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MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 22:28 
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emily ha scritto:
Dovrebbe dividere i riflettori con lei, non credo sia la ragazza ideale per lui :)



a vent'anni si pensa prima agli ormoni e poi ai riflettori :)


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MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2007, 9:22 
gambit84 ha scritto:
emily ha scritto:
Dovrebbe dividere i riflettori con lei, non credo sia la ragazza ideale per lui :)



a vent'anni si pensa prima agli ormoni e poi ai riflettori :)


vero, ma si dividono il doppio... dei riflettori !


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MessaggioInviato: sabato 15 settembre 2007, 20:39 
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gambit84 ha scritto:
emily ha scritto:
Dovrebbe dividere i riflettori con lei, non credo sia la ragazza ideale per lui :)



a vent'anni si pensa prima agli ormoni e poi ai riflettori :)


non se sei sharapova

e forse nemmeno se sei djokovic

c.

edit: se sei una persona normale, a qualunque età si pensa prima agli ormoni che hai riflettori ;-)


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MessaggioInviato: sabato 15 settembre 2007, 20:40 
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Ohi, ma basta parlare di sti due nel topic di Roger Mio, eh :D

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MessaggioInviato: sabato 15 settembre 2007, 20:42 
parliamo di Laver e Gonzales :)


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MessaggioInviato: sabato 15 settembre 2007, 21:01 
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cristiano ha scritto:
gambit84 ha scritto:
emily ha scritto:
Dovrebbe dividere i riflettori con lei, non credo sia la ragazza ideale per lui :)



a vent'anni si pensa prima agli ormoni e poi ai riflettori :)


non se sei sharapova

e forse nemmeno se sei djokovic

c.


e fammi un po' capire...chi te la da questa onniscienza?perchè loro no e gli altri si?li conosci?

no, cioè per capire


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MessaggioInviato: domenica 16 settembre 2007, 17:17 
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Peso Mediomassimo
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no, no, diciamo che ci sono persone che danno l'impressione di gradire il non sottrarsi alla luce dei riflettori, e loro pajono farne parte, a una prima occhiata.

c-


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MessaggioInviato: venerdì 28 settembre 2007, 14:02 
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Peso Cruiser

Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 9:47
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King Ivan ha scritto:
ha l'ascendente nella vergine, comunque.



Leone ascendente Vergine combinazione interessante.
Se si potessero conoscere anche gli ascendenti di Sampras e Laver si sarebbe a cavallo.


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MessaggioInviato: venerdì 28 settembre 2007, 18:23 
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Peso Superwelter
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Iscritto il: sabato 7 aprile 2007, 18:49
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ah, mi avevi per un attimo fatto credere che Fabio fosse tornato a scrivere qui. :?

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MessaggioInviato: lunedì 21 luglio 2008, 21:38 
Dimenticato,negletto, questo topic,assai ingiustamente, per un Reall'anno peggiore ma capace di regalare due dei match dell'anno, contro Tipsarevic in Australia e Nadal a Londra.

Mi piace ripostare quanto scrissi qui l'anno scorso, after the final won against Nole, a NY, perchè lo ritengo uno dei miei scritti (capirete..) più penetranti ed incisivi, un articolo che suscità anche reazioni e commenti piccati, segno che aveva colpito nel segno :wink: .
C'è dentro quello che è a tutt'oggi il mio Federer pensiero, e la sensazione che questo grande Campione non sia stato capito, nè dagli estimatori nè dai detrattori.

"Federer, per molti punti di vista, come Punto Zero del tennis, si. Quell' oltre Giove e oltre l'infinito attraverso cui passa l' astronave di 2001. E se l'infinito delle emozioni, del proprio piacere tennistico ha l'insondabilità del soggettivo, è indubbio che chiunque verrà dopo avrà su di sè il peso del confronto, finirà automaticamente con l'essere svalutato, con l'apparire, in parallelo, come la Terra in confronto a Vega.

E' strano che si contesti a Federer, protagonista di questo viaggio oltre i limiti, di non aver fatto aderire la sostanza alla forma, ossia di non aver fatto coincidere all'abbattimento dei record un tennis anch'esso oltre i limiti, che portasse all' esasperazione quanto visto nel 2003-2004, prima della cosìdetta "svolta utilitaristica".
Si voleva anche un falò delle emozioni, oltre ad un falò dei record? per non avere altro da vedere in seguito, anche a livello stilistico ? o forse, perchè i tiranni stancano a prescindere, qualunque motivo è buono per una contestazione?

La verità, forse, è altra.
Ed è che nessuno come Federer, punto estremo del tennis in specie e dello sport moderno, dell' atleta di vertice di oggi, in genere, è indice delle corde più profonde dell'appassionato di tennis,del suo "sentire" questo sport. Come vediamo, come ci rapportiamo a Federer è indice del nostro modo di vedere il tennis, spesso anche del nostro modo di vedere altre cose.
Naturalmente ,il modo in cui ognuno di noi vede lo sport non è identico a come si vede la vita. Anzi. Molti che nello sport tifano i "perdenti" nel "reale" non sopportano di perdere un quindici, e altri tifosi dei "vincenti" nei loro comportamenti mostrano caratteristiche contrarie a quelle che amano/invidiano nei loro idoli sportivi.

Ma la qualità di Federer è che, bene o male, colpisce le nostre corde snobistiche.
Sì, snobistiche, perchè una punta di snobismo, di elitarismo, manifesta o meno, è presente in tutti i tifosi di tennis.
Lo snobismo di chi ama la vittoria aristocratica, immacolata, perfetta, da un lato, una vittoria messa in discussione, sporcata per così dire, e non casualmente, da una sola nemesi, quella terricola (o terbicola,almeno a vedere il nuovo fondo di Wimbledon) di Nadal,il lottatore sangue-terra-arena che è la versione tennistica del Maximus de Il Gladiatore, gladiatore che poco ama i tappeti indoor e quel cemento americano sul quale invece la pallina del numero uno scivola via come un soffio di vento, il suo rovescio trova tutte le traiettorie, il suo gioco assume la certezza monolitica dell'inattaccabilità.

Una vittoria che annovera tra i suoi principali cantori Gianni Clerici, il narratore dei gesti bianchi par excellence , e quell'altro splendido cultore del gesto , quel genio che è David Foster Wallace.
Vittorie pulite, chirurgiche, senza spreco di sangue, si direbbe, eleganti e armoniose come certi valzer di Strauss, sostengono gli ammiratori, fredde come le sale dove questi balli venivano rappresentati, direbbero i detrattori. Quelle ideali del tennis da illustrazione, dei prati inglesi di inizio novecento. Qualcosa di più del semplice "tifo per il vincente".
E, a fronte, lo snobismo di chi è contro per principio, chi è annoiato dalle dittature, chi invoca la fantasia al potere, per poi magari distaccarsene se vi arriva e diviene , fatalmente, routine del comando.

A voler spigolare, cosa è che non annoi, oggi, del resto? Tutto a lungo andare è visibile, analizzabile, criticabile. I grandi eroi del tennis che fu , le grandi personalità, traevano parte della propria grandezza proprio dalla loro minore visibilità, dalla rarità dell'evento. Anche quando erano sui canali in chiaro non avevi lo streaming per seguire un Pechino o il forum con venti pagine di discussione sulle gambe del number one.

Un re, un sovrano da attaccare ci sarà sempre, oggi Federer, domani magari Djokovic, quel Djokovic a cui gli SP mancati ieri valgono adesso la nomea di perdente, di suddito del tiranno elvetico. Così uno Schumacher nella Formula 1, un Tiger Woods nel golf, un Brasile nel volley, e via esemplificando. Ha un certo sapore di posa, questo del "culto degli sconfitti", o dei " poeti maledetti", una posa che ha il vantaggio, per chi la pratica, di poter essere ripetuta all' infinito, come del resto quella di chi è sempre dalla parte del più forte, e che anni fa sarebbe stata verosimilmente etichettata come intellettualismo di sinistra, laddove i tifosi del "vincente" sarebbero stati visti come di destra.

L'elenco dei critici non si esaurisce qui.

Ci sono i samprasiani, spaventati dai record vacillanti del loro eroe, la sacra icona discussa, ci sono i nostalgici del S&V arroccati sulle loro posizioni inespugnabili, quelli cui non piace fisicamente ..,etc.
In questi anni Roger è stato accusato di non generare forse abbastanza epica, di confrontarsi con avversari timorosi e non all'altezza, di avere sacrificato il tennis spettacolo che tantò impressionò nella fase della fioritura, accuse anche paradossali, come da un lato quella di essere "troppo" cinico nei momenti decisivi e dall'altra quello di temere i quinti set, di "sentire la pressione".

Quasi tutte accuse che, francamente , iniziano a mostrare ( se non lo han già fatto) , la corda, che spesso hanno il sapore dell' antipatia precostituita, che ha sempre bisogno di qualcosa per giustificarsi.
Sembra quasi, per entrambi gli opposti poli, i pro ed i contro, che ogni dichiarazione contraria stimoli a rafforzare la propria opinione. La glorificazione di Roger alla critica del dettaglio ( ha vinto contro nessuno, le volèè ad inizio secondo set..) ,per converso la critica porta all' esaltazione sempre più intensa dell' idolo inattaccabile. Un gioco delle parti, in cui cambiare la propria opinione pare una sorta di peccato originale.

Stupisce, un po', che siano spesso i fan dei "poeti dell'attimo", quelli che dicono che non ci si può fare condizionare dal passato, dai numeri o altro, a guardare in continuazione al passato, con l' occhio del critico, mentre vedono un match di Federer. A richiamare in continuazione Sampras, Laver, Rosewall. A confrontare, sminuire, immaginare.

E gli intermedi? ci sono anche essi, pure se la diatriba tra le opposte fazioni coinvolge quasi tutti.

Pare che la dimensione dello svizzero non sia mai nel presente, che quei magnifici rovesci del secondo tie-break con Nole stanotte, con Roddick nei quarti, quel superbo pallonetto con Lopez nella notte di Domenica, non vengano mai collocati nel presente, quasi sminuiti dal soggetto che li ha eseguiti o catalogati già nel passato o nell'attesa dei record futuri, sia da parte dei celebratori che dei detrattori ( "Supererà Sampras"? "Vincerà Parigi"? "e la Davis"?) .

Probabilmente è proprio questo, che viene dimenticato del Federer 2004-2007, l'elemento fondamentale . La dimensione del presente. Per trovare (o ritrovare) la sua magia occorre staccarsi da tutto.
Dal pregiudizio, dal contesto del match,dalla storia, e fissarsi sul momento in cui quel lungolinea, tirato senza sforzo apparente,finisce inevitabilmente dove l'avversario non può arrivare.

E' proprio la poetica dell' Attimo, quella che gli viene negata dai suoi detrattori e, ormai inconsciamente, anche da molti suoi supporter, quella che descrive più compiutamente la grandezza di Roger Federer, il più dominante tennista degli ultimi 40 anni . Ben più della poetica della Storia, cui andrebbe consegnato quando il suo fantastico Interstellar Overdrive sarà giunto al termine.

Forse, allora, in quell' attimo di silenzio, capiremo cosa abbiamo vissuto."


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MessaggioInviato: mercoledì 6 agosto 2008, 15:34 
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Peso Cruiser

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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A me invece da un po' di giorni gira nella testa questa domanda: Federer come Hingis?non per lo scivolone della cocaina, ma per questa immagine molto simile di ragazzo-ragazza bene svizzero-svizzera, amabile, educata/o, sempre con il premio orange al Roland Garros, della gentilezza, sorrisi e disponibilità verso i giornalisti, programmati per vincere e nello stesso tempo di un talento naturale superiore agli altri, che ad un certo punto cominciano a non tenere il passo difronte allo strapotere fisico delle Williams (almeno così si diceva) e di Nadal (così si dice).
Hingis più plateale nella dimostrazione di debolezza della prima della classe che non sa perdere, vedi pianto a Parigi; Federer più sottile (mononucleosi detta dopo, "no, non è un problema", "no, non sono in crisi"). Entrambi che nei momenti del dominio diverivano e si divertivano durante gli allenamenti, provando colpi nuovi e spettacolari, e che poi anche durante questi diventano tesi, nervosi, mentre in pubblico mantengono l'aplomb della buona educazione svizzera...Mah, vedremo, ci lavorerò su :wink:


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MessaggioInviato: mercoledì 6 agosto 2008, 15:57 
Martina è un Mascherone, e a me ha sempre fatto tanta tenerezza.

Guardate come sta ingrassando adesso. Guardate quanti fidanzati cambiati, senza trovare qualcuno che andasse realmente bene .
Guardate gli psicodrammi, che valgono le accuse di isteria mentre quelle degli uomini sono celebrate (lacrime).

Ricordo ancora lo stand Nike a Londra 2003, come rimasi deluso nel vedere che l'immagine simbolo di Sampras non era uno Smash, non era l'ace di Seconda contro Agassi, ma l'immagine in lacrime dell' Australian contro Courier...
Che tristezza...sarà lo stesso anche con Roger? metteranno lui in lacrime con laver che gli dà la coppa ?
Volere a tutti i costi la sofferenza dgeli inarrivabili, creare l'alone "anche lui come voi" quanta banalità...

Già allora pensai che ,se si fosse dedicato uno Stand alla Hingis, nessuno avrebbe messo come immagine simbolo il pianto parigino, ma l'avrebbero effigiata in un sorriso splendente ..


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MessaggioInviato: mercoledì 6 agosto 2008, 17:28 
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Peso Cruiser

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:08
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King Ivan ha scritto:
Martina è un Mascherone, e a me ha sempre fatto tanta tenerezza.

Guardate come sta ingrassando adesso. Guardate quanti fidanzati cambiati, senza trovare qualcuno che andasse realmente bene .
Guardate gli psicodrammi, che valgono le accuse di isteria mentre quelle degli uomini sono celebrate (lacrime).

Ricordo ancora lo stand Nike a Londra 2003, come rimasi deluso nel vedere che l'immagine simbolo di Sampras non era uno Smash, non era l'ace di Seconda contro Agassi, ma l'immagine in lacrime dell' Australian contro Courier...
Che tristezza...sarà lo stesso anche con Roger? metteranno lui in lacrime con laver che gli dà la coppa ?
Volere a tutti i costi la sofferenza dgeli inarrivabili, creare l'alone "anche lui come voi" quanta banalità...

..


Ottimo., ecco un'altra similitudine, Mascherone lei, faccia di gomma lui, UGUALE :P

Sinceramente non capisco la delusione tua per l'immagine della Nike, che sarà stata sicuramente esposta con il consenso di Sampras e di chi gli cura l'immagine, ma d'altronde non tutti possono avere la stessa idea sull'uomo e sullo sportivo e sul che cosa celebrare o estrapolare di lui.
C'è pianto e pianto, voglio dire: quello di hingis, comunque degno di umana compassione, mi ricorda il mio quando ho preso per la prima volta un quattro in quinta ginnasio, è della "bambina" che ha investito troppo della sua femminilità sul rendimento scolastico o sportivo.
Il pianto di Sampras non l'ho mai avvicinato a " anche lui come voi..." perchè generalmente i ragazzi o gli uomini non piangono, o non si fanno vedere in pubblico, o comunque sono educati, e male , così.
Lo associai subito a quello dei suoi antenati, al pianto dell'eroe omerico, difronte alla caducità del proprio padre che è anche la propria. E nello stesso tempo doveva continuare, come l'eroe omerico, a combattere, a dimostrare la propria forza. Di quella sera ricordo vivamente anche un'altra cosa: lo sguardo di Andromaca :oops: , della sua donna di allora, Delajna, insomma avete capito, non ricordo come si scrive. Poche volte ho visto uno sguardo così pieno d'amore sugli spalti, anzi, due sole altre volte, da Steffi Graf e da Masha Kafelnikova.


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MessaggioInviato: mercoledì 6 agosto 2008, 20:17 
No,Mascherone è aggettivo che Martina non merita.

Mascheroni sono Mussolini, Berlusconi, certi dittatori sudamericani, gli intellettuale " a la page" di adesso, grottesche figure che non hanno neppure la grandiosità della tragedia ma la dimensione della farsa, anche quando incrociano il dramma.

Più semplicemente, Maschera.


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MessaggioInviato: mercoledì 6 agosto 2008, 20:27 
I pianti di Sampras a me piacevano. Sopratutto quello allo US 2003 .
Segni di un Uomo che nonostante le ricchezze e i trofei ha onorato fino alla fine i grandi tornei, Con tutta la forza che posso .
Forse non Parigi, ed è la pecca che gli rinfaccio.

Il Divin Scimmiotto , così disse Clerici ,e molti non capirono che aveva visto giusto. Nei suoi gesti, una istintività, una passione intima per il GIOCO nella sua essenza primaria superiore a quella fatta vedere dal più geometrico Federer.

Avrei voluto una immagine di questa Istintività, invece del comunque nobile pianto.

Sarà per un altra volta.


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