Il Forum a cura di NonSoloBoxe

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 Oggetto del messaggio: La lunga notte della boxe italiana
MessaggioInviato: domenica 16 giugno 2013, 12:45 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 23:59
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Sono rientrato in Italia dopo alcune settimane all'estero. Avevo fame di pugilato, ho subito visto molti incontri americani, ho scritto articoli. Ho cercato il pugilato italiano e non l'ho trovato più, ho trovato invece i pugili italiani e un bell'articolo di Sabbatini in home page dove si ricorda che in questo sfascio abbiamo 4 campioni d'Europa (da ieri sera 5 con la Galassi). Il problema è proprio questo, abbiamo dei meravigliosi ragazzi e una dirigenza che non esiste più, che è allo sbando, che si fa influenzare da forze esterne al nostro Stato e dall'ambizione personale. Sabbatini e Torromeo, in stretto ordine alfabetico, se ne stanno occupando egregiamente ma quanti sono in grado di capire e vedere i loro sbagli e soprattutto di ammetterli? Il problema è come sempre il Potere (e la p maiuscola non è uno sbaglio della mia videoscrittura). Avevo con me il computer e seguivo, un po' distrattamente, gli avvenimenti. Poi mi è arrivata una mail di un appassionato che mi scrive ogni tanto. Più che un appassionato è un vero intenditore di boxe, uno che a suo tempo ha fatto i guanti con un certo Mazzinghi, uno che è un piacere leggere perché è una di quelle persone che ragionano di boxe e sanno ascoltare, non hanno la verità in mano come certi personaggi dei social network che credono di sapere di boxe perché il nonno gli ha raccontato qualcosa o hanno letto Signori o Fazi e li scopiazzano senza capirli come fossero la Bibbia, che è pur essa piena di incongruenze e va spesso più interpretata che letta. Questo Signore (anche qui la maiuscola è appropriata) commette un solo sicuro errore sopravvalutandomi e chiedendomi di scrivere e intervenire per salvare la boxe italiana: non sono in grado di farlo, ho giurato a me stesso di non scriverne più fino a quando girano certi personaggi, sfogandomi solo sul forum che ho inventato io.
Ma come siamo finiti in questo gorgo? Posso solo rileggere ciò che ho visto di persona quando da semplice spettatore appassionato mi hanno fatto diventare qualcosa di più. Inizialmente avevo creduto di trovare nell'ambiente pugilistico un'aria diversa da quella degli altri ambienti, più sana e genuina. Non ho impiegato molto ad accorgermi non fosse così.
Quando fondai Nonsoloboxe, circa 8 anni fa mi pare, mi procurai un appuntamento con il Presidente Federale Falcinelli a Roma presso il Palazzo del Coni di viale Tiziano. Lavoravo a Roma in quei giorni, mi misi giacca e cravatta (cosa che non faccio per molti) e, emozionato di entrare in un posto dove non sapevo ancora si distruggessero le prove del doping (leggasi l'ultimo splendido libro di Sandro Donati) arrivai fino alla sede della FPI, accolto benissimo. Falcinelli mi piacque, erano gli anni in cui nell'AIBA si batteva contro i bulgari e quel turco che si chiama Doganeli, quello che condizionava gli arbitri e aveva ridotto il dilettantismo olimpico al più corrotto degli sport. Scoprii con Falcinelli interessi comuni fuori della boxe, sostenni la sua parte, nel mio piccolo, quando insistette per un allenatore russo della nostra Nazionale, allenatore russo che a partire da Francesco Damiani (inizialmente) nessuno voleva. Aveva ragione lui e i risultati si videro. Doganeli e i bulgari furono sconfitti, vinse Wu, Falcinelli salì nei gradi dell'AIBA e cominciò un duro lavoro di risanamento che portò i suoi frutti. Alle Olimpiadi di Pechino il numero dei verdetti scandalo si ridusse drasticamente e il momento magico continuò sino a Milano, ai mondiali del 2009 compresi.
Mi dicevano tutti, allora, che dietro a quello sfavillio di medaglie non c'era nulla, che un giorno tutto sarebbe crollato, che non si pensava a un ricambio ma solo al presente, che il professionismo era lasciato allo sbando. L'allenatore russo tutto questo lo sapeva e infatti sparì in fretta dopo Pechino. Falcinelli avrebbe dovuto fermarsi lì ma non ne è stato capace, nella storia ne fu capace Cincinnato (almeno così si racconta), nello sport Mourinho che lasciò l'Inter, e tante macerie, dopo avere vinto tutto il possibile. Il Potere è davvero una brutta bestia. Ora abbiamo un settore dilettantistico in pietoso calo, un professionismo che ha prodotto la Lega come se la FPI volesse disfarsene (e crediamo sia così...) e ha sempre meno soldi. Ricevo tante lamentele di pugili che hanno pagato loro i loro combattimenti, trovati gli sponsor, venduti i biglietti, che sono stati truffati assieme ai Comuni che sono stati così polli da credere in questa boxe. Che abbiamo 4 campioni d'Europa, tutti sopra i 30 anni e alcuni abbondantemente, è una sorta di miracolo di cui la FPI non ha alcun merito, ma ce l'hanno i pugili stessi, gli allenatori, le società. Ma tutto questo sembra l'ultimo ballo sul Titanic e l'iceberg che farà affondare la nave è capitanato dallo stesso Wu. In un film di Woody Allen, "Il Dittatore dello stato libero di Bananas", il capo dei ribelli una volta conquistato il potere urla alla folla: "D'ora in poi la lingua ufficiale del Bananas sarà lo svedese!" Commento di un suo vicino: "Il potere gli ha dato alla testa". A Wu è successa la stessa cosa con l'aggravante di essere figlio di una cultura che non conosce la democrazia.
Da Milano in poi abbiamo visto le World Series, la ricomparsa degli scandali arbitrali a Europei, Mondiali e Olimpiadi. Avevamo un Presidente che non è stato nemmeno capace di proteggerci. Quello che per me è stato però il punto più basso è stato vedere Cammarelle picchiare i "bambini" agli Assoluti. Lui è stato però l'unico a pagare, prima a Londra e poi con la mancata elezione nella FPI, meritata peraltro visto il gesto. Abbiamo un dilettantismo di stato come a Cuba e com'era nell'Impero Sovietico, un professionismo agonizzante nonostante i pugili, e un futuro incerto perché pur avendo 5 campioni d'Europa meriteremmo di essere cacciati dall'EBU a calci nel sedere e non è nemmeno detto che ciò non avvenga. E non si capisce più niente di cosa avverrà con lo stolto professionismo AIBA.
Tutto questo poteva cambiare almeno in parte il 19 gennaio ad Assisi. Invece chi ha votato ha scelto la continuità, chi ha il Potere sa che basta promettere un piatto di lenticchie (che poi puntualmente sparisce) e un posticino a chi tiene famiglia per garantirsela questa continuità. Era una grande occasione di cambiamento ma non ha funzionato perché le facce pulite convincono meno di quelle che hanno più agganci anche se poi magari risulta che non è nemmeno vero. E qua e là si trova anche chi scrive fesserie accusando, pur di farsi notare, chi le lotte prova a combatterle per lo sport che ama.
Dalla fine del 2012 abbiamo avuto Riva del Garda, la nomina di un Presidente Federale nuovo ma, soprattutto, di uno onorario in un congresso messosi a 90 gradi (scusate) di fronte a un cinese di Taiwan, e da ultimo lo scandalo di N'Diaye-Rebrasse la scorsa settimana. L'unica risposta seria, invece di scrivere sul sito FPI che N'Diaye ha conservato un titolo che non deteneva affatto, era stigmatizzare un fatto accaduto sul suolo italiano. Ma, scusate, ci vogliono le palle per farlo, e qui le palle non le hanno.
Rimangono questi splendidi 5 titoli, di 4 uomini e una donna. Che il dio della boxe vi aiuti ragazzi.


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MessaggioInviato: domenica 16 giugno 2013, 15:00 
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Peso Gallo

Iscritto il: venerdì 2 novembre 2007, 19:54
Messaggi: 447
Tutto vero. Dovrebbe essere mandato a tutte le società pugilistiche italiane, ai pugili, ai giornali e affisso in tutte le palestre d'Italia. Se un giorno le voci come questa (e le poche altre che urlano al vento che stanno assassinando la boxe italiana) si stancheranno e svaniranno nel nulla, vorrà dire che il match è stato perso per ko e la gente del pugilato farebbe bene a pensarci finalmente, almeno quella che sa pensare.


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MessaggioInviato: domenica 16 giugno 2013, 18:10 
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Peso Piuma

Iscritto il: venerdì 13 maggio 2011, 16:05
Messaggi: 668
I pugili italiani sono eroici. Tempo fa, lessi un articolo di Torromeo sulla giornata tipo di Marsili. E' qualcosa di allucinante, mi chiedo dove il bravo Emiliano trovi l'energia necessaria. Non dorme abbastanza, non si ferma mai, non ha neanche il tempo di stare con la famiglia. Non so come faccia a sostenere il peso di tali sacrifici quotidiani.
Sui titoli europei, pur applaudendo i successi dei nostri pugili, sono più pessimista di Sabbatini. E' fuor di dubbio che alcuni pugili italiani siano tra i più competitivi d'Europa nelle rispettive categorie, ma è altrettanto evidente che, mentre gli italiani migliori puntano ai titoli EBU o EU, gli inglesi, i tedeschi, gli ucraini migliori puntano a scalare le classifiche degli enti mondiali. Insomma, il titolo EBU, pur essendo forse l'unico titolo serio rimasto, ha perso gran parte della propria importanza, superato dagli innumerevoli titolini internazionali dei vari enti. Ndiaye si è battuto per il titolo europeo con un pugile obiettivamente mediocre, in una categoria che, nella sola Europa, annovera pugili come Froch, Kessler, Abraham, Stieglitz, Groves, DeGale, Balzsay, Sartison. Bundu ha conquistato e difeso per quattro volte il titolo europeo senza mai affrontare Brook, Witter, Gavin, Purdy, Hatton, Senchenko, Aydin, Dan Ion, Zaveck. Insomma, la verità è che i pugili degli altri Paesi puntano direttamente a un titolo di sigla, scalando le classifiche dei vari enti, mentre gli italiani non hanno queste prospettive e si accontentano delle briciole, rappresentate dal titolo europeo. E' chiaro che il titolo EBU vale cento volte più di un titolo "Silver", ma è altrettanto evidente che il titolo europeo non porta a niente, mentre i titolini internazionali portano ai titoli di sigla. Se così non fosse, non si spiegherebbe la rinuncia di Groves e DeGale a battersi con Ndiaye per l'Europeo.


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MessaggioInviato: lunedì 17 giugno 2013, 9:11 
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Peso Supergallo

Iscritto il: mercoledì 21 giugno 2006, 13:38
Messaggi: 507
ragazzi, qui è arrivata ora di muoversi, altrimenti il giocattolo, già rotto, perde gli ultimi giri di scotch e si frantuma del tutto.
Vittorio, mi rivolgo direttamente a te: perché non pensiamo a un manifesto, a un appello pubblico, a un qualcosa che riporti un attimo l'attenzione a uno sport nobile come è (era?) la boxe italiana e cerchi di dare una svegliata a lorsignori? So che può sembrare un'idea peregrina, ma qui se non ci muoviamo la giostra chiude e chi s'é visto, s'é visto.


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MessaggioInviato: lunedì 17 giugno 2013, 12:30 
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Peso Paglia
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Iscritto il: giovedì 27 ottobre 2011, 13:40
Messaggi: 76
Bonaccorso ha scritto:
Sono rientrato in Italia dopo alcune settimane all'estero. Avevo fame di pugilato, ho subito visto molti incontri americani, ho scritto articoli. Ho cercato il pugilato italiano e non l'ho trovato più, ho trovato invece i pugili italiani e un bell'articolo di Sabbatini in home page dove si ricorda che in questo sfascio abbiamo 4 campioni d'Europa (da ieri sera 5 con la Galassi). Il problema è proprio questo, abbiamo dei meravigliosi ragazzi e una dirigenza che non esiste più, che è allo sbando, che si fa influenzare da forze esterne al nostro Stato e dall'ambizione personale. Sabbatini e Torromeo, in stretto ordine alfabetico, se ne stanno occupando egregiamente ma quanti sono in grado di capire e vedere i loro sbagli e soprattutto di ammetterli? Il problema è come sempre il Potere (e la p maiuscola non è uno sbaglio della mia videoscrittura). Avevo con me il computer e seguivo, un po' distrattamente, gli avvenimenti. Poi mi è arrivata una mail di un appassionato che mi scrive ogni tanto. Più che un appassionato è un vero intenditore di boxe, uno che a suo tempo ha fatto i guanti con un certo Mazzinghi, uno che è un piacere leggere perché è una di quelle persone che ragionano di boxe e sanno ascoltare, non hanno la verità in mano come certi personaggi dei social network che credono di sapere di boxe perché il nonno gli ha raccontato qualcosa o hanno letto Signori o Fazi e li scopiazzano senza capirli come fossero la Bibbia, che è pur essa piena di incongruenze e va spesso più interpretata che letta. Questo Signore (anche qui la maiuscola è appropriata) commette un solo sicuro errore sopravvalutandomi e chiedendomi di scrivere e intervenire per salvare la boxe italiana: non sono in grado di farlo, ho giurato a me stesso di non scriverne più fino a quando girano certi personaggi, sfogandomi solo sul forum che ho inventato io.
Ma come siamo finiti in questo gorgo? Posso solo rileggere ciò che ho visto di persona quando da semplice spettatore appassionato mi hanno fatto diventare qualcosa di più. Inizialmente avevo creduto di trovare nell'ambiente pugilistico un'aria diversa da quella degli altri ambienti, più sana e genuina. Non ho impiegato molto ad accorgermi non fosse così.
Quando fondai Nonsoloboxe, circa 8 anni fa mi pare, mi procurai un appuntamento con il Presidente Federale Falcinelli a Roma presso il Palazzo del Coni di viale Tiziano. Lavoravo a Roma in quei giorni, mi misi giacca e cravatta (cosa che non faccio per molti) e, emozionato di entrare in un posto dove non sapevo ancora si distruggessero le prove del doping (leggasi l'ultimo splendido libro di Sandro Donati) arrivai fino alla sede della FPI, accolto benissimo. Falcinelli mi piacque, erano gli anni in cui nell'AIBA si batteva contro i bulgari e quel turco che si chiama Doganeli, quello che condizionava gli arbitri e aveva ridotto il dilettantismo olimpico al più corrotto degli sport. Scoprii con Falcinelli interessi comuni fuori della boxe, sostenni la sua parte, nel mio piccolo, quando insistette per un allenatore russo della nostra Nazionale, allenatore russo che a partire da Francesco Damiani (inizialmente) nessuno voleva. Aveva ragione lui e i risultati si videro. Doganeli e i bulgari furono sconfitti, vinse Wu, Falcinelli salì nei gradi dell'AIBA e cominciò un duro lavoro di risanamento che portò i suoi frutti. Alle Olimpiadi di Pechino il numero dei verdetti scandalo si ridusse drasticamente e il momento magico continuò sino a Milano, ai mondiali del 2009 compresi.
Mi dicevano tutti, allora, che dietro a quello sfavillio di medaglie non c'era nulla, che un giorno tutto sarebbe crollato, che non si pensava a un ricambio ma solo al presente, che il professionismo era lasciato allo sbando. L'allenatore russo tutto questo lo sapeva e infatti sparì in fretta dopo Pechino. Falcinelli avrebbe dovuto fermarsi lì ma non ne è stato capace, nella storia ne fu capace Cincinnato (almeno così si racconta), nello sport Mourinho che lasciò l'Inter, e tante macerie, dopo avere vinto tutto il possibile. Il Potere è davvero una brutta bestia. Ora abbiamo un settore dilettantistico in pietoso calo, un professionismo che ha prodotto la Lega come se la FPI volesse disfarsene (e crediamo sia così...) e ha sempre meno soldi. Ricevo tante lamentele di pugili che hanno pagato loro i loro combattimenti, trovati gli sponsor, venduti i biglietti, che sono stati truffati assieme ai Comuni che sono stati così polli da credere in questa boxe. Che abbiamo 4 campioni d'Europa, tutti sopra i 30 anni e alcuni abbondantemente, è una sorta di miracolo di cui la FPI non ha alcun merito, ma ce l'hanno i pugili stessi, gli allenatori, le società. Ma tutto questo sembra l'ultimo ballo sul Titanic e l'iceberg che farà affondare la nave è capitanato dallo stesso Wu. In un film di Woody Allen, "Il Dittatore dello stato libero di Bananas", il capo dei ribelli una volta conquistato il potere urla alla folla: "D'ora in poi la lingua ufficiale del Bananas sarà lo svedese!" Commento di un suo vicino: "Il potere gli ha dato alla testa". A Wu è successa la stessa cosa con l'aggravante di essere figlio di una cultura che non conosce la democrazia.
Da Milano in poi abbiamo visto le World Series, la ricomparsa degli scandali arbitrali a Europei, Mondiali e Olimpiadi. Avevamo un Presidente che non è stato nemmeno capace di proteggerci. Quello che per me è stato però il punto più basso è stato vedere Cammarelle picchiare i "bambini" agli Assoluti. Lui è stato però l'unico a pagare, prima a Londra e poi con la mancata elezione nella FPI, meritata peraltro visto il gesto. Abbiamo un dilettantismo di stato come a Cuba e com'era nell'Impero Sovietico, un professionismo agonizzante nonostante i pugili, e un futuro incerto perché pur avendo 5 campioni d'Europa meriteremmo di essere cacciati dall'EBU a calci nel sedere e non è nemmeno detto che ciò non avvenga. E non si capisce più niente di cosa avverrà con lo stolto professionismo AIBA.
Tutto questo poteva cambiare almeno in parte il 19 gennaio ad Assisi. Invece chi ha votato ha scelto la continuità, chi ha il Potere sa che basta promettere un piatto di lenticchie (che poi puntualmente sparisce) e un posticino a chi tiene famiglia per garantirsela questa continuità. Era una grande occasione di cambiamento ma non ha funzionato perché le facce pulite convincono meno di quelle che hanno più agganci anche se poi magari risulta che non è nemmeno vero. E qua e là si trova anche chi scrive fesserie accusando, pur di farsi notare, chi le lotte prova a combatterle per lo sport che ama.
Dalla fine del 2012 abbiamo avuto Riva del Garda, la nomina di un Presidente Federale nuovo ma, soprattutto, di uno onorario in un congresso messosi a 90 gradi (scusate) di fronte a un cinese di Taiwan, e da ultimo lo scandalo di N'Diaye-Rebrasse la scorsa settimana. L'unica risposta seria, invece di scrivere sul sito FPI che N'Diaye ha conservato un titolo che non deteneva affatto, era stigmatizzare un fatto accaduto sul suolo italiano. Ma, scusate, ci vogliono le palle per farlo, e qui le palle non le hanno.
Rimangono questi splendidi 5 titoli, di 4 uomini e una donna. Che il dio della boxe vi aiuti ragazzi.


è da un pò che non leggevo ma, sono pienamente d'accordo

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La boxe non e' rissa, solo gli ignoranti non lo capiscono, purtroppo c'è ne sono tanti


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MessaggioInviato: lunedì 17 giugno 2013, 21:55 
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Peso Superleggero

Iscritto il: sabato 3 giugno 2006, 20:45
Messaggi: 916
Località: Roma
Impietosa lastra di questo sport nella nostra nazione. Un plauso ai nostri campioni, tali nonostante l'età e la vita che molti di loro sono costretti a fare, senza tuttavia ingigantire quanto conquistato visto che i nomi veri in Europa fanno altri percorsi, come ha detto Dinamita.
La crisi politico-economica in cui versa l'Italia in questi anni sembra in qualche modo reincarnarsi anche nella boxe, con gli stessi comportamenti: tutti litigano, tutti si prendono ogni più piccolo ed inutile merito, tutti si sopravvalutano e fanno i propri interessi a scapito di quelli dello sport che dovrebbero amare. E lo sport, come il nostro paese, cola a picco.

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Ancora,sempre,ostinatamente.


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MessaggioInviato: lunedì 17 giugno 2013, 22:42 
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Peso Paglia

Iscritto il: venerdì 26 novembre 2010, 14:05
Messaggi: 10
Personalmente mi sento alle volte triste e spaesato, ultimamente imbarazzato nel ricordare vari avvenimenti accaduti nel nostro paese e storie ascoltate direttamente da qualche amico pugile.
Grazie della chiarezza, come sempre, delle parole illuminanti che danno voce a qualcosa che non sempre si è in grado di esprimere.


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MessaggioInviato: martedì 18 giugno 2013, 11:05 
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Peso Superwelter
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 10:31
Messaggi: 1319
Il problema di fondo temo sia il disinteresse totale che lo sport ha per il pugilato italiano sia dal punto di vista degli addetti ai lavori che degli utenti. Meno una cosa viene seguita più è facile maneggiarla all'oscuro dei più. Un pò come la politica.
Temo non se ne uscirà facilmente.

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mirko "the moviemaker"

"there is no shame in going down, the shame is in staying down."
Muhammad Ali


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