Con il passare degli anni però questo recupero ti viene a mancare e i pugni che arrivano ti rimangono dentro.
Giornalisti di professione, scriviamoglielo a questi pugili che si sentono ancora star e vogliono salire sul ring, scriviamoglielo che adesso non interessano più e che il loro incontro e solo una farsa senza senso.
Giornalisti di professione, se continuerete a dare importanza a questi incontri e a questi campioni oramai cotti, siete complici di drammi come questo in homepage.
Io personalmente, non sono stato un grande campione ma sapevo dei miei limiti e quando ho visto perdere i miei recuperi veloci, ho smesso.
Ho smesso ed avevo solo 28 anni.
Auguro a tutti di dare il massimo in gioventù poi quando si supera i trenta anni pensateci, e giunta l'ora di dire basta.
:shock:

_________________
Due sono i tipi di conoscenza. O si conosce una materia in prima persona o si sa come trovare le informazioni al riguardo.

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MessaggioInviato: martedì 16 maggio 2017, 21:54 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:59
Messaggi: 4645
Caro Pepe, tu sei stato un campione quindi non fare esercizio di modestia con noi, è inutile. Sei stato campione europeo quando esserlo valeva molto di più di adesso. Veniamo ai giornalisti e non voglio parlare degli altri ma di me stesso, anche se sono giornalista sui generis. Scrissi a suo tempo che Parisi, mio omonimo, doveva smettere. In realtà non smise, però volle conoscermi e mi invitò a pranzo. E' un orgoglio ricordare che mi chiese dei consigli. In seguito dovevamo lavorare insieme per una promozione del pugilato nelle scuole in vista dei mondiali AIBA del 2009. Morì 3 settimane dopo un incontro di lavoro che avevamo avuto proprio per questo. Ma con altri è andata malissimo. Luca Messi mi ha sempre odiato, Grassellini se la prese moltissimo ma in maniera più civile, l'allenatore di De Prophetis mi ha coperto di insulti su facebook perché ho scritto che non dovevano permettergli di battersi contro Andrea Scarpa un paio di anni fa. Perse per K.O.T al 1° round. E un altro ha denunciato boxeringweb perché avevamo scritto che doveva smettere. Quindi non è che fare il giornalista di boxe sia facile. Il fatto è che i pugili, con felici eccezioni come te, non capiscono quando è ora di smettere, nè capiscono che se uno a 45 anni gioca a tennis e becca 6-0 6-0 6-0 non rischia nulla, ma nella boxe invece si rischia troppo. Troppo spesso poi chi circonda i pugili non ha molti scrupoli e non fa i loro veri interessi. Per quanto riguarda Benitez ha grosse responsabilità della sua triste situazione perché non ha fatto la vita che un atleta deve fare. Chi lo guidava ha responsabilità anche maggiori perché non lo ha fermato quando già dava segni di problemi fisici. Ma per Benitez vale quello che vale per tutti i personaggi pubblici, la loro vita e le loro vicende sono altrettanto pubbliche. "E' la stampa bellezza, e non ci puoi fare niente!" diceva Humphrey Bogart direttore di giornale in "'ultima minaccia". E' così.


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